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	<title>TrentoAttiva &#187; Giustizia</title>
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	<description>Blog dell&#039;Associazione TrentoAttiva</description>
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		<title>La rete per gli eroi antimafia &#8211; 19 luglio 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 19:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La nostra associazione aderisce all’iniziativa di <a href="http://www.altratv.tv/" title="altrativ" target="_blank">Altratv.tv</a> e <strong>martedì 19 luglio dalle ore 10</strong>, trasmetteremo, anche sul nostro blog (in fondo a questo articolo), la maratona “web-televisiva” in ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a diciannove anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio.</p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo un estratto del comunicato stampa di Altratv.tv:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il 19 luglio 1992 un attentato mafioso in via D’Amelio, a Palermo, uccide Paolo Borsellino e i cinque componenti della scorta. L’Italia è di nuovo colpita </em>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La nostra associazione aderisce all’iniziativa di <a href="http://www.altratv.tv/" title="altrativ" target="_blank">Altratv.tv</a> e <strong>martedì 19 luglio dalle ore 10</strong>, trasmetteremo, anche sul nostro blog (in fondo a questo articolo), la maratona “web-televisiva” in ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a diciannove anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio.</p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo un estratto del comunicato stampa di Altratv.tv:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il 19 luglio 1992 un attentato mafioso in via D’Amelio, a Palermo, uccide Paolo Borsellino e i cinque componenti della scorta. L’Italia è di nuovo colpita e sconvolta, a solo due mesi di distanza dalla strage di Capaci, dove perdono la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca e tre uomini della scorta.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A diciannove anni dal brutale attentato tutta la rete rende omaggio ai due eroi che si sono battuti contro la mafia. Martedì 19 luglio, dalle ore 10, in diretta web sarà trasmesso il documentario “In un altro Paese” di Marco Turco, che ripercorre la storia della mafia dalla fine degli anni ’70 ai giorni nostri.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Durante la diretta interverranno Rita e Salvatore Borsellino, Danilo Sulis (Radio Cento Passi) e Pino Maniaci (TeleJato)</em></p>
<p>Per una visualizzazione ottimale clicca sul titolo del post. Per visualizzare a tutto schermo premi, nella barra in fondo al video, il simbolo a due frecce.</p>
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<p>Al termine della trasmissione ti chiediamo di lasciare un commento. Grazie!<br />
NB: Se non riesci a vedere il video, clicca <a href="http://www.trentoattiva.it/video.html" title="video" target="_blank">qui</a>!</p>
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		<title>Testamento biologico; D.A.T &#8230;. sequestro di stato.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 16:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[testamento biologico. D.A.T. fine vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge contro il testamento biologico. Se il testo passerà anche al Senato, i cittadini italiani, già privati ormai da tempo di prospettive di  vita dignitose, non potranno più nemmeno decidere di morire dignitosamente.Lo ha deciso per loro la Casta politica che, con quest&#8217;ultimo atto di un insano e squallido spettacolo,  si è vendicata della grande  lezione di umanità e dignità impartita dalla caparbia, dall&#8217;amore e dal coraggio di un uomo; Beppino &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge contro il testamento biologico. Se il testo passerà anche al Senato, i cittadini italiani, già privati ormai da tempo di prospettive di  vita dignitose, non potranno più nemmeno decidere di morire dignitosamente.Lo ha deciso per loro la Casta politica che, con quest&#8217;ultimo atto di un insano e squallido spettacolo,  si è vendicata della grande  lezione di umanità e dignità impartita dalla caparbia, dall&#8217;amore e dal coraggio di un uomo; Beppino Englaro.  