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	<title>TrentoAttiva</title>
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	<description>Blog dell&#039;Associazione TrentoAttiva</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Sep 2010 10:00:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cercasi cameriera&#8230; con fisico da urlo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 10:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosa Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/09/corona.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2334" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/09/corona-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Corriere della sera. 4 settembre 2010. Passata sicuramente quasi inosservata fra divisioni berlusconiani-finiani, scontri Governo-Colle e elezioni sì-elezioni no, una notizia ha attirato però la mia attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Vergogna, rabbia, sdegno. Non sono in grado di descrivere le emozioni che si sono agitate in me mentre leggevo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa sarà successo di tanto grave? Penserete voi.</p>
<p style="text-align: justify;">È presto detto.</p>
<p style="text-align: justify;">Tezze sul Brenta (Vicenza): i titolari di un bar&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/09/corona.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2334" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/09/corona-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Corriere della sera. 4 settembre 2010. Passata sicuramente quasi inosservata fra divisioni berlusconiani-finiani, scontri Governo-Colle e elezioni sì-elezioni no, una notizia ha attirato però la mia attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Vergogna, rabbia, sdegno. Non sono in grado di descrivere le emozioni che si sono agitate in me mentre leggevo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa sarà successo di tanto grave? Penserete voi.</p>
<p style="text-align: justify;">È presto detto.</p>
<p style="text-align: justify;">Tezze sul Brenta (Vicenza): i titolari di un bar indicono un concorso di bellezza per scegliere la cameriera. La giuria sarà formata dai titolari stessi e dagli avventori più affezionati. La vincitrice avrà il posto di lavoro. Ragazze iscritte al concorso: 10, è quanto riportato dal giornalista.</p>
<p style="text-align: justify;">Il titolare ha, inoltre, dichiarato che se l’iniziativa avrà successo, verrà ripetuta ogni 6 mesi, per assumere una nuova cameriera o sostituire la precedente dimostratasi inadeguata.</p>
<p style="text-align: justify;">Notizia irrilevante? Al massimo da commentare al bar con le amiche? Forse. Eppure, secondo me, una riflessione la merita.</p>
<p style="text-align: justify;">Io qualche domanda me la sono posta, e la voglio rivolgere anche a voi, lettori e lettrici, e magari anche partecipanti al concorso&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Come possiamo noi donne pretendere rispetto se non rispettiamo noi stesse? Come possiamo lamentarci della mancanza di parità di diritti e opportunità se ci facciamo trattare come oggetti sessuali? Come possiamo aspirare a farci apprezzare per la nostra intelligenza e le nostre qualità se ogni occasione è buona per farci giudicare sui nostri seni e i nostri sodi posteriori? Quale dignità vogliamo se mettiamo in vendita i nostri corpi? Pensate davvero che la lesione dei diritti e della dignità umana consista nella sola violenza e oppressione? E questa voi come la chiamate?</p>
<p style="text-align: justify;">Avrebbe dovuto esserci una sollevazione popolare! Femministe arrabbiate appostate fuori dal bar! Donne indignate che organizzano sit-in di protesta! E invece..niente! Nessuno se ne è preoccupato!</p>
<p style="text-align: justify;">Pensate che sia troppo dura? O magari che è solo invidia nei confronti delle splendide ragazze che vi parteciperanno perchè se avessi i requisiti mi precipiterei anch’io?</p>
<p style="text-align: justify;">È vero, io non sono bella, sono di un’insignificante normalità e se provassi a presentarmi mi riderebbero in faccia. Ed è altrettanto vero che non posso sapere come sarebbe la mia vita se fossi bella, alta e con un fisico da urlo; come mi comporterei se mi fosse data la possibilità di essere migliore di ciò che sono.</p>
<p style="text-align: justify;">Però una cosa la so: anche se rinascessi nel corpo di una dea, vorrei che questo mio pensiero non cambiasse. Vorrei non partecipare ad alcun concorso di bellezza e continuare a scandalizzarmi per la loro esistenza. Vorrei riscrivere questo post. Perché le donne non dovrebbero essere in vendita. Perché la dignità non ha prezzo.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Immagine tratta da: <a href="http://www.missecuador.net/imagenes/corona2006.jpg">http://www.missecuador.net/imagenes/corona2006.jpg</a></h5>
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		<title>L&#8217;Acqua non si vende</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/08/l-acqua-non-si-vende/</link>
		<comments>http://www.trentoattiva.it/2010/08/l-acqua-non-si-vende/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Referendum-Acqua-Fontana-Nettuno.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2169" title="Referendum Acqua - Fontana Nettuno" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Referendum-Acqua-Fontana-Nettuno-300x225.jpg" alt="" width="232" height="175" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Comitato &#8220;Non solo acqua&#8221; di Rovereto:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Abbiamo letto sui giornali di ieri del <a href="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/CSW/c_stampa.nsf/7C13205EAFB138ABC12576470031E7BA/FE5BBB1EF657D974C12577840037CEFC" target="_blank">disegno di legge</a> proveniente direttamente dalla giunta provinciale, firmato dall&#8217;assessore UPT Gilmozzi, per ostacolare la privatizzazione forzata dell&#8217;acqua prevista dal decreto Ronchi, e ci sembra utile provare ad aprire nel merito una discussione, visto che sull&#8217;argomento sono state raccolte 1.400.000 firme per l&#8217;indizione di un referendum nazionale (11.000 nel Trentino).<br /></em>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Referendum-Acqua-Fontana-Nettuno.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2169" title="Referendum Acqua - Fontana Nettuno" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Referendum-Acqua-Fontana-Nettuno-300x225.jpg" alt="" width="232" height="175" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Comitato &#8220;Non solo acqua&#8221; di Rovereto:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Abbiamo letto sui giornali di ieri del <a href="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/CSW/c_stampa.nsf/7C13205EAFB138ABC12576470031E7BA/FE5BBB1EF657D974C12577840037CEFC" target="_blank">disegno di legge</a> proveniente direttamente dalla giunta provinciale, firmato dall&#8217;assessore UPT Gilmozzi, per ostacolare la privatizzazione forzata dell&#8217;acqua prevista dal decreto Ronchi, e ci sembra utile provare ad aprire nel merito una discussione, visto che sull&#8217;argomento sono state raccolte 1.400.000 firme per l&#8217;indizione di un referendum nazionale (11.000 nel Trentino).<br />
Chiediamo quindi ospitalità ai vostri giornali per iniziare una discussione che è urgente, intrecciandosi qui da noi con il tema delle Comunità di Valle di prossima elezione (ottobre), visto che fra i compit delle stesse è prevista anche la gestione associata degli acquedotti.<br />
A quanto abbiamo capito dagli articoli di ieri, l&#8217;idea di Gilmozzi sarebbe quella di svincolare i comuni trentini dall&#8217;obbligo previsto da Ronchi di cedere i propri servizi idrici a società nelle quali, anche se miste pubblico/privato, i privati abbiano un ruolo di fatto dirigente, sviluppando quindi la vocazione a realizzare profitti privati sull&#8217;acqua.<br />
Ma bisogna ricordare che la gestione privata dell&#8217;acqua non è stata &#8220;inventata&#8221;  da Ronchi, ma viene avanti da decenni sospinta da normative anche precedenti, e dalla sempre maggior difficoltà in cui si trovano i comuni italiani, colpiti da continue sottrazioni di risorse, che rendono difficile condurre direttamente quelle che ormai devono essere gestioni industriali dei servizi idrici. Che la privatizzazione non l&#8217;abbia inventata Ronchi lo dimostra anche la situazione trentina, dove chi serve il maggior numero di utenze, circa il 40% (comprese le due aree urbane di Trento e Rovereto), è già una Spa con il &#8220;privato&#8221; a quota 38%, Dolomiti Reti, non molto lontano quindi da quel &#8220;almeno 40%&#8221; previsto dal decreto Ronchi. Gli abitanti di Trento e Rovereto, insomma, già pagano, con le loro bollette, profitti ai privati. La proposta Gilmozzi quindi farebbe cadere gli obblighi ad una privatizzazione &#8220;tutto e subito&#8221;, ma lascerebbe operative le pressioni più soft che hanno già portato, intanto, ad una privatizzazione in quelle aree in cui il servizio ha sicura ed immediata appetibilità per il privato. La privatizzazione potrebbe poi procedere comunque lo stesso, solo più tortuosamente affidata ai problemi tecnici e di bilancio a cui i comuni verrebbero lasciati. Una alternativa potrebbe essere invece puntare ad un consolidamento delle gestioni pubbliche tramite forme consortili (Comunità di Valle?), in grado di partire da dimensioni adeguate per gestioni industriali del servizio, e mettendo risorse in comune, ma con gli strumenti di controllo ben in mano ai<br />
cittadini, tramite istituzioni pubbliche votate non a produrre profitti per qualcuno, ma servizi per tutti, ai soli costi di esercizio.<br />
Ma c&#8217;è anche un&#8217;altra questione che ipoteca gli esiti della proposta di legge Gilmozzi. Il decreto Ronchi vale per tutto il territorio nazionale, mentre Gilmozzi tenta di creare delle protezioni locali basandosi sulle specificità locali. Una sorta di &#8220;via autonomistica&#8221;, ma quando è passato a livello nazionale il decreto Ronchi (autunno 2009) la Provincia non lo ha contestato in base alle proprie competenze primarie in materia di acqua, quindi la via è comunque stretta.<br />
Noi crediamo dunque che solo l&#8217;effettiva indizione del referendum (come quasi un milione e mezzo di cittadini hanno chiesto) ed una vittoria del fronte anti-privatizzazione garantirebbe davvero il diritto pubblico (sociale) all&#8217;acqua, creando le condizioni per affrontare tutte le questioni relative nell&#8217;ottica del bene comune, invece che in quello dell&#8217;interesse privato di qualcuno. Invitamo quindi anche la giunta provinciale a prendere posizione a favore del referendum, ed a spendersi per un suo buon esito preparandosi a contribuire anche con i suoi mezzi a portare i cittadini al voto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Roberto Antolini e Andrea Trentini, per il gruppo <a href="http://nonsoloacqua.blogspot.com/" target="_blank">Nonsoloacqua di Rovereto</a></em></strong></p>
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		<title>La risposta della Protezione Civile</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 09:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trentino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto.png"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2179" title="Foto" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto-150x140.png" alt="" width="150" height="140" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In seguito alla nostra <a href="http://www.trentoattiva.it/2010/07/lettera-alla-protezione-civile-del-trentino/" target="_self">lettera</a> in cui chiedevamo informazioni  sui piani d&#8217;emergenza per il nostro territorio in caso di eventi  calamitosi, riportiamo la risposta del Dipartimento Prevenzione Rischi  della Provincia Autonoma di Trento, a cui fa capo la Protezione Civile del  Trentino, ringraziando per il cortese riscontro ai nostri quesiti.<br />