Ricordiamo tutti il &#8221; golpe costituzionale&#8221; tentato dal governo che per decreto voleva invalidare una sentenza definitiva, una sentenza che voleva solo colmare un vuoto legislativo. Ora le D.A.T (dichiarazioni anticipate di trattamento) saranno valide solo se la persona si trova “in assenza di attività cerebrale cortico-subcorticale”, in poche parole quando  sarà di fatto morta, ma il paradosso sta nel fatto che non avranno valore vincolante, perché la decisione finale spetterà al medico. Ma sentiamo cosa dice la legge : il dichiarante “esprime orientamenti e informazioni utili per il medico, circa l’attivazione di trattamenti terapeutici purché in conformità a quanto prescritto dalla presente legge”. Praticamente ora saremo liberi di dichiarare quello che vogliono loro e, udite gente udite!, la legge prevede  che non si possa dichiarare nulla su alimentazione e idratazione, (considerate cure dalla comunità scientifica internazionale), e che si non si possa considerare “fiduciario” il proprio convivente, ( tanto così per dare l&#8217;ennesimo contentino alla Chiesa assolutamente contraria alla regolarizzazione delle coppie di fatto). Hanno previsto pure la scadenza ( 5 anni, un pò più di uno yogurt ) ) cosicchè, ad esempio mio figlio 25enne , dovrà rinnovare almeno 15 volte durante l&#8217;arco della sua vita le D.a.t o non saranno valide&#8230;riuscite a immaginare qualcosa di più ridicolo e scorretto ?</p>
<p>La nostra costituzione prevede, con l&#8217;articolo 31, &#8220;la libertà di autodeterminazione della persona&#8221; ma evidentemente al Vaticano e ai suoi 278 delegati, ( tanti sono i deputati che hanno votato questa vergognosa legge ) poco importa. Più grave ancora è il fatto che sanno benissimo che questa legge non sopravviverà alla Corte Costituzionale; solo che ci vorrà del tempo, probabilmente anni, tempo durante il quale si consumeranno centinaia,miliaia di drammi familiari, di scelte dolorose e irrevocabili.<br />
Eppure i sondaggi parlano chiaro, la maggioranza degli italiani, anche dei cattolici, è assolutamente favorevole al diritto di scelta.<br />
Il disegno di legge in questione è il frutto dell&#8217;ideologia e del fanatismo di questa maggioranza, che ancora una volta, forte di un ormai sconfessato &#8220;consenso popolare&#8221;,  impone alla nazione intera un parziale punto di vista, una morale che non tiene conto delle diverse sensibilità e della laicità dello stato.</p>
<p>Parlano di &#8221; vita indisponibile&#8221;, ma vogliono disporre della nostra a loro piacimento, legiferando come in uno stato confessionale. L&#8217;accanimento terapeutico di questo esecutivo è aberrante e totalmente privo di buon senso.<a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2011/07/testamento-biologico2.jpg"><br />
</a> Non sarebbe più  forse opportuno che, di fronte alla morte civile, economica, etica e morale del paese, il governo si occupasse meno ossessivamente del nostro corpo , del nostro fine vita, e un pò di più della vita di milioni di italiani alle prese con una crisi economica senza precedenti, dando delle risposte alle classi più deboli?&#8230; risposte che sinceramente non vedo nella manovra finanziaria che sta per essere varata.  <em><strong>Amen&#8230;..</strong></em></p>
<p>immagine tratta da;</p>
<p>http://www.dillinger.it/testamento-biologico-2-60461.html</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pino Masciari di nuovo solo</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2011/06/pino-masciari-di-nuovo-solo/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 06:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosa Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 6 giugno 2011 è successo un fatto gravissimo: Pino Masciari è rimasto solo e senza scorta a Vibo Valentia. E per alcune ore non si sono avute sue notizie!</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi non ci credevo..non me l’aspettavo proprio!! Non so perché sono rimasta così “sorpresa”. Forse perché pensavo che ormai la battaglia fosse stata vinta, che a Pino fosse garantita la protezione, senza se e senza ma. O forse perché, abituata a leggere dei suoi interventi in giro per l&#8217;Italia, della &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 6 giugno 2011 è successo un fatto gravissimo: Pino Masciari è rimasto solo e senza scorta a Vibo Valentia. E per alcune ore non si sono avute sue notizie!</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi non ci credevo..non me l’aspettavo proprio!! Non so perché sono rimasta così “sorpresa”. Forse perché pensavo che ormai la battaglia fosse stata vinta, che a Pino fosse garantita la protezione, senza se e senza ma. O forse perché, abituata a leggere dei suoi interventi in giro per l&#8217;Italia, della sua voglia di raccontarsi, di incontrare ragazzi, di parlare senza remore, forse per un attimo ho dimenticato che Pino non vive una situazione normale, non può andare in giro liberamente, senza rischiare la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo episodio me lo ha fatto ricordare, o forse lo ha ricordato a tutti noi. La Rete era in subbuglio, tutti attendevamo notizie.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fortuna Pino sta bene..si è trattato solo dell’ennesimo episodio di disorganizzazione (o forse no?) dello Stato.<br />
Le Istituzioni lo hanno nuovamente abbandonato, e qualcuno si è chiesto se non sia opportuno e necessario alzare di nuovo la guardia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non pensino, comunque, coloro che vogliono intimidirlo che gli Amici siano spariti, la Rete è sempre attiva e soprattutto attenta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il non fare baccano non significa non esserci!</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo risposte e tutele! Non è possibile che i criminali dettino legge!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Pino non è solo..e se ci sarà bisogno ci riattiveremo!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Referendum del 12 e 13 giugno &#8211; &#8220;Io vado a votare&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 13:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[12 13 giugno 2011]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[legittimo impedimento]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 12 e 13 giugno saremo chiamati alle urne per 4 quesiti referendari su temi importantissimi, Acqua, Nucleare e Giustizia:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>QUESITO 1</strong> (scheda rossa) abrogazione dell&#8217;art. 23-bis del Decreto Legge 112/2008, convertito in <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm" target="_blank">Legge 133/2008</a>: si chiede di abrogare la norma che impone di affidare la gestione del servizio idrico a società in cui i soggetti privati detengano almeno il 40%.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Se sei contro la privatizzazione dell&#8217;acqua bene comune, <strong>VOTA SI</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>QUESITO 2</strong> (scheda gialla) abrogazione del comma 1, &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 12 e 13 giugno saremo chiamati alle urne per 4 quesiti referendari su temi importantissimi, Acqua, Nucleare e Giustizia:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>QUESITO 1</strong></span> (scheda rossa) abrogazione dell&#8217;art. 23-bis del Decreto Legge 112/2008, convertito in <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm" target="_blank">Legge 133/2008</a>: si chiede di abrogare la norma che impone di affidare la gestione del servizio idrico a società in cui i soggetti privati detengano almeno il 40%.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-decoration: underline;">Se sei contro la privatizzazione dell&#8217;acqua bene comune, <strong>VOTA SI</strong></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>QUESITO 2</strong></span> (scheda gialla) abrogazione del comma 1, art. 154 del <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl.htm" target="_blank">Decreto Legge 152/2006</a>: si chiede di abrogare la norma che consente al gestore del servizio idrico di aumentare del 7% la bolletta, senza impegni per migliorare la qualità del servizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em>Se sei contro il profitto nella gestione dei servizi e beni comuni, <strong>VOTA SI</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>QUESITO 3</strong></span> (scheda grigia) abrogazione art. 7, comma 1, lettera d del Decreto Legge 112/2008, convertito in Legge 133/2008. Modificato dalla Cassazione in data 1 giugno 2011, abrogazione commi 1 e 8, art. 5 del Decreto Legge 34/2011, convertito il <a href="http://www.mondodiritto.it/normativa/legge/legge-75-2011-conversione-in-legge-su-cultura-stampa-e-televisione-razionalizzazione-dello-spettro-radioelettrico-moratoria-nucleare-cassa-depositi-e-prestiti-e-servizio-sanitario-nazionale.html" target="_blank">Legge 75/2011</a>: si chiede l&#8217;abrogazione di una parte del Decreto Legge che permette la costruzione e l&#8217;utilizzo di nuove centrali nucleari sul territorio italiano</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em>Se sei contro il nucleare, <strong>VOTA SI</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>QUESITO 4</strong></span> (scheda verde) abrogazione art. 1 &#8211; commi 1, 2, 3, 5 , 6 e art. 2 della <a href="http://www.normattiva.it/dispatcher?service=213&amp;fromurn=yes&amp;datagu=2010-04-08&amp;annoatto=2010&amp;numeroatto=51&amp;task=ricercaatti&amp;elementiperpagina=50&amp;redaz=010G0076&amp;newsearch=1&amp;classeprv=1&amp;paginadamostrare=1&amp;tmstp=1302684343744" target="_blank">Legge 51/2010</a>: si chiede di abrogare la norma che prevede il legittimo impedimento per il Presidente del Consiglio e dei Ministri, a comparire in udienza penale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em>Se sei per il principio della Legge uguale per tutti (art. 3 Costituzione Italiana), <strong>VOTA SI</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per la validità di ogni quesito non basterà che vincano i SI, ma bisognerà raggiungere il quorum, cioè il 50%+1 degli aventi diritto al voto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;La libertà non è star sopra un albero/non è neanche il volo di un moscone/la libertà non è spazio libero/Libertà è partecipazione&#8221;</em> (Giorgio Gaber)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Immagine tratta da: repubblica.it</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>A volte ritornano!</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2011/02/a-volte-ritornano/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 07:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosa Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E così ci risiamo&#8230; nuovi guai giudiziari per il premier uguale nuove leggi ad personam. O meglio, vecchie leggi che pensavamo ormai accantonate ed invece tornate in auge. Il “processo breve” ricompare nell’agenda politica. Per salvare il Presidente del Governo si vuol far credere agli italiani che sia necessario per la collettività cancellare migliaia di processi, perché unico modo per accelerare la giustizia. Non voglio entrare nel merito della legge, ci sono decine di pagine e di uomini che ne &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E così ci risiamo&#8230; nuovi guai giudiziari per il premier uguale nuove leggi ad personam. O meglio, vecchie leggi che pensavamo ormai accantonate ed invece tornate in auge. Il “processo breve” ricompare nell’agenda politica. Per salvare il Presidente del Governo si vuol far credere agli italiani che sia necessario per la collettività cancellare migliaia di processi, perché unico modo per accelerare la giustizia. Non voglio entrare nel merito della legge, ci sono decine di pagine e di uomini che ne parlano. Noi stessi <a href="http://www.trentoattiva.it/2010/01/processo-breve-o-impunita/">avevamo già trattato l&#8217;argomento</a> su questo blog circa un anno fa. Voglio invece porre delle questioni, diciamo, “etiche”. Il nostro Presidente del Consiglio ogni volta che viene chiamato in causa invece di presentarsi davanti ai giudici per rispondere alle domande dei P.M., come farebbe ognuno di noi, telefona a tutte le trasmissioni televisive e testate giornalistiche sbraitando la sua innocenza e dando colpe a destra e a manca: intercettazioni illegali, magistrati eversivi, sinistra comunista, inconsapevolezza dell’età delle sue giovani ospiti, eccetera eccetera.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora vuole addirittura sollevare un conflitto di attribuzioni con la magistratura, la quale starebbe esercitando funzioni che non le competono e cercando di spodestare il Parlamento. Cosa che, detta da uno che è dall’inizio della legislatura che fa passare con la fiducia qualsiasi legge perché il Parlamento non l’ approva potrebbe risultare addirittura comica, se non fosse che stiamo parlando del nostro Paese e del nostro futuro . Ma a parte questa considerazione a latere, mi chiedo: possibile che se sei davvero tanto innocente non puoi andare a dirlo ai giudici? Possibile che se non hai fatto nulla sia così inconcepibile presentarti ad un’udienza e ribattere alle accuse formulate, come ogni cittadino fa? Ma soprattutto: possibile che qualsiasi cosa venga detta o fatta sia sempre colpa di qualcun altro? A me sembra solo un modo per non prendersi le proprie responsabilità. Ognuno è libero di fare ciò che crede, ma poi deve accettarne le conseguenze! Chi è il premier per sfuggire a questa regola? E soprattutto: non siamo stufi noi di assistere a tutto ciò? Non siamo stanchi di assistere ad una “legge uguale per tutti, ma per alcuni più uguale che per altri”? Non sarà il momento di sdegnarci e far sentire il nostro dissenso?</p>
<p style="text-align: right;"><em>Immagine di <a href="http://it.dreamstime.com/fotografia-stock-disco-rotto-image11099332">Dreamstime</a>.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricostruzione o speculazione?</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/12/ricostruzione-o-speculazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 07:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosa Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[L'Aquila]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel nostro impegno a seguire le vicende de L&#8217;Aquila successive al terremoto del 6 aprile 2009, non potevamo esimerci dal leggere e segnalare il dossier sull&#8217;Abruzzo redatto da Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.</p>