Aspettiamo  dai nostri lettori eventuali considerazioni, dubbi o domande che  provvederemo poi ad inviare alla stessa Protezione Civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Clicca sull&#8217;immagine sottostante per leggere la risposta della Protezione Civile:</p>
<p><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Risposta-Protezione-Civile.pdf"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2314" title="Protezione Civile" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Protezione-Civile-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto.png"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2179" title="Foto" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto-150x140.png" alt="" width="150" height="140" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In seguito alla nostra <a href="http://www.trentoattiva.it/2010/07/lettera-alla-protezione-civile-del-trentino/" target="_self">lettera</a> in cui chiedevamo informazioni  sui piani d&#8217;emergenza per il nostro territorio in caso di eventi  calamitosi, riportiamo la risposta del Dipartimento Prevenzione Rischi  della Provincia Autonoma di Trento, a cui fa capo la Protezione Civile del  Trentino, ringraziando per il cortese riscontro ai nostri quesiti.<br />
Aspettiamo  dai nostri lettori eventuali considerazioni, dubbi o domande che  provvederemo poi ad inviare alla stessa Protezione Civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Clicca sull&#8217;immagine sottostante per leggere la risposta della Protezione Civile:</p>
<p><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Risposta-Protezione-Civile.pdf"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2314" title="Protezione Civile" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Protezione-Civile-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
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		<title>Miss Padania all&#8217;italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 06:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Preghenella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/missfoto.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2288" title="MISS PADANIA 2010 E' ELISA MIGLIORATI" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/missfoto-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una vacanza fuori porta da parenti, l’itinerario stradale tappezzato da manifesti e scritte inneggianti alla Padania Libera, l’attualità politica sempre più urgente e drammatica, i proclami del senatür che sembrano essere ormai l’unica voce che parla al popolo: un mix fatale di fattori mi porta a voler mettere il naso dentro la manifestazione tradizionale della Lega Nord di Ponte di Legno (BS).</p>
<p style="text-align: justify;">L’unica serata a cui posso partecipare è la selezione di Miss&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/missfoto.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2288" title="MISS PADANIA 2010 E' ELISA MIGLIORATI" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/missfoto-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una vacanza fuori porta da parenti, l’itinerario stradale tappezzato da manifesti e scritte inneggianti alla Padania Libera, l’attualità politica sempre più urgente e drammatica, i proclami del senatür che sembrano essere ormai l’unica voce che parla al popolo: un mix fatale di fattori mi porta a voler mettere il naso dentro la manifestazione tradizionale della Lega Nord di Ponte di Legno (BS).</p>
<p style="text-align: justify;">L’unica serata a cui posso partecipare è la selezione di Miss Padania, venerdì 13 agosto presso il palazzetto sportivo del comune della Val Camonica.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi armo di tutta la mia capacità di tolleranza e apertura mentale, sentendomi al tempo stesso un po’ snob e limitata per doverlo fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo si tratta di un mondo completamente opposto a quello cui mi sento di appartenere, fatto di idee istintive e populiste contro le quali ho sempre lottato. Però, forse di questi tempi, la lotta più dura da portar avanti è proprio il non cadere in facili schieramenti, il difendere sempre e comunque la libertà di pensiero e di parola di qualsiasi persona, il tentare almeno di capire l’altro, che nel mio caso può essere proprio un leghista.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci voglio provare.</p>
<p style="text-align: justify;">Cerco di sospendere per un po’ il mio modo normale di leggere le cose e di mettermi nei panni di una persona “comune”, che va ad una festa tradizionale per passare la serata e vedere com’è.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente il primo impatto visivo della festa si distingue dalle tradizionali manifestazioni di paese: un mega manifesto di Bossi con il pungo alzato e la scritta “<em>Mai molà, tegn dür</em>!”, che si ripete in tanti poster più piccoli per tutto il perimetro del palazzetto. Banchetti di souvenir leghisti: boxer, accendini, magliette degli indiani finiti nelle riserve e del “trota”, cravatte, fazzoletti e spillette, insomma qualsiasi cosa per sentirsi di appartenere al popolo della Lega. Anche l’organizzazione della festa, tra palloncini e fazzoletti di carta color verde-lega ha un’immagine ben precisa.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello visivo una festa di partito, non c’è che dire. Ma la gente che partecipa, non so, non mi da l’impressione di esserne consapevole, sembra voglia solo passare una serata paesana, divertirsi. Cerco di capire un po’ che persone sono: mi avvicino ai banchetti, chiedo ai ragazzi con un sorriso se i soldi delle vendite vanno a finanziare il partito e mi sento rispondere “<em>Perché</em>?”. Mah, mi sembrava una domanda normale. La gente presente è fatta di famiglie e giovani comitive di ragazzi. Non ho il tempo di proseguire perché le luci si spengono e inizia lo show di Miss Padania.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo si svolge in maniera piuttosto classica, con le prove per le miss di ballo, recitazione, canto (sotto la doccia in bikini), con un intramezzo musicale di Omar Pedrini e di un paio di comici di Zelig. Che centra la Lega, mi chiedo? Qualche battuta del presentatore e qualche ammiccamento delle Miss, sì, strizzano l’occhio ai temi cari alla Lega, i terün (“<em>qua al nord ci sappiamo divertire di più che al sud</em>”), gli omosessuali (“<em>facciano un urlo gli uomini, ora le donne, ora gli incerti” … “incerti fuori</em>!!”), gli slogan del non mollare mai. Ma, tutto sommato, solo uno show, dei più tradizionali all’italiana, altro che Padania. Facile umorismo e belle donne: se accendiamo la tv e guardiamo un qualsiasi programma di intrattenimento lo stile è lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel bel mezzo dello spettacolo, si sente un mormorio, la gente inizia a scendere dalle gradinate e a dirigersi verso l’ingresso: “<em>E’ arrivato Umberto</em>” mi dice una simpatica signora seduta vicino a me. Il presentatore interrompe tutto e annuncia che è arrivato il senatore federale della Repubblica accompagnato dal figlio Lorenzo. Parte un’ovazione. Lo spettacolo può riprendere. Premiazione finale: Bossi e figlio salgono sul palco, sono attentissima a quello che dirà. Saluto col pugno al presentatore: “<em>Quanta forza ha quest’uomo</em>!!”. Abbracci e baci alle due Miss vincitrici. Soliti slogan, complimenti di rito, un po’ di pubblicità alle imprese che hanno partecipato finanziariamente alla manifestazione. Ma soprattutto il messaggio dell’uomo forte, del popolo, che tiene duro, che sta lavorando per noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono davvero delusa: non ho capito niente di più di quello che sapevo prima. Non mi è rimasto niente. Forse la serata di Miss Padania non era quella giusta per entrare nell’universo culturale della Lega, ma perché allora un partito politico organizza questo tipo di manifestazione? Il giorno dopo, comunque, ci sarebbe stata la serata dei folk camuni, musica tradizionale della Valle e domenica il comizio di Bossi. Un pensiero mi coglie e davvero temo non sia di parte: quello che ho visto non è fatto per far pensare la gente, per interessarla al bene comune, a partecipare, ma solo per farla sentire parte di, unita dietro un comune “qualcosa”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un sospetto generalizzato, che non tocca solo la Lega e che viene sempre più di frequente. Ma quel “qualcosa” dobbiamo sapere cos’è, dobbiamo sceglierlo e costruirlo anche noi e a questo le bandiere e le allegre adunate servono a poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è democrazia, se la vogliamo davvero.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Immagine tratta da <a href="http://www.ansa.it/" target="_blank">ansa.it</a></h5>
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		<title>Il mio viaggio dentro il vero miracolo dell&#8217; Aquila: gli aquilani!</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/08/il-mio-viaggio-dentro-il-vero-miracolo-dell-aquila-gli-aquilani/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 10:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[dicomac]]></category>
		<category><![CDATA[l' Aqion]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[legge speciale per l' Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[macerie]]></category>
		<category><![CDATA[progetto CASE]]></category>
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		<category><![CDATA[ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[tassa di scopo]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio al' aquila]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.trentoattiva.it/?p=2259</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/abruzzo-098.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2275" title="abruzzo 098" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/abruzzo-098-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sapevo delle ferite inferte dal terremoto ed  ero, purtroppo, certa di trovare una città e  un territorio devastati.  Riuscivo a  immaginare lo sgomento e la tristezza negli occhi della gente&#8230;. ma non ero pronta al silenzio, al buio, al vento che regna incontrastato fra i vicoli, al rumore sordo dei miei passi, all&#8217;eco delle parole dei rari passanti, ai guaiti dei cani randagi,  alla struggente nostalgia di Carlo, che  ritorna tutti i giorni per sedersi sulla fontana&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/abruzzo-098.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2275" title="abruzzo 098" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/abruzzo-098-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sapevo delle ferite inferte dal terremoto ed  ero, purtroppo, certa di trovare una città e  un territorio devastati.  Riuscivo a  immaginare lo sgomento e la tristezza negli occhi della gente&#8230;. ma non ero pronta al silenzio, al buio, al vento che regna incontrastato fra i vicoli, al rumore sordo dei miei passi, all&#8217;eco delle parole dei rari passanti, ai guaiti dei cani randagi,  alla struggente nostalgia di Carlo, che  ritorna tutti i giorni per sedersi sulla fontana di Piazza Duomo,  e mentre mi parla della sua bella casa distrutta e del ristorante che ha dovuto riaprire  in periferia,  si guarda attorno smarrito, attende che riaffiori la propria anima, assiste  impotente all&#8217; agonia della sua amata città, rassegnato all&#8217;immobilità!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-221.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2260" title="Immagine 221" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-221-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Aquila è morta . Il corso è stato riaperto è vero, le transenne sono state tolte, vi si può passeggiare, persino prendere un caffè nei  pochi bar che hanno  avuto l&#8217;ardire di riaprire e che sembrano delle oasi in quel deserto, ma non è sufficente a placare l&#8217;angoscia che si prova  vagando per la città, sopratutto di sera.  Quel che appare  è  inquietante, spettrale. Nessun palazzo è agibile, sebbene siano stati messi in sicurezza; i puntellamenti e i ponteggi  che rivestono i palazzi, malcelano l&#8217;antica bellezza e le recenti ferite. L&#8217;Aquila è ora una bellissima vecchia ragazza vestita di cenci, ammalata e ferita mortalmente di cui nessuno vuole più prendersi cura.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2271" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-177.jpg"><img class="size-medium wp-image-2271   " title="Immagine 177" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-177-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">i palazzi del centro rivestiti &#8221; Marcegaglia&#8221;</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Possiamo chiamarlo diario di viaggio?… Non lo so, di  certo c&#8217;è  che  questo era  un  viaggio che desideravo compiere da tempo, un viaggio che mi ha permesso di ricomporre un puzzle,  fatto  di video e foto, articoli e reportage, documenti, inchieste, ma sopratutto di racconti di persone,  amici  virtuali e non. Avevo bisogno di mettere ordine  nelle informazioni che avevo accumulato nel tempo, ripercorrere le mie sensazioni, le mie emozioni e dare loro una sequenza logica, e perchè no anche geografica!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ma cominciamo dall&#8217;inizio&#8230;..</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho seguito da subito  la tragedia che ha colpito gli Aquilani, dapprima con la solidarietà e l&#8217;empatia che qualunque essere umano prova in circostanze del genere, e poi piano piano con l&#8217;attenzione e la preoccupazione della cittadina.<br />
Mi è stato chiaro fin da subito che la gestione dell&#8217; emergenza aveva qualcosa di &#8220;innovativo&#8221; che una sorta di esperimento sociale  era stato messo in atto. Quale cavia migliore di un popolazione  inerme devastata dal dolore?</p>
<p style="text-align: justify;">La protezione civile interviene tempestivamente  e gestisce la fase dei soccorsi con efficenza,  supportata anche da migliaia di volontari resisi disponibili con generosità e passione civile fin dalle prime ore.  Ma con il passare dei giorni si intravede una<a href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20100204_intervista_manuele_bonaccorsi_protezione_civile_spa.html"> linea di gestione</a> che permette, in deroga a leggi e regolamenti,  di commissariare di fatto  gli enti locali, sospendendo i diritti civili  dei terremotati.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2272" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-206.jpg"><img class="size-medium wp-image-2272 " title="Immagine 206" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-206-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Presidio della Parrocchia di S. Pietro in p.zza  della Fontana Luminosa</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">I campi sono blindati: le tendopoli sono presidiate da funzionari della digos e della polizia. E&#8217; proibito introdurre volantini e macchine fotografiche; vietato importare ed esportare informazione e democrazia. Si vigila attentamente affinchè tra le maglie delle reti dei campi non filtri un filo di libertà , di partecipazione. C&#8217;è un presidio permanente della Rai,  ma a parte le passerelle governative non trasmette nulla di quel che sta succedendo. Al paese viene raccontata solo la verità istitruzionale. La popolazione, con il <a href="http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/1169">decreto 39</a> viene espropriata di ogni potere decisionale; sia per quanto riguarda la fase dell’emergenza (impossibile l&#8217; autogestione nei campi della protezione civile e per i disubbidienti blocco degli aiuti da parte della stessa),  sia per quanto riguarda quella della ricostruzione per la quale il  decreto, invece di privilegiare i lavoratori del posto, dà il via ad una giungla di subappalti ad imprese provenienti da altre zone d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Così succede, ad esempio, che i prodotti locali dell’agricoltura e dell’allevamento vengono  &#8220;cortesemente&#8221; rifiutati dalla protezione civile a favore dei prodotti della grande distribuzione, (notoriamente più genuini e sicuri ), contribuendo ad affossare ancor di più l&#8217;economia locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo nei campi viene  scandito  dall&#8217; ozio forzato, dalle esigenze di profitto dell’emergenza e non da quelle della ricostruzione del tessuto sociale; e così con la convivenza forzata, la perdita totale dell&#8217;identità collettiva e di qualsiasi intimità, agli aquilani, dal 6 aprile, viene tolto il diritto all’autogoverno; vengono praticamente aboliti i diritti  civili in nome dell&#8217; assistenzialismo, &#8220;l&#8217;esperimento sociale&#8221; ha successo e  l&#8217;autodeterminazione di un popolo viene barattata con la proverbiale  efficenza della macchina organizzativa, garantendo così al &#8220;governo del fare&#8221; gratitudine e consenso. Tutto è soffocato dalla burocratizzazione e  tutto viene demandato al di <a href="http://it.terremoto.wikia.com/wiki/DICOMAC">DI.COMA.C.</a>(DIrezione di COMAndo e Controllo, l’organo di Coordinamento Nazionale delle strutture di Protezione Civile) qualsiasi atto, qualsiasi domanda diviene un percorso ad ostacoli, un odissea per la gente stremata, in  tanti hanno perso il lavoro e sono costretti ad emigrare, gli ammalati spediti fuori dall&#8217;abruzzo, gli anziani, soprattutto ma non solo, sulla costa negli alberghi, le comunità disgregate, le famiglie smembrate, il tessuto sociale distrutto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2273" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-138.jpg"><img class="size-medium wp-image-2273" title="Immagine 138" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-138-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">il quartiere popolare di Cansatessa abbandonato&#8230;.</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">E poi arriva il <a href="http://www.g8italia2009.it/G8/G8-G8_Layout_locale-1199882089535_Home.htm">G8</a>, che invade militarmente la città, sottraendo preziose risorse economiche (circa 90 milioni di denaro pubblico), occupando la caserma &#8220;V. Giudice&#8221; che potrebbe accogliere da subito 25.000 sfollati. L&#8217;evento viene spostato in tempi  record dalla Maddalena all&#8217; Aquila per una mera questione di visibilità e di propaganda governativa, e a questo punto, il diritto alla salute, alla casa, al lavoro, alla mobilità e alla sicurezza dei terremotati passa in secondo piano rispetto ai privilegi dei potenti della terra e del governo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2270" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/abruzzo-167.jpg"><img class="size-medium wp-image-2270" title="abruzzo 167" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/abruzzo-167-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">il progetto C.A.S.E</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il resto della storia è nota ai più&#8230;.La costruzione e la consegna degli alloggi del <a href="http://www.site.it/laquila-progetto-case-liquami-scaricati-nel-fiume-aterno/">progetto C.A.S.E.</a> viene spacciata per RIcostruzione,  in seguito  (ricordate la solenne promessa in autunno tutti avranno una casa?) <a href="http://www.inabruzzo.com/?p=20281"> chiuse le tendopoli</a> senza aver per questo di fatto sistemato  tutti gli sfollati; e quando la Protezione Civile se ne va rimettendo nelle mani degli enti locali  tutte le competenze lo fa con una marcia trionfale lasciando dietro di se alcune new town, un territorio devastato, insieme a tutte le sue macerie e un&#8217;economia collassata,  oltre a <a href="http://www.pressonweb.org/public/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1906:fondi-in-arrivo-per-debiti-protezione-civile&amp;catid=74:laquila-e-provincia&amp;Itemid=141">svariati milioni di debiti</a> frutto delle scelte di gestione dell&#8217;emergenza (le rette  degli sfollati negli alberghi, i contributi per chi ha  scelto l&#8217;autonoma sistemazione,  aziende e ditte  che hanno anticipato materiali ed eseguito lavori mai pagati ecc. ecc.)</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2263" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-202.jpg"><img class="size-medium wp-image-2263" title="Immagine 202" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-202-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Dalla fontana delle 99 cannelle verso il centro</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217; Italia si dimentica dell&#8217; Aquila; gli italiani, passata l&#8217;onda emotiva, sono rassicurati e  convinti da  una pressante campagna mediatica che il miracolo sia stato compiuto. Finiscono le passerelle politiche, le parate e le comparsate. Ma gli aquilani non sono un popolo di accattoni, non ci stanno a passare per ingrati, vogliono solo quello che gli spetta;  il lavoro e la terra per ricominciare, per ricostruire le  case, per ritornare a vivere con dignità, come hanno sempre fatto. Nascono <a href="http://www.collettivo99.org/">comitati, collettivi,  associazioni</a> che tentano in tutti i modi di dialogare  e di collaborare con le istituzioni, mettendo  a disposizione competenze ed esperienze. Nasce il<a href="http://www.anno1.org/sfSimpleBlog/show/year/2010/month/06/day/22/stripped_title/comunicato-stampa-assemblea-cittadina-presidio-permanente-piazza-duomo-domenica-20-giugno-2010"> presidio permanente in piazza Duomo</a>. Nelle assemblee  cittadine  si discute, si propone si decide, si delibera; si rivendica  il diritto/dovere di partecipare al proprio presente e ad essere protagonisti del futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando il cosidetto <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/28/news/l_aquila_-2459279/">popolo delle carriole</a> viola la zona rossa si riaccendono i riflettori; domenica dopo domenica centinaia di cittadini si incontrano, lavorano, spostano macerie  e le catalogano, ma  sopratutto  discutono del futuro della città, squarciando un velo che ricopriva di menzogne la vera condizione del <a href="http://www.reggio24ore.com/Sezione.jsp?titolo=L%27Aquila+e+il+silenzio+Rai&amp;idSezione=15979">centro storico abbandonato</a> a se stesso, sfatando il mito del &#8220;<a href="http://www.terranews.it/news/2010/04/dietro-il-velo-del-miracolo-aquilano"> Miracolo Aquilano&#8221;.</a> Nel frattempo  governo, provincia, comuni enti locali, commissari e vice commissari  si rimpallano le responsabilità; promesse, accuse reciproche, dichiarazione d&#8217;intenti,  parziali ammissioni… smentite&#8230;  in poche parole <a href="http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2010/07/20/news/sisma-l-ammissione-di-chiodi-finiti-i-fondi-per-l-emergenza-2182351">NON ci sono i soldi</a> per la ricostruzione. La rabbia e il dolore riaffiorano, non possono dimenticare le risate degli imprenditore che la  notte del 6 aprile intravedevano enormi opportunità di guadagno e il 16 giugno <a href="http://www.laquilarinasce.org/ultime/le-immagini-della-manifestazione-del-16-giugno.html">scendono in piazza</a>, capeggiati da sindaci e rappresentanti delle istituzioni locali  20.000 aquilani  ma  vengono puntualmente ignorati dai media e dai giornali che preferiscono occuparsi delle<a href="http://politicaesocieta.blogosfere.it/2010/06/laquila-la-nutella-del-tg2-e-vale-piu-di-20mila-cittadini-prove-tecniche-di-oscuramento.html"> proprietà nutritive della Nutella.</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>&#8220;Forti e gentili, fessi no! </em></strong>si legge su uno striscione e sulle magliette dei manifestanti che decidono di portare le loro rimostranze direttamente a Roma. In 5.000 si presentano ma vengono <a href="http://www.unita.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=101219">accolti a manganellate</a> e per giorni si parla dei presunti &#8220;scontri&#8221;  dimenticando  le richieste legittime degli aquilani : una <a href="http://www.commissarioperlaricostruzione.it/Informare/News/Il-Vicecommissario-indispensabile-legge-speciale-per-la-ricostruzione">legge speciale</a> che garantisca un flusso costante e sicuro di fondi per la ricostruzione, l&#8217;istituzione di una tassa di scopo per finanziare la ricostruzione e la <a href="http://www.iltempo.it/politica/2010/07/08/1177968-aquila_tasse_diluite_anni.shtml">sospensione delle tasse.</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2266" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/abruzzo-108.jpg"><img class="size-medium wp-image-2266" title="abruzzo 108" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/abruzzo-108-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Assemblea cittadina in piazza Duomo</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nella settimana in cui sono stata all&#8217; Aquila, squisitamente ospitata da un amica, ho camminato per il centro storico, per i borghi del cratere, ho sfiorato chilometri di transenne, ho accarezzato con lo sguardo le case abbandonate, le  macerie fino a rendermele  familiari, scontate. Ho conosciuto persone con cui avevo avuto solo contatti virtuali, ho parlato con tante altre di cui non sapevo l&#8217;esistenza, ho colto frammenti di conversazioni il cui principale argomento è tragicamente ricorrente, ho  sopratutto ascoltato tante storie, ho raccolto decine di testimonianze di speranza ma anche di lucida rassegnazione, ho visto un popolo dignitoso, forte e gentile  che fatica a ritornare a vivere, a sognare, al limite della sopportazione e tutti , indistintamente, mi hanno chiesto un&#8217;unica cosa <strong>:<em> non lasciateci soli!!</em></strong><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2267" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-046.jpg"><img class="size-medium wp-image-2267" title="Immagine 046" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-046-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Onna: le sue macerie</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ho avuto la fortuna di partecipare alla <a href="http://www.abruzzoweb.it/contenuti/laquila-lora-della-notte-bianca/6236-309/">notte bianca</a> organizzata, finanziata, e gestita interamente dal basso, dall&#8217; assemblea  cittadina  di Piazza Duomo.<br />
Il 31 luglio, la città si è magicamente riempita di migliaia di persone, centinaia di artisti hanno animato la notte. Finalmente luci e rumore, musica e canti, rapresentazioni di gioia e di dolore, il vociare dei bambini, l&#8217;apparente allegria e spensieratezza degli adulti  per la prima festa dopo il 6 aprile. E  allora… in mezzo a quella marea  composta e variopinta di persone  ho  riflettuto sul senso più profondo di quella magica notte. Tante piccole gocce formavano quel fiume, lento e fluido, incanalato nell&#8217;unica via aperta della città, gli argini: i vicoli le vie  transennate. Ho capito  che  quel fiume avrebbe dovuto poter fluire liberamente nelle vicoli e  nelle  piazze, che non era naturale il suo corso, che avrebbe potuto diventare impetuoso, rompendo quegli argini innaturali. Era terribilmente ingiusto e pericoloso  delimitarne il percorso  e allora ho pensato che l&#8217;unica salvezza, l&#8217;unica via di fuga  fosse ridare l&#8217;anima all&#8217;Aquila.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Riaprire la città !</em></strong><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-168.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2268" title="Immagine 168" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-168-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">foto a cura ( si fa per dire ) di Benedetti Marina</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Verità e giustizia per Nino e Ida Agostino</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/08/verita-e-giustizia-per-nino-e-ida-agostino/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 07:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denise Fasanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.trentoattiva.it/?p=2233</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://www.gliitaliani.it/wp-content/uploads/2010/08/agostino2.jpg" alt="" width="479" height="392" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nino Agostino, agente della polizia di Stato, assieme alla moglie Ida  Castelluccio, incinta di cinque mesi di una bambina, vennero trucidati  dal piombo il 5 agosto del 1989 a Villagrazia di Carini. Tutto avvenne  davanti alla villa di famiglia, dove si stavano recando per partecipare  al compleanno della sorella di Nino, furono crivellati di colpi da due  sicari in motocicletta sotto gli occhi dei genitori Vincenzo ed Augusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo 21 anni, esecutori e&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://www.gliitaliani.it/wp-content/uploads/2010/08/agostino2.jpg" alt="" width="479" height="392" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nino Agostino, agente della polizia di Stato, assieme alla moglie Ida  Castelluccio, incinta di cinque mesi di una bambina, vennero trucidati  dal piombo il 5 agosto del 1989 a Villagrazia di Carini. Tutto avvenne  davanti alla villa di famiglia, dove si stavano recando per partecipare  al compleanno della sorella di Nino, furono crivellati di colpi da due  sicari in motocicletta sotto gli occhi dei genitori Vincenzo ed Augusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo 21 anni, esecutori e mandanti sono ancora senza nome e senza  volto, nessuno ha pagato per l’omicidio di quella coppia di giovani  sposi e della loro futura bambina. Sul fascicolo relativo alle indagini   venne posto il vincolo del Segreto di Stato. Lo stesso che la  commissione Granata, concludendo con notevole ritardo i propri lavori,  nella sua relazione al Copasir prospetta la possibilità di prolungare  oltre i trent’anni attualmente previsti dalla legge Prodi (legge 124) e  sul quale in questi giorni si sono alzate numerose voci contrarie.  Preoccupazioni sono state espresse ieri anche dal presidente  dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna  del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi in occasione della commemorazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’omicidio di Nino e Ida è una storia, seppur meno nota di altre,  fitta di segreti di stato, loschi intrecci e collusioni oscure tra  istituzioni, servizi segreti e mafia. Drammatica ed oscura vicenda  che  rappresenta perfettamente la storia di un Italia retta, allora come  adesso, da poteri deviati, collusioni e complicità.</p>
<p style="text-align: justify;">Vincenzo e Augusta Agostino, genitori dell’agente, continuano a  chiedere risposte allo Stato, il quale, di contro, sembrerebbe opporsi  con tutte le sue forze.</p>
<p style="text-align: justify;">Augusta non ha ancora tolto il lutto, chiede incessantemente verità e  giustizia per suo figlio, chiede allo Stato di fare la sua parte in  onore del sacrificio di Nino e a quelle persone che nascondo  informazioni utili di parlare.</p>
<p style="text-align: justify;">Vincenzo è divenuto negli anni un’icona dei familiare delle vittime  della mafia, lui, che da quel 5 agosto del 1989, non ha più tagliato  barba e capelli che ora, bianchissimi, gli ricoprono il viso e le  spalle. Ha giurato di farli crescere fino a quando non saprà perché  hanno ammazzato suo figlio, la nuora Ida e la nipotina mai nata.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" title="agostino" src="http://www.gliitaliani.it/wp-content/uploads/2010/08/agostino.jpg" alt="" width="235" height="462" />Ventuno  anni sono passati.  Ventuno anni in cui questi genitori non hanno mai  smesso di pretendere giustizia, cercare la verità, lottare e chiedere  risposte perchè “ogni giorno, da allora, continuano ad essere uccisi dal  silenzio di chi – all’interno delle istituzioni – sa e non parla,  per  chissà quale ragione.”</p>
<p style="text-align: justify;">Sul loro viso si legge la stanchezza di chi troppe volte si è trovato  a sbattere contro muri di gomma, troppe volte ha chiesto semplicemente  la verità alle Istituzioni ricevendo delusioni incolmabili e, per certo,  non cancellabili dal solito messaggio di solidarietà e cordoglio a cui  siamo abituati in occasione di commemorazioni di questo tipo. “Lo Stato è  praticamente assente” – parla Vincenzo, il padre di Nino – “ci sono,  si, dei magistrati che hanno voluto riaprire questo caso e lo stanno  portando avanti. Mi auguro che loro possano darmi in futuro qualche  risposta, che fin ora non sono riusciti a dare. Ma in generale noi  familiari ci sentiamo abbandonati. Nel giorno della ricorrenza, lo Stato  mette la sua mano sulla mia spalla, ma tutto finisce lì: questo,  chiaramente non ha valore. Sono stanco di scrivere lettere e di fare  appelli.”</p>
<p style="text-align: justify;">La famiglia Agostino è una famiglia unita, una di quelle famiglie  provate intimamente che continua a raccontare instancabilmente la  propria storia a chiunque li ascolti. Una famiglia ricca di dignità che  continua a lottare per questa dolorosa battaglia chiedendo “a tutta la  comunità civile e alle istituzioni di unirsi alla richiesta di giustizia  e tornando a lanciare un accorato appello al presidente del Consiglio e  al presidente della Repubblica, perché possa finalmente cadere il  segreto di Stato sulle notizie che sono fondamentali ai magistrati della  Procura di Palermo per proseguire le delicate indagini sull’omicidio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci fanno sapere che domenica 5 agosto, alle 9.30, ricorderanno i loro  cari con una messa solenne, nella cappella del cimitero di Santa Maria  di Gesù.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo segnaliamo che su facebook, gli amici della famiglia  Agostino, con il loro consenso, hanno lanciato un’iniziativa cercando di  coinvolgere più persone possibili: dal 1 agosto al 5 si chiede di  cambiare la propria immagine del profilo con quella dei due giovani  sposi Agostino, ricordando a tutti che i morti innocenti di mafia sono  uguali.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La storia dell’ agente di polizia Nino Agostino sul sito dell’Ass.ne Familiari Vittime di Mafia:</strong> <a href="http://www.familiarivittimedimafia.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=897:nino-agostino&amp;catid=104:sto&amp;Itemid=278">http://www.familiarivittimedimafia.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=897:nino-agostino&amp;catid=104:sto&amp;Itemid=278</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Blu Notte: il caso Piazza e Agostino [1] </strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=lNAROFl5sxE">http://www.youtube.com/watch?v=lNAROFl5sxE</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Blu Notte: il caso Piazza e Agostino [2] </strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5q0Tj3TTZcg&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=5q0Tj3TTZcg&amp;feature=related</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Blu Notte: il caso Piazza e Agostino [3] </strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=RPAlbBFsufs&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=RPAlbBFsufs&amp;feature=related</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Blu Notte: il caso Piazza e Agostino [4] </strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nHdI-D82Lls">http://www.youtube.com/watch?v=nHdI-D82Lls</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La quotidiana lotta contro le barriere architettoniche</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/08/la-quotidiana-lotta-contro-le-barriere-architettoniche/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 13:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/05/Sollevatore.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1779" title="Sollevatore" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/05/Sollevatore-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
AGGIORNAMENTO: Paolo ci informa che dopo l&#8217;invio della lettera i vecchi sollevatori sono stati sostituti con più robusti e la ditta appaltatrice è stata sanzionata. Inoltre, i dirigenti della stazione di Bolzano si sono impegnati ad installare un sollevatore elettrico molto più pratico e, soprattutto, sicuro.
<p style="text-align: justify;">Pubblichiamo il testo di una lettera che ci ha trasmesso Paolo Simone, insieme al quale la nostra associazione ha organizzato le passeggiate di osservazione delle barriere architettoniche, la <a&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/05/Sollevatore.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1779" title="Sollevatore" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/05/Sollevatore-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">AGGIORNAMENTO: Paolo ci informa che dopo l&#8217;invio della lettera i vecchi sollevatori sono stati sostituti con più robusti e la ditta appaltatrice è stata sanzionata. Inoltre, i dirigenti della stazione di Bolzano si sono impegnati ad installare un sollevatore elettrico molto più pratico e, soprattutto, sicuro.</h4>
<p style="text-align: justify;">Pubblichiamo il testo di una lettera che ci ha trasmesso Paolo Simone, insieme al quale la nostra associazione ha organizzato le passeggiate di osservazione delle barriere architettoniche, la <a href="http://www.trentoattiva.it/2010/05/seconda-passeggiata-barriere-architettoniche-tiriamo-le-somme/">seconda</a> delle quali evidenziava proprio i problemi nei trasporti.</p>
<p style="text-align: justify;">La missiva è stata scritta da un&#8217;amica di Paolo che ha assistito, alla stazione di Bolzano, ad una situazione assurda, che ha rischiato di diventare drammatica. Un&#8217;ulteriore dimostrazione delle tante difficoltà che le persone disabili devono affrontare ogni giorno:</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: left;"><strong><em>Al dott. Roger Hopfinger – Dirigente Divisione Provinciale di Bolzano per Trenitalia</em></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>Al dott. Oscar Gagliardo – Funzionario Assistenza Clienti Trenitalia</em></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>e p.c.</em></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>Al dott. Mario Pettenella – Dirigente Divisione Provinciale di Trento per Trenitalia</em></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>Al dott. Roberto Andreatta – Dirigente Servizio Trasporti della Provincia di Trento</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ieri sera a Bolzano, per prendere il treno 10947, ho assistito ad una scena da terzo mondo. Voglio descrivervela, con la certezza che saprete cogliere almeno una parte della mia indignazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Siamo sul binario in attesa, all’arrivo del treno l’addetto al carrello sollevamento disabili si affretta a posizionarlo davanti alle porte dell’ultimo vagone. Un gruppo di ciclisti deve scendere e protesta per l’occlusione del passaggio. L’addetto risponde piuttosto sgarbatamente, non suggerisce di scendere da un’altra porta, non chiede cortesemente di attendere qualche minuto, non sposta il carrello ma urla che “deve far salire un disabile”. I ciclisti, accecati dalla sgarbatezza dell’addetto, pretendono di scendere subito ed infilano le biciclette tra il vagone ed il carrello.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La scena si anima un po’, tutti hanno ragione: sia i ciclisti, che nel frattempo scendono con prosopopea, sia chi deve “far salire un disabile” e nessuno concede quella modestissima dose di pazienza che occorre per rendere le cose della vita più “fluide”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel frattempo guardo il Sig. Paolo Simone, il “disabile” che sempre deve salire secondo i tempi di altri, che sempre deve limitare il suo viaggio alle sole poche stazioni munite di carrello elevatore, che sempre deve prenotare in anticipo il suo breve viaggio e che molto spesso ha viaggiato come viaggiano le biciclette, senza che nessuno sfidasse il mondo per farlo scendere per primo. Ecco, lui, mentre mezzo mondo urla che c’era un disabile, e l’altro mezzo pretende il rispetto delle legittime precedenze, è lì in attesa, serafico e tollerante, forse abituato, forse lui sa che quanto accaduto sarebbe il meno.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Perché il bello viene adesso: il Sig. Simone si posiziona sul carrello e l’addetto comincia a girare una manovella con tutta la forza. Il carrello traballa vistosamente, l’addetto gira e gira ma il carrello sale a fatica. Vorrei aiutare, ma mi rendo conto che anche solo la forma e le dimensioni della manovella non permetterebbero un gran che. L’addetto rinuncia, non sa che fare, ci guardiamo tutti, il Sig. Simone è a mezz’aria, il treno è in partenza. Sopraggiunge un ferroviere, cerca di alzare il carrello traballante alzandolo dalle sponde con forza e gira e rigira finalmente si arriva abbastanza a livello treno. Il carrello traballante viene fatto girare su se stesso per permettere al “disabile” di accedere al vagone e viene sganciata la rampa: il passaggio dal carrello al vagone mi fa salire il cuore in gola perché la rampa di lamiera, divisa in due parti unite da cerniere, <strong>cede in maniera davvero inquietante al passaggio della carrozzina</strong>. Per un attimo temo che si spacchi sotto le ruote, vorrei volare istantaneamente a dare una spinta decisiva, per togliere la carrozzina da quel pericolo, ma non sono bionica. La carrozzina passa indenne, forse solo io ho notato quel dettaglio minaccioso ed allucinata salgo sul treno.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Paolo ha un sorriso traverso mentre io mi sento umiliata per lui e furiosa, tutto è stato troppo: una semplice operazione si è trasformata in una bieca odissea &#8211; abituale nella vita di Paolo &#8211; che mi ha fatto ricredere sulla mia irritazione quotidiana per le porte rotte, l’aria condizionata assassina, i ritardi, la sporcizia, i litigi dei turisti in bici e via di seguito. Ciò che sopporto io o ciò a cui assisto quotidianamente è nulla in confronto a queste sottili e pericolose umiliazioni che subisce Paolo, che ora stimo ancora di più per la forza che detiene nel non scoraggiarsi mai e per l’energia che deve quotidianamente consumare per ottenere dalle persone ciò che per noi è sempre gratuito ed addirittura scontato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non desidero alcuna risposta da parte vostra, non servono parole, serve solo che qualcuno non passi la palla a qualcun altro, che qualche dirigente si occupi in prima persona delle problematiche che continuano ad essere declinate all’infinito, che qualcuno ragioni oltre le proprie competenze: noi cittadini siamo esausti delle vostre competenze ed io non rinuncerò a viaggiare in treno per non espormi continuamente a questi travagli, rinunciate voi, casomai, alle responsabilità oggettive che non sapete/volete affrontare. (K.S.)<br />
</em></p>
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		<title>Inceneritore: la storia infinita</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 14:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Inceneritore]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto.png"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2179" title="Foto" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto-150x140.png" alt="" width="184" height="171" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
</p><p style="text-align: justify;">Il 28 maggio il TAR ha bocciato i due ricorsi presentati, uno dai Comuni di Lavis e Mezzocorona e l’altro dal Centro Riciclo di Vedelago, insieme a Nimby Trentino, contro la realizzazione dell&#8217;inceneritore di Trento.</p>
<p style="text-align: justify;">I due comuni rotaliani lamentavano la mancata convenzione tra il Comune di Trento, delegato dalla Provincia a gestire il bando, e i comuni vicini che saranno interessati alla costruzione dell’opera; evidenziavano, inoltre, che le tecnologie&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto.png"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2179" title="Foto" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto-150x140.png" alt="" width="184" height="171" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il 28 maggio il TAR ha bocciato i due ricorsi presentati, uno dai Comuni di Lavis e Mezzocorona e l’altro dal Centro Riciclo di Vedelago, insieme a Nimby Trentino, contro la realizzazione dell&#8217;inceneritore di Trento.</p>
<p style="text-align: justify;">I due comuni rotaliani lamentavano la mancata convenzione tra il Comune di Trento, delegato dalla Provincia a gestire il bando, e i comuni vicini che saranno interessati alla costruzione dell’opera; evidenziavano, inoltre, che le tecnologie richieste per i progetti saranno probabilmente già superate al momento della costruzione. Ma per i giudici del TAR le tesi dell’avvocato Dragogna, difensore dei due comuni, non sono state convincenti e il ricorso è stato rigettato.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il Centro Riciclo di Vedelago e Nimby, che evidenziavano il fatto che nel bando non erano considerate altre forme di smaltimento oltre l’incenerimento, la decisione dei giudici è stata ancora più dura: ricorso inammissibile e pagamento di 25 mila euro per le spese processuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è uno dei tanti eventi che si sono succedduti dal 2006, cioè quando si è iniziato a parlare dell&#8217;eventuale costruzione di un inceneritore a Trento. La pubblicazione del bando nel 2009, con successivo slittamento dei termini di scadenza a dicembre 2010, ha intensificato l&#8217;attività delle realtà contrarie all&#8217;opera, che ha portato, oltre ai vari ricorsi, anche alla nascita di alcuni comitati e una lunga serie di incontri e dibattiti con i cittadini ma anche con le istituzioni stesse.</p>
<p style="text-align: justify;">La soluzione alla battaglia giudiziaria, alle polemiche e discussioni di questi anni potrebbe essere l’art. 72 del <a href="http://www.consiglio.provincia.tn.it/documenti_pdf/clex_12636.pdf" target="_blank">Testo Unico delle leggi provinciali sull’ambiente</a>, in cui si legge che <em>“le modalità di costruzione delle discariche, e nel caso dell’inceneritore, sono di competenza della Giunta Provinciale”.</em> Richiamando proprio il suddetto articolo i consiglieri comunali, Gabriella Maffioletti e Giorgio Manuali, dopo aver fatto richiesta della delibera della Giunta Provinciale che delegava il Comune di Trento e saputo che <em>“l’atto non esiste poiché la funzione è assegnata al comune dall’art. 72 del Testo Unico”</em>, che dalla lettura non sembra proprio così, hanno chiesto di bloccare il bando di gara, in quanto sarebbe stata violata la procedura di legge.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultimo atto, per ora, si è svolto pochi giorni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Centro Riciclo di Vedelago e Nimby hanno deciso di presentare due distinti ricorsi al Consiglio di Stato e, in particolare proprio quello dell’associazione ambientalista, rileva la nullità della procedura di bando per la mancanza di poteri da parte del Comune di Trento. <em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Se il Consiglio di Stato rimetterà tutto in gioco speriamo che la Giunta  Provinciale realizzi il 4° aggiornamento del Piano Provinciale per lo smaltimento dei rifiuti prendendo in considerazione altre strade oltre all’impianto di incenerimento (<a href="http://www.gestionecorrettarifiuti.it/no-inceneritore/alternative.html" target="_blank">l&#8217;Alternativa c&#8217;è</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto molti comuni trentini sono stati premiati recentemente da Lega Ambiente per l’alta percentuale di raccolta differenziata. La cultura ambientale è cresciuta molto e solo nella città di Trento, ad esempio, nei primi sei mesi del 2010 si è arrivati al 63% di raccolta differenziata.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo proprio sicuro di aver bisogno dell’inceneritore?</p>
<p>Antefatto:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.trentoattiva.it/2010/03/inceneritore-si-puo-puntare-ad-altro/" target="_blank">La presentazione dei ricorsi</a></li>
<li><a href="http://www.trentoattiva.it/2010/04/inceneritore-il-termine-per-l%E2%80%99appalto-slitta-a-dicembre/" target="_blank">Rinvio termine di scadenza del bando</a></li>
<li><a href="http://www.trentoattiva.it/2010/04/non-bruciamoci-il-futuro/" target="_blank">Nascita del &#8220;Coordinamento Trentino Pulito&#8221;</a></li>
</ul>
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		<title>Li chiamano &#8221; delitti passionali&#8221; !</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 07:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[delitti passionali]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[immagine della donna]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne.]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;">
</p><p><a href="http://www.ilfriuli.it/uploads/ilfriuli/images/contentsgr/711.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.ilfriuli.it/uploads/ilfriuli/images/contentsgr/711.jpg" alt="" width="280" height="271" /></a></p>
<p>Chiunque condivida le motivazioni e lo spirito di questa difficile   battaglia , chiunque creda che la violenza sulle donne  sia un&#8217;emergenza   sociale, poco  conosciuta, perchè i suoi tragici epiloghi sono spesso relegati nella cronaca locale. Chiunque   sia convinto che ci sia estremo bisogno di una politica sociale per contrastare questo fenomeno  che è assolutamente trasversale a tutti gli strati sociali, ma sopratutto chi è convinto che non sia una questione  sessista, può far propria questa lettera &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.ilfriuli.it/uploads/ilfriuli/images/contentsgr/711.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.ilfriuli.it/uploads/ilfriuli/images/contentsgr/711.jpg" alt="" width="280" height="271" /></a></p>
<p>Chiunque condivida le motivazioni e lo spirito di questa difficile   battaglia , chiunque creda che la violenza sulle donne  sia un&#8217;emergenza   sociale, poco  conosciuta, perchè i suoi tragici epiloghi sono spesso relegati nella cronaca locale. Chiunque   sia convinto che ci sia estremo bisogno di una politica sociale per contrastare questo fenomeno  che è assolutamente trasversale a tutti gli strati sociali, ma sopratutto chi è convinto che non sia una questione  sessista, può far propria questa lettera  del gruppo FB &#8220;<a href="http://www.facebook.com/note.php?saved&amp;&amp;suggest&amp;note_id=112878522097158#!/profile.php?id=1577992351&amp;ref=ts"> Esci allo scoperto</a>&#8221; e spedirla a chi di dovere:</p>
<p>Io l&#8217; ho fatto, per quanto può valere, lo devo alla mia coscenza, alla memoria di tutte le vittime e a <a href="http://www.trentoattiva.it/2009/11/storie-di-donne-storie-di-ordinaria-violenza/">una cara amica</a>,  che ha  pagato a caro prezzo la sua determinazione a voler &#8220;vivere&#8221;.</p>
<div>
<div><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=1056306&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=112878522097158&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=112878522097158&amp;id=1577992351"><img src="http://photos-f.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/hs094.ash2/38018_1434162385561_1577992351_1056306_349571_a.jpg" alt="" /></a></div>
</div>
<p>Onorevole Sig. Ministro (nome),  Li chiamano “delitti passionali” ma quale tipo di passione può mai spingere a uccidere un numero così elevato di donne? L’amore è desiderare la felicità della persona amata, non il suo annientamento! Ogni giorno, quando leggiamo il quotidiano o ascoltiamo le notizie al telegiornale, speriamo in cuor nostro che qualche altra donna non sia “caduta ” per mano di colui che sosteneva di amarla.   Ci auguriamo che questa carneficina sia cessata, invece, inesorabilmente, la notizia arriva puntuale come una pugnalata al cuore: un’altra donna è stata uccisa. Solo in quest’ultimo periodo ne sono state assassinate parecchie; la vita delle donne oggi sembra non avere più alcun valore.  Senza citare le statistiche, diciamo che non sono solo le donne a morire in questa “mattanza”: qualcosa si spegne anche nell’animo dei loro figli, i fratelli, i genitori, gli amici, i parenti e tutti quelli che le hanno amate in vita.   Il sangue versato si trasforma in dolore immenso per chi rimane i quali si aggrappano all’illusione che la giustizia possa punire in modo esemplare i colpevoli di tanta crudeltà dando un po’ di sollievo alla loro sofferenza inconsolabile.  Ma ahimè, la giustizia apre una nuova ferita nel loro cuore e altro dolore si aggiunge al dolore: le pene comminate agli assassini sono inadeguate al tipo di omicidio commesso.   Gli sconti di pena e i benefici di cui godono gli assassini servono a tutelarli e così i loro massacri rimangono impuniti. Nessuno può arrogarsi il diritto di togliere la vita a un altro, la vita c’è donata da Dio e solo Lui può togliercela! La giustizia è chiamata a dare ordine alla vita sociale e a impedire che gli uomini possano uccidere.  Non si può più continuare a vivere con un simile peso sul cuore.  OGGI LE DONNE VIVONO NELLA PAURA DELLA VIOLENZA NON SOLO FUORI CASA MA ANCHE TRA LE MURA DOMESTICHE!  Siamo diventati in tanti purtroppo a convivere con quest’angoscia, troppi perché nessuno possa più far finta di non “vederci”! Ma non siamo soli, gli omicidi delle donne sono un dolore e una preoccupazione condivisi dalla popolazione di tutto il Paese.   Siamo stanchi di tanta ingiustizia e poca considerazione, vogliamo delle risposte concrete. Chiediamo pene adeguate, severe e certe per questi efferati assassinii. Desideriamo che chi causi intenzionalmente la morte di una donna, sia condannato all’ergastolo. Scriviamo per dare voce a chi voce non può più avere: le donne uccise.   Le donne devono essere tutelate soprattutto sotto il profilo dell’immagine: basta rappresentarle come un “corpo” da esibire e da vendere, basta con questa campagna che dipinge in modo negativo le ex mogli (molte donne sono uccise da ex mariti o compagni)! Vogliamo che ci sia riconosciuta la nostra dignità come persone, siamo o non siamo la metà della popolazione italiana?  Ci auguriamo anche che venga approvata la proposta di legge che prevede un sostegno alle vittime di reati violenti e che questo governo ci sostenga e non ci deluda.  Citta, data	  Con i migliori Saluti (Vostro nome e cognome)</p>
<p>immagine tratta da ; http://www.ilfriuli.it/if/cronaca/costume-e-societ/34469/</p>
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		<title>I &#8220;miei&#8221;  19 luglio : da Stava a Palermo, ricordi indelebili.</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/07/i-miei-19-luglio-da-stava-a-palermo-ricordi-indelebili/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 13:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[19 luglio]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[strage di mafia]]></category>
		<category><![CDATA[tragedia di Stava]]></category>
		<category><![CDATA[Via D' Amelio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <em>19 luglio</em> è una data che evoca in me ricordi drammatici; due grandi tragedie sono impresse nella mia memoria, indelebili, ognuna con il suo diverso carico di paura e angoscia, di rabbia e impotenza: la<a href="http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&#38;id_news=74487"> sciagura di Stava </a>( 19 luglio 1985 ) e <a href="http://www.mtvnews.it/2-news/cronaca/mafia-18-anni-fa-la-strage-di-via-damelio/">la strage di via D&#8217; Amelio</a> ( 19 luglio 1992 )</p>
<p style="text-align: justify;">Apparentemente queste due tragedie non hanno nulla in comune , a parte il dolore straziante per le vittime&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <em>19 luglio</em> è una data che evoca in me ricordi drammatici; due grandi tragedie sono impresse nella mia memoria, indelebili, ognuna con il suo diverso carico di paura e angoscia, di rabbia e impotenza: la<a href="http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&amp;id_news=74487"> sciagura di Stava </a>( 19 luglio 1985 ) e <a href="http://www.mtvnews.it/2-news/cronaca/mafia-18-anni-fa-la-strage-di-via-damelio/">la strage di via D&#8217; Amelio</a> ( 19 luglio 1992 )</p>
<p style="text-align: justify;">Apparentemente queste due tragedie non hanno nulla in comune , a parte il dolore straziante per le vittime da una parte la forza della natura e dall&#8217;altra la mano della mafia, ma in seconda analisi il retrogusto amaro è lo stesso !</p>
<p style="text-align: justify;">In entrambi i casi si potevano evitare  delle vittime innocenti, ma sopratutto rimangono a tutt&#8217;oggi  impuniti i veri colpevoli. L&#8217;avidità , il potere, sia esso mafioso , politico o economico,  godono tuttora di ottima salute nonostante i morti , nonstante la nostra rabbia il nostro dolore e la sete di giustizia.<br />
<a href="http://www.montagna.tv/cms/wp-content/uploads/2010/07/stava11-300x213.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.montagna.tv/cms/wp-content/uploads/2010/07/stava11-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Stava</em></strong>:  Ricordo, la disperazione, il dolore, il &#8220;mio&#8221; Trentino  scosso e ferito, attonito. Ricordo la dignità dei miei conterranei di fronte all&#8217; inaspettato, l&#8217;angoscia nei volti di chi aveva perso tutto, l&#8217;inopportuna banalità delle domande di qualche giornalista, il mare di fango che restituiva corpi e oggetti  con la stessa indifferenza. Il silenzio&#8230;..poi la voglia di ricominciare, di ricostruire, senza dimenticare le centinaia di vittime ma proprio in loro onore. Ricordo   i processi e la determinazione di una comunità impegnata a far si chè il loro dolore non fosse vano, che nessun&#8217;altro dovesse piangere più per la superficialità e la  negligenza criminale dell&#8217; uomo. Si perchè il fato , il destino in quel maledetto 19 luglio erano gli unici grandi assenti<br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/borsellino/borsellino/ansa_10819962_26450.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/borsellino/borsellino/ansa_10819962_26450.jpg" alt="" width="280" height="182" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Palermo, via D&#8217;Amelio</strong>: il mio ricordo è ancora più nitido, non solo perchè più recente, ma sopratutto  grazie a una più consapevole   maturità  . Stavo recandomi in vacanza proprio in Sicilia e nel bagno di  un anonimo autogrill della  Campania, venni a sapere di quel che era successo dalle mie compagne di viaggio. Ricordo che non volevo credere che fosse successo ancora,  non accettavo l&#8217;idea che avessero vinto &#8220;loro&#8221;. Piansi di rabbia oltre che di dolore .<br />
Nei giorni successivi  Palermo insorse, la società civile finalmente usciva allo scoperto  e ricordo di aver sperato che fosse l&#8217;inizio della fine, per &#8220;loro&#8221;. Ero certa che giustizia sarebbe stata fatta. ma a distanza di 18 anni so purtroppo di aver peccato d&#8217;ingenuità, di aver creduto che il martirio di un grande uomo avrebbe riscattato la nostra indifferenza e avrebbe messo la parola fine a uno dei periodi più bui della nostra  storia. Non è successo ma <a href="http://www.19luglio1992.com/">c&#8217;è ancora chi lotta</a> per ristabilire giustizia e verità e io sarò sempre al loro fianco perchè  non posso nè voglio dimenticare!</p>
<p style="text-align: justify;">Immagini tratte da :http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/borsellino/borsellino/borsellino.html</p>
<p style="text-align: justify;">http://www.montagna.tv/cms/?p=29983</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217; Aquila a Montecitorio</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 04:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[giusi pitari]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[protezione civile]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Vi proponiamo il video della conferenza stampa a Montecitorio indetta dall&#8217; &#8220;assemblea cittadina dell&#8217; Aquila&#8221; promotrice della manifestazione a Roma del 7 luglio scorso.</p>
<p>Una delegazione composta da  <a href="http://www.trentoattiva.it/2010/05/lanno-1-laquila-2010/">Giusi Pitari</a>, Annalucia Bonanni e Sara Vegni  nella sala Mappamondo di Montecitorio ha risposto alle domande dei giornalisti presenti. Tre donne, tre generazioni, tre grandi donne aquilane hanno portato nel  bunker del maschilismo italiano le rivendicazioni di un&#8217;intera comunità. la determinazione di un popolo e il grande amore per la loro&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi proponiamo il video della conferenza stampa a Montecitorio indetta dall&#8217; &#8220;assemblea cittadina dell&#8217; Aquila&#8221; promotrice della manifestazione a Roma del 7 luglio scorso.</p>
<p>Una delegazione composta da  <a href="http://www.trentoattiva.it/2010/05/lanno-1-laquila-2010/">Giusi Pitari</a>, Annalucia Bonanni e Sara Vegni  nella sala Mappamondo di Montecitorio ha risposto alle domande dei giornalisti presenti. Tre donne, tre generazioni, tre grandi donne aquilane hanno portato nel  bunker del maschilismo italiano le rivendicazioni di un&#8217;intera comunità. la determinazione di un popolo e il grande amore per la loro città ferita a morte dal terremoto , stuprata dalla disinformazione. Un territorio messo in ginocchio, si dal sisma del 6 aprile, ma sopratutto dall&#8217;inettitudine della politica e da una logica affaristica senza scrupoli. L&#8217; Aquila, la città simbolo del &#8220;miracolo&#8221;,  non ci sta più ad essere strumentalizzata per fini propagandistici e  affida alla voce di tre donne il proprio grido di dolore, di rabbia  e di verità!</p>
<p><a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/07/13/cose-laquila-oggi/" target="_blank"><strong>Cos&#8217;è l&#8217;Aquila oggi: <em>un bellissimo articolo di Enrico Macioci</em></strong></a> <strong>Assolutamente da leggere!!!</strong></p>
<p><em>e ora ascoltiamo!</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="330" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/307680?30105" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/307680?30105" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="330" src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/307680?30105" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/307680?30105"></embed></object></p>
<p>Video tratto dal sito di <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/307680" target="_blank">Radio Radicale</a></p>
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		<title>Lettera alla Protezione Civile del Trentino</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 07:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto.png"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2179" title="Foto" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto-150x140.png" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il 29 maggio la nostra associazione ha organizzato un incontro dal titolo <a href="http://www.trentoattiva.it/2010/06/echi-tra-montagne-e-silenzio-laquila-chiama-trento/" target="_self">&#8220;Echi tra montagne e silenzio, l&#8217;Aquila chiama Trento&#8221;</a>, uno sguardo sulla ricostruzione post-terremoto in Abruzzo attraverso le testimonianze di Giusi Pitari e la giornalista Sabrina Provenzani.</p>
<p style="text-align: justify;">Su consiglio  delle nostre ospiti abbiamo inviato una lettera alla Protezione Civile del Trentino per chiedere se esiste un piano di evacuazione per la   città di Trento e se e  come la popolazione&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto.png"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2179" title="Foto" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto-150x140.png" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il 29 maggio la nostra associazione ha organizzato un incontro dal titolo <a href="http://www.trentoattiva.it/2010/06/echi-tra-montagne-e-silenzio-laquila-chiama-trento/" target="_self">&#8220;Echi tra montagne e silenzio, l&#8217;Aquila chiama Trento&#8221;</a>, uno sguardo sulla ricostruzione post-terremoto in Abruzzo attraverso le testimonianze di Giusi Pitari e la giornalista Sabrina Provenzani.</p>
<p style="text-align: justify;">Su consiglio  delle nostre ospiti abbiamo inviato una lettera alla Protezione Civile del Trentino per chiedere se esiste un piano di evacuazione per la   città di Trento e se e  come la popolazione  è informata e preparata a   questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito il testo della lettera. Vi terremo aggiornati sulla loro risposta:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Spett. Protezione Civile,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>siamo un’associazione di cittadini di Trento denominata “TrentoAttiva”, impegnata nella promozione dell’informazione, della partecipazione e della cittadinanza attiva su tematiche di interesse civile locali e nazionali.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’iniziativa di rivolgervi la presente lettera nasce da una serata di informazione da noi organizzata  sull’emergenza del terremoto dell’Aquila, durante la quale siamo stati stimolati a chiederci se siamo informati sui rischi presenti nel territorio trentino e sulle modalità di gestione civile delle emergenze.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Di fronte alla mancanza di informazione da parte dei cittadini presenti, nasce l’idea di formulare, direttamente al Vostro organo, la cortese <strong>richiesta di conoscere quali siano le previsioni di eventi calamitosi per la città di Trento e i relativi “piani di emergenza ed evacuazione” approntati, in modo da consentirne l’apprendimento anche ai cittadini. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Siamo consapevoli del fatto che sulla nostra città non gravi un incombente pericolo paragonabile a quello che ha colpito l’Abruzzo e che il nostro territorio non sia soggetto a gravi eventi sismici; ciò nonostante riteniamo importante che la popolazione sia informata su rischi, anche minori, a cui può essere soggetta.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Non essendo tecnici, partiamo da alcune semplici domande, a cui chiediamo un gentile riscontro:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>-         quali sono i rischi maggiori a cui è soggetta la città di Trento?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>-         esiste un piano di emergenza ed evacuazione dalla città in relazione a questi rischi?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>-         è previsto un punto di ritrovo prestabilito in caso di emergenza generica o specifica del quale tutti siano a conoscenza?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>-         come è curata l’informazione e la preparazione alla cittadinanza?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>-         sono previste delle manovre che coinvolgano la cittadinanza (simulazioni, esercitazioni, ecc.)?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Siamo convinti, come crediamo anche Voi, che solo un reale coinvolgimento della popolazione possa favorire una maggiore efficacia qualora si prospettasse la necessità di un intervento da parte della Protezione Civile.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La presente lettera sarà pubblicata sul blog della nostra Associazione (<a href="http://www.trentoattiva.it" target="_self">www.trentoattiva.it</a>) in modo da poter essere visionata dai cittadini, in attesa di poter pubblicare e diffondere anche la Vostra risposta .</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Cordiali saluti</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Trento, 9 luglio 2010</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’Associazione Trento Attiva</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Raccolte in Trentino più di 11mila firme</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 17:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Brogin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Petizioni]]></category>
		<category><![CDATA[acqua bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[bene pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[privatizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum acqua pubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;">
</p><p style="text-align: center;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Referendum-Acqua-Fontana-Nettuno.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2169" title="Referendum Acqua - Fontana Nettuno" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Referendum-Acqua-Fontana-Nettuno-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COMUNICATO STAMPA<br />
Referendum contro la privatizzazione dell’acqua<br />
Raccolte in Trentino più di 11mila firme</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un milione di firme per l&#8217;acqua pubblica.<br />
Una campagna referendaria sicuramente nuova e diversa, che ha visto la partecipazione di molteplici forze sociali e politiche all&#8217;interno di una piattaforma comune e condivisa.<br />
Ma soprattutto una campagna che ha vissuto del sostegno della popolazione che da lungo tempo non partecipava così attivamente e&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Referendum-Acqua-Fontana-Nettuno.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2169" title="Referendum Acqua - Fontana Nettuno" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/07/Referendum-Acqua-Fontana-Nettuno-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COMUNICATO STAMPA<br />
Referendum contro la privatizzazione dell’acqua<br />
Raccolte in Trentino più di 11mila firme</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un milione di firme per l&#8217;acqua pubblica.<br />
Una campagna referendaria sicuramente nuova e diversa, che ha visto la partecipazione di molteplici forze sociali e politiche all&#8217;interno di una piattaforma comune e condivisa.<br />
Ma soprattutto una campagna che ha vissuto del sostegno della popolazione che da lungo tempo non partecipava così attivamente e consapevolmente ad una lotta dal basso per la riappropriazione di un diritto inalienabile e di un bene comune, come l&#8217;acqua.<br />
La campagna referendaria “L’acqua non si vende” lanciata il 25 aprile scorso a livello nazionale, dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, ha registrato un risultato che ha superato ogni aspettativa: le firme raccolte hanno raggiunto il milione.<br />
A questa battaglia  ha contribuito significativamente anche il Trentino, che grazie alla straordinaria partecipazione della popolazione è riuscito a raccogliere e a spedire al Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;acqua oltre undicimila firme, superando di gran lunga l&#8217;obiettivo fissato per la nostra provincia.<br />
Dal lancio della campagna, simbolicamente fissata il 25 Aprile per chiedere la “Liberazione dell&#8217;acqua”, si è costruita su tutto il territorio trentino una rete, che nelle settimane di raccolta firme, si è sempre più allargata.<br />
Una rete che ha coinvolto in prima linea cittadini consapevoli ed entusiasti, che si sono riuniti spontaneamente e si sono resi disponibili durante tutta la  fase di raccolta  firme e soprattutto durante le fasi, dure ed impegnative, di certificazione delle firme raccolte.<br />
Un lavoro impegnativo, che non ha dissuaso coloro i quali si sono impegnati in questa lotta, a continuare ad impegnarsi fino alla fine, affinché lo sforzo iniziale si realizzasse come una vittoria a livello sociale e come chiaro messaggio a livello politico.<br />
Ma la lotta per la riappropriazione della reale capacità decisionale in merito alla gestione dei servizi idrici non si ferma qui.<br />
La campagna ha solamente concluso la prima fase in cui con forza è emersa la voce delle cittadine e dei cittadini, decisi nel difendere l&#8217;accesso ai propri diritti e  a ribadire  che “l&#8217;acqua è un diritto, non una merce”.<br />
Ci aspetta ora un anno intenso di organizzazione, di informazione e confronto in cui saremo tutte e tutti chiamati a continuare a diffondere questo messaggio  affinché si raggiunga il quorum al momento del voto.<br />
Inoltre crediamo che la lotta per la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua sia solo il primo passo per l&#8217;elaborazione e la sperimentazione di nuove forme di democrazia partecipativa e dal basso, per la riappropriazione non solo formale ma sostanziale della capacità decisionale, laddove la politica istituzionale risponde e si sottomette ad interessi economici e speculativi.<br />
Affermiamo oggi che l&#8217;acqua è un diritto e non una merce, ma guardiamo al domani con la consapevolezza che un altro mondo e un diverso ordine sociale siano possibili e che la lotta per la riappropriazione di ciò che è nostro è solo all&#8217;inizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comitato Promotore Referendum Acqua Pubblica Trentino</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Trentino, 11 luglio 2010</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lo &#8220;stato&#8221; della democrazia italiana.</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/07/lo-stato-della-democrazia-italiana/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 14:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia malata]]></category>
		<category><![CDATA[società civile]]></category>
		<category><![CDATA[stato democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><a href="http://urladalsilenzio.files.wordpress.com/2010/02/democrazia.jpg?w=400&#38;h=370"><img class="alignnone" src="http://urladalsilenzio.files.wordpress.com/2010/02/democrazia.jpg?w=400&#38;h=370" alt="" width="400" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://urladalsilenzio.files.wordpress.com/2010/02/democrazia.jpg"> </a>Ispirata</em> dagli <a href="http://www.immigrazione.biz/3201.html">eventi drammatici</a> di questi giorni,  che dovrebbero farci riflettere  sulla latitanza colpevole di una coscienza civile e democratica , dall&#8217;indifferenza  dei media su temi e avvenimenti che dovrebbero interessare tutti,  e  più in generale, dal  qualunquismo con cui mi trovo faccia a faccia tutti i giorni, ripropongo una mia breve riflessione (<a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/26/lo-stato-della-democrazia/"> già pubblicata</a>) su questa fantomatica &#8221; democrazia&#8221; di cui tutti  si riempono la bocca. Forse si dovrebbe riflettere&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><a href="http://urladalsilenzio.files.wordpress.com/2010/02/democrazia.jpg?w=400&amp;h=370"><img class="alignnone" src="http://urladalsilenzio.files.wordpress.com/2010/02/democrazia.jpg?w=400&amp;h=370" alt="" width="400" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://urladalsilenzio.files.wordpress.com/2010/02/democrazia.jpg"> </a>Ispirata</em> dagli <a href="http://www.immigrazione.biz/3201.html">eventi drammatici</a> di questi giorni,  che dovrebbero farci riflettere  sulla latitanza colpevole di una coscienza civile e democratica , dall&#8217;indifferenza  dei media su temi e avvenimenti che dovrebbero interessare tutti,  e  più in generale, dal  qualunquismo con cui mi trovo faccia a faccia tutti i giorni, ripropongo una mia breve riflessione (<a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/26/lo-stato-della-democrazia/"> già pubblicata</a>) su questa fantomatica &#8221; democrazia&#8221; di cui tutti  si riempono la bocca. Forse si dovrebbe riflettere sul fatto che non ci è concessa  per diritto divino, e che come tutte le conquiste, avrebbe bisogno di cure affettuose e di una strenua difesa. Fino a che punto ci rendiamo conto del pericolo reale  di ritrovarci a  non vivere più in uno stato di diritto? Quanto abbiamo veramente a cuore la nostra Costituzione e la democrazia a cui si ispira?. I segnali della sua grave malattia sono tanti , troppi , e la società civile è sempre meno attrezzata per far fronte all&#8217;emergenza&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Stato , democrazia,  lo stato della democrazia……mi scuso per il giro di parole,  ma come in un gioco puerile, che tutti noi abbiamo fatto da bambini, una parola ripetuta all’infinito perde di significato ,e l’ ‘impressione che tanti cittadini hanno è, che in questo nostro povero bel paese ,democrazia e stato siano, appunto, parole vuote, abusate , svuotate del loro significato intrinseco. Per come la vedo io “stato” equivale a ” necessità” una sorta di strumento naturale atto a conservare la specie, come il branco per i lupi o lo sciame per le api, l’uomo ha bisogno dello stato per garantirsi la collaborazione finalizzata alla sopravvivenza. Ma se lo stato è una necessità  la democrazia è un sistema di gestione, forse nemmeno il migliore, ma quello che si presta meno di altri agli abusi di potere, il cui unico pregio sta tutto sommato nella possibilità dei cittadini di controllare chi è delegato a gestire la collettività. Ma se la democrazia non è un diritto divino e non è in grado di garantire l’esistenza dello stato, che invece è sempre e comunque una necessità,  probabilmente verrà semplicemente sostituita come metodo di gestione, anche contro il volere dei cittadini. Ora… da sempre il cittadino comune è convinto che un paese è democratico quando il popolo può scegliere chi lo governa.ma la democrazia non è solo consenso popolare. Torniamo allora allo Stato e alla sua natura di strumento per assicurare la convivenza; come ogni strumento, anche lo Stato deve avere caratteristiche che lo rendano idoneo alla funzione per cui è progettato. Per esempio deve uniformarsi al fondamentale principio di uguaglianza tra tutti i cittadini. Il principio di uguaglianza esiste non solo perchè sancito dalla costituzione ma perché indispensabile alla sopravvivenza stessa dello Stato. Se fosse legittimo impedire ai cittadini di avere convinzioni religiose (o di non averne affatto) si finirebbe per creare fazioni .alcune privilegiate rispetto ad altre. Così come per i principi fondamentali il diritto all’istruzione e alla salute e tutti gli altri principi sanciti dalla costituzione Se non fossero, questi principi, caratteristiche funzionali allo Stato-strumento, lo stesso non potrebbe assicurare il fine per cui esiste: la convivenza civile.  Possiamo concordare allora che la democrazia è, prima ancora che diritto ad eleggere i governanti, certezza che questi utilizzino lo strumento, che gli è stato affidato dal consenso popolare, in maniera corretta, nel rispetto del diritto. Lo Stato non può tollerare violazioni al diritto , ed è irrilevante che vengano praticate con il consenso della maggioranza Nel nostro paese gran parte dei cittadini sembrano non accorgersi che i <strong><em>respingimenti in mare</em></strong> minano le fondamenta stesse della democrazia,  che <strong>l&#8217;intolleranza</strong> nei confronti di omosessuali, o credenti in altre religioni , aprono la porta alla violenza; che teorizzare <strong>i limiti alla libertà d&#8217;informazione</strong> è un mezzo per nascondere l’arbitrio e l’illegalità; che la <strong>delegittimazione della legge e della magistratura</strong> sono una strada sicura verso il sopruso e l’anarchia. Ma, che i cittadini se ne rendano conto o meno, alla fine la violazione continua delle caratteristiche dello Stato-strumento ne rende impossibile la gestione: lo Stato si rivela impotente a governare la convivenza. E quando succede non è lo Stato a fallire, nella necessità di avere uno Stato , pur che sia, si ricorrerà ad un metodo di gestione diverso. E io mi auguro proprio di non dover assistere a questa eventualità!</p>
<p><strong><em>Prima sono venuti a prendere gli ebrei,<br />
ed io non ho alzato la voce<br />
perché non ero ebreo.<br />
Poi sono venuti a prendere i comunisti,<br />
ed io non ho alzato la voce<br />
perché non ero comunista,<br />
Poi sono venuti a prendere i sindacalisti,<br />
ed io non ho alzato la voce<br />
perché non ero sindacalista.<br />
Poi sono venuti a prendere me,<br />
ma non era rimasto nessuno<br />
per alzare la voce in mia difesa.</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Bertolt Brecht</em></strong></p>
<p>immagine tratta da &#8220;<a href="http://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/02/15/la-personalita-sadica/"> Le urla del Silenzio&#8221;</a></p>
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		<title>L&#8217;accordo fra Italia e Libia e la coscienza degli Italiani</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 06:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[patto fra Libia e Italia]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri eritrei in Libia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/gallery/77/460_0___30_0_0_0_0_0_cie_lager_01.jpg" alt="" width="360" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver letto questa <a href="http://www.gliitaliani.it/2010/07/litalia-ripensi-al-colonialismo-la-lettera-di-dagmawi-yimer-per-gli-eritrei/">intervista</a> , avuto modo di leggere <a href="http://www.unita.it/news/italia/100693/massacro_in_libia_lappello_de_lunit_per_gli_eritrei_prigionieri">certe notizie</a>, nessun essere umano, degno di essere definito tale,  può rimanere indifferente,  può non sentirsi coinvolto,  può voltarsi dall&#8217;altra parte. Quel che sta succedendo ai nostri fratelli in Libia è, senza se e senza ma, agghiacciante. Come si deve sentire un cittadino italiano di fronte a una simile colpa? Può accettare, per garantirsi benessere e sicurezza, di non vedere le sofferenze dei&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/gallery/77/460_0___30_0_0_0_0_0_cie_lager_01.jpg" alt="" width="360" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver letto questa <a href="http://www.gliitaliani.it/2010/07/litalia-ripensi-al-colonialismo-la-lettera-di-dagmawi-yimer-per-gli-eritrei/">intervista</a> , avuto modo di leggere <a href="http://www.unita.it/news/italia/100693/massacro_in_libia_lappello_de_lunit_per_gli_eritrei_prigionieri">certe notizie</a>, nessun essere umano, degno di essere definito tale,  può rimanere indifferente,  può non sentirsi coinvolto,  può voltarsi dall&#8217;altra parte. Quel che sta succedendo ai nostri fratelli in Libia è, senza se e senza ma, agghiacciante. Come si deve sentire un cittadino italiano di fronte a una simile colpa? Può accettare, per garantirsi benessere e sicurezza, di non vedere le sofferenze dei nostri simili.? Può la sua coscienza uscire indenne da questo bagno di dolore e sangue?</p>
<p><strong>NO!!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Emulando il nostro governo, a cui i sondaggi piacciono tanto, scommetterei sul risultato di un ipotetico sondaggio; un bel 90% ! <strong><em>SE </em></strong> solo la gente sapesse, <strong>SE</strong> solo la gente vedesse, tutti i giorni con i loro occhi, <strong>SE</strong> stampa e tv facessero finalmente il loro lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">E finalmente succederebbe; non  potremmo girare la testa, non potremmo più  pensare che non ci riguarda. &#8220;L&#8217;indifferenza è un  tarlo mortale per la coscienza civile dei cittadini, un virus letale per la democrazia&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Sono schifata dall&#8217;indifferenza, o forse sarebbe meglio dire connivenza, della politica, ma ancor più  angosciata dal silenzio dei media. Ma il loro compito non  dovrebbe essere oltre a quello di informare, ovviamente, quello di esprimere e formare l&#8217;opinione pubblica? Come può un popolo, una nazione esprimere una dura condanna morale e conseguentemente fare pressione  sui governi, se non è a conoscenza di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=f72vUvshaC0">fatti gravissimi</a> come questo,  se nessuno ne parla? Nei giorni caldi della protesta dei giornalisti contro la legge bavaglio stiamo assistendo a un autobavaglio che maschera le responsabilità politiche dell&#8217;Italia, la quale  dovrebbe avere l&#8217;interesse, oltre che il dovere, di salvaguardare i diritti umani in paesi con cui ha sottoscritto <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/08/pace-libia-italia.shtml">un&#8217;accordo di cooperazione</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli indifesi, i disperati non fanno audience? Forse semplicemente questa drammatica vicenda umana viene ritenuta ininfluente, non  tocca gli interessi concreti e materiali della nostra nazione!  Forse metterebbe in luce il fallimento delle politiche sull&#8217;immigrazione di questo esecutivo, che ha sempre ridotto tutto a una questione di ordine pubblico, risolvendo il problema con il solito sistema; nascondere lo sporco sotto il tappeto.  Il vanto con il ministro dell&#8217; interno Maroni cui  annunciava <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Immigrati-Maroni-nel-2010--96-di-sbarchi-clandestini_252214683.html">l&#8217; abbattimento di oltre il 90%</a> degli sbarchi sulle nostre coste è stato seguito da un silenzio imbarazzante della stampa.  Un grande successo secondo il governo italiano , una pagina nera dell&#8217; informazione secondo me, nessuno che si sia chiesto dove siano svaniti, ma ora sappiamo! e la drammatica verità ci mette davanti alle nostre responsabilità, ci presenta il conto della nostra indifferenza. Giornali e tg continuano a ignorare il dramma degli eritrei detenuti in condizioni disumane in Libia. Non ci è dato sapere, perché nessuno ha indagato, nessuno ha posto delle domande scomode, se fra i detenuti ci sono dei rifugiati politici, non sappiamo se fra di loro c&#8217;è qualcuno che è stato respinto  dall&#8217;Italia, se sono dei pregiudicati o dei delinquenti comuni, ma cambierebbe comunque qualcosa per la nostra coscienza?</p>
<p style="text-align: justify;">Certo potremmo asserire che l&#8217;Italia non c&#8217;entra, ignorare le sofferenze e il destino di centinaia di uomini donne e bambini, cullati dalla certezza di non avere responsabilità, rassicurati dai &#8220;successi&#8221; politici contro l&#8217;immigrazione clandestina.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro orticello per ora è salvo, il nostro benessere e la nostra sicurezza al riparo dall&#8217;orda migratoria, dall&#8217;<strong><em>uomo nero</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se fossimo un paese con una memoria  e una coscienza storica dovremmo trovare una ragione in più per essere solidali con gli eritrei, non dimentichiamo che per più di mezzo secolo siamo stati loro <em>ospiti,</em> che abbiamo spacciato la  colonizzazione come un&#8217;avventura,  persino i nostri figli sanno quanto siamo amati da quel popolo, noi italiani<em> brava gente!</em></p>
<p style="text-align: justify;">Allora proviamo a immaginare l&#8217;amore che provano per noi quei disperati rinchiusi in container sotto il sole cocente, senza acqua, nè cibo, picchiati e violentati, senza cure mediche, consegnati nelle &#8220;amorevoli&#8221; mani dei libici da un patto scellerato fra il nostro governo e quello libico.</p>
<p style="text-align: justify;">Moriranno, la loro sorte è segnata, ma dopo averli uccisi il nostro problema rimarrà, a loro si sostituiranno altri disperati, che continueranno a cercare vie di fuga spinti dalla disperazione e dal bisogno, da governi e dittature sciagurate.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei giorni caldi della protesta  a favore della libertà di stampa come cittadina italiana chiedo, non alla politica che della sua inettitudine ha gia dato esempio, ma ai direttori di tv e giornali: dimostrateci che a questa benedetta libertà ci tenete sul serio; martellateci con le notizie e le immagini di questa drammatica vicenda, dateci modo di dimostare, a noi stessi, e al mondo che non accettiamo di avere le mani sporche di sangue perche siamo Italiani  <strong><em>brava gente!</em></strong></p>
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