<p style="text-align: justify;">Breve ma chiaro, comprensibile anche ai non addetti ai lavori, racconta un&#8217;altra verità sul post &#8211; terremoto: l&#8217;intervento della Protezione Civile nell&#8217;emergenza, la costruzione delle tendopoli, la rimozione delle macerie e la costruzione delle nuove abitazioni. I poteri straordinari attribuiti alla Protezione Civile, che &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel nostro impegno a seguire le vicende de L&#8217;Aquila successive al terremoto del 6 aprile 2009, non potevamo esimerci dal leggere e segnalare il dossier sull&#8217;Abruzzo redatto da Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.</p>
<p style="text-align: justify;">Breve ma chiaro, comprensibile anche ai non addetti ai lavori, racconta un&#8217;altra verità sul post &#8211; terremoto: l&#8217;intervento della Protezione Civile nell&#8217;emergenza, la costruzione delle tendopoli, la rimozione delle macerie e la costruzione delle nuove abitazioni. I poteri straordinari attribuiti alla Protezione Civile, che hanno dato luogo ad ordinanze che hanno permesso la concessione di appalti in deroga alle norme nazionali ed in mancanza di tutti i controlli previsti dalla legge. I nomi già noti a forze dell&#8217;ordine e magistrati che indagano su infiltrazioni della criminalità organizzata nell&#8217;economia legale attraverso imprese edili. Gli sprechi di denaro e l&#8217;esautorazione dei poteri degli organi di governo locali. Le cricche e i comitati d&#8217;affari che hanno guadagnato sulle disgrazie delle persone.<br />
Per dimostrare che nessun luogo in Italia è un&#8217;isola felice.</p>
<p style="text-align: justify;">Per sottolineare che criminalità organizzata, cricche e comitati d&#8217;affari cercano sempre di speculare sulle tragedie.</p>
<p style="text-align: justify;">Un dramma nel dramma per la popolazione abruzzese. Una situazione su cui non possiamo chiudere gli occhi. Perché ieri è successo a loro, domani può succedere ad ognuno di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Vai alla pagina &#8220;<a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3951">La fine dell&#8217;isola felice</a>&#8221; o scarica il <a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/a%252F7%252F6%252FD.b5543ec129ff1e2068a8/P/BLOB%3AID%3D3951">dossier</a> per la stampa.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Immagine tratta da <a href="http://www.newsfood.com/data/iNodes/2009/04/06/20090406144243-35c96e07/Standards/400x.jpg">http://www.newsfood.com</a>.</h5>
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		<title>Pino Masciari e Pietro Orsatti raccontano la ‘ndrangheta. Da sud a nord</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 17:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denise Fasanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si è svolto ieri, a Trento, l’incontro organizzato dall’Associazione TrentoAttiva con Pino Masciari, in occasione della presentazione del suo libro “Organizzare il Coraggio – La nostra vita contro la ‘ndrangheta”, e con il giornalista Pietro Orsatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante la copiosa nevicata, molte persone hanno voluto essere presenti, compreso il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, che già incontrò Pino negli anni passati e che sensibilmente ha voluto rimarcare la propria vicinanza alla famiglia Masciari, vissuta per svariati anni sotto &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si è svolto ieri, a Trento, l’incontro organizzato dall’Associazione TrentoAttiva con Pino Masciari, in occasione della presentazione del suo libro “Organizzare il Coraggio – La nostra vita contro la ‘ndrangheta”, e con il giornalista Pietro Orsatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante la copiosa nevicata, molte persone hanno voluto essere presenti, compreso il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, che già incontrò Pino negli anni passati e che sensibilmente ha voluto rimarcare la propria vicinanza alla famiglia Masciari, vissuta per svariati anni sotto protezione proprio in Trentino. Non è passata inosservata nemmeno la presenza in sala di Pasquale Profiti, Pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Trento e presidente regionale dell’Associazione Nazionale Magistrati.</p>
<p style="text-align: justify;">In una città ovattata dalla coltre di neve fresca, è dal silenzio generale registrato in questi decenni intorno al potere della ‘ndrangheta nel nord Italia, che il giornalista Pietro Orsatti ha inziato il suo racconto, snocciolando una serie di dati e avvenimenti risalenti agli anni settanta, anche in Trentino, che potevano, già allora, far riflettere su come le mafie si stessero trasformando, infiltrandosi e facendosi imprenditoria, inquinando l’economia e la finanza. Orsatti ha posto l’accento sull’abilità delle mafie di compenetrare il tessuto sociale a vali livelli silenziosamente rendendosi praticamente invisibili ed ha concluso che, a suo parere, è chiaro che le mafie hanno il loro vero centro di affari proprio a nord, smontando il luogo comune che le vede spesso relegate ad un’antica visione del fenomeno, poco reale. I dati citati e visibili anche nell’ultima relazione semestrale della DIA, non lasciano dubbi sulla fortissima presenza della criminalità organizzata a nord, dove il giro d’affari fa gola a quei poteri che necessitano reinvestire capitali, non sempre puliti, nel circuito dell’economia legale e, come illustrato da Orsatti, questa non è una novità che dovrebbe stupirci, dato che i primi segnali risalgono a molti anni addietro.Anche Pino Masciari ha sottolineato questa necessità della ‘ndrangheta di reinvestire i proprio capitali trasformandoli in denaro pulito. Ha raccontato la propria personale esperienza, quella di un imprenditore che, vittima di minacce e richieste di tangenti, il 3% la ‘ndrangheta e il 6% la politica specifica, ha voluto ribellarsi a questo sistema, denunciando i criminali e tutti coloro che erano collusi con essi, comprese le persone all’interno delle Istituzioni. Ha così raccontato i suoi anni da testimone di giustizia, definizione che, ci tiene a specificare, non sente propria, in quanto, considera la sua una “semplice” scelta di civiltà, un atto di normalità. Ribellarsi, non pagare il racket per svolgere la propria attività imprenditoriale gli è costato tutto, un vero e proprio esilio, una fuga dopo le denunce agli estorsori, un calvario fatto di spostamenti, carenze nella protezione sua e della famiglia, la convinzione di poter pagare con la vita questa scelta, perché “la ‘ndrangheta non dimentica ed esegue sempre le sue sentenze”. Racconta come queste lacune da parte delle Istituzioni siano state, in parte, riempite dalla solidarietà e la vicinanza attiva della società civile che è arrivata persino a “farsi scudo umano” nell’accompagnarlo ai processi e agli incontri.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta in piedi nel parlare, davanti ad un consistente plico di documenti in cui è raccolta tutta la sua vita, i processi scaturiti dalle sue denunce e tutto ciò che lo poteva riguardare: articoli, interviste, appunti. Potrebbe sembrare un attore per il carisma, l’espressività e il gesticolare delle sue mani, ma il frutto della sua narrazione è, purtroppo, una storia reale, la sua commozione è autentica, nessuna finzione. La storia di un uomo che ha fatto una scelta chiara e semplice, si è schierato con la legalità costi quel che costi e, nella società civile, ha trovato un calore inaspettato. “Per loro – conclude Masciari – ho deciso di mettere nero su bianco la nostra storia” ed insieme alla moglie Marisa ha scritto questo libro, nonostante, dice: “è doloroso per me ricordare ma voglio che questo serva per il futuro e per i giovani, devono sapere che un altro mondo è possibile”.</p>
<p style="text-align: justify;">A breve sarà pubblicato il video della serata. Tutte le foto dell’incontro sono visibili <a href="http://denisefasanelli.altervista.org/pino-masciari-e-pietro-orsatti-trento-1-dicembre-2010/">qui</a></p>
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		<title>Esiste la giustizia? E’ veramente uguale per tutti?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 11:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ponte Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Da secoli l’essere umano tenta di rispondere alle domande riportate nel titolo di questo post. Nell’attuale contesto storico esse si pongono, ancor più, all’attenzione dell’opinione pubblica. Non posso dare una risposta risolutiva a delle questioni che non sono capace di trattare in modo esaustivo. Voglio però descrivere una storia che solleva, a mio avviso, diversi dubbi circa la “<em>giustizia della giustizia</em>”.</p>
<p>La storia che ho vissuto in prima persona, sembra essere un mix tra il film &#8220;<em>Sliding </em>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da secoli l’essere umano tenta di rispondere alle domande riportate nel titolo di questo post. Nell’attuale contesto storico esse si pongono, ancor più, all’attenzione dell’opinione pubblica. Non posso dare una risposta risolutiva a delle questioni che non sono capace di trattare in modo esaustivo. Voglio però descrivere una storia che solleva, a mio avviso, diversi dubbi circa la “<em>giustizia della giustizia</em>”.</p>
<p>La storia che ho vissuto in prima persona, sembra essere un mix tra il film &#8220;<em>Sliding Doors</em>&#8221; (film che racconta del come la casualità possa influenzare il futuro) e  “<em>Il marchese del grillo</em>” (quello di “io sono io e voi non siete un <span style="text-decoration: line-through">&#8230;.</span>”).</p>
<p><strong>Ma partiamo dai fatti.</strong></p>
<p>Settembre 2009. Ricevo una multa per divieto di parcheggio a Trento. Scopro di aver parcheggiato in zona a traffico limitato senza autorizzazione (in piazza  Mostra di fronte al castello del Buonconsiglio). Circa 120 euro per aver parcheggiato alle 10 di sera. 10 giorni per pagare la multa ridotta. Forse è il caso di pagare subito, penso, vista la cifra.</p>
<p>Qualche giorno dopo scopro che un mio caro amico aveva preso la stessa multa per la stessa infrazione: parcheggio in zona a traffico limitato in piazza Mostra. Il mio amico, che chiameremo Geronimo, mi racconta di aver fatto un sopralluogo e di aver scoperto che metà dell’area (la piazza è quasi completamente adibita a parcheggio) era in effetti diventata di recente zona “<em>a traffico limitato</em>.”</p>
<p>Geronimo mi dice di aver presentato ricorso in quanto il suo sopralluogo ha mostrato una serie di problemi circa la segnaletica stradale (che io, a dire la verità, non avevo notato all’epoca della multa). Il ricorso presentato si basava sulle seguenti considerazioni:</p>
<ol>
<li>I cartelli stradali risultavano poco sicuri e intralciavano il traffico sia veicolare che pedonale in quanto non situati ai bordi della strada (uno di essi era addirittura posizionato sulle strisce pedonali).</li>
<li>Il retro dei segnali verticali mancava delle informazioni richieste dalle leggi.</li>
<li>La segnaletica verticale non era visibile in quanto coperta da un tendone. Il segnale di preavviso, invece, era rivolto verso un solo lato di provenienza nella piazza.</li>
<li>I segnali verticali sono facilmente amovibili e non sono fissati al terreno.</li>
</ol>
<p>Convinto dalle spiegazioni di Geronimo (un tipo molto meticoloso a dirla tutta) presento anche io, fiducioso, il medesimo ricorso.</p>
<p>Aspetto il giorno dell&#8217;udienza fissata, inizialmente, a settembre 2010 (!), e successivamente anticipata a febbraio 2010. 6 mesi dopo la ricezione della multa.</p>
<p>La data dell&#8217;udienza di Geronimo era stata fissata qualche settimana prima della mia. Subito dopo la seconda udienza (la prima era servita per raccontare i fatti in presenza anche di un legale rappresentante del comune). Geronimo mi avvisa di aver vinto il ricorso.</p>
<p>Aspetto con trepidazione il giorno della prima udienza (era la prima volta che partecipavo ad un dibattimento). Durante l’udienza spiego le mie motivazioni per il ricorso. Faccio notare la non corrispondenza della segnaletica alle norme vigenti e spiego che per un caso identico, un mio conoscente aveva vinto il ricorso.</p>
<p>Aspetto la seconda udienza, ovvero il verdetto finale.</p>
<p>Il giorno della seconda udienza avviene l’incomprensibile.</p>
<p><strong>Perdo il ricorso. Devo pagare la multa.</strong></p>
<p>Rimango sconcertato e provo un profondo senso di incredulità. Come è possibile, mi chiedo, che Geronimo abbia vinto ed io abbia perso? La presunta infrazione non era la stessa?</p>
<p>Chiedo a Geronimo di darmi la sua sentenza per capire cosa è successo. Il suo ricorso afferma quanto segue:<br />
<em>“I motivi del ricorso sono fondati ed il medesimo deve essere accolto. La documentazione fotografica allegata dal ricorrente è diversa da quella legata da parte resistenze in udienza. Mentre nelle foto allegate dal ricorrente i divieti di transito e sosta sono mobili ossia ancorati al terreno con sacchetti di sabbia e un paio non sono visibili per l’automobilista di passaggio quando il tendone del bar è aperto, la documentazione allegata dal Vice Commissario è diversa ovvero la segnaletica è fissa  al terreno con dei pali di ferro battuto ed il segnale è posto all’entrata della zona vietata in modo visibile. Si può ritenere quindi che la situazione al momento della contestazione della sanzione fosse l’irregolare apposizione della segnaletica stradale, che esonera il conducente di un veicolo &#8211; nel caso di violazione della relativa prescrizione &#8211; della responsabilità contravvenzionale (Arch. Giur. E sin., 1994 1175). A parere di questo giudicante nel caso concreto la segnaletica era inidonea ad assolvere la funzione assegnatali &#8230;(omissis).”</em></p>
<p>Ecco invece la sentenza del giudice di pace che ha giudicato il mio caso:<br />
<em>“&#8230; questo giudicante, alla luce di quanto emerso, non può accogliere il ricorso. Infatti, in ordine alla prima eccezzine di illegittimità della segnaletica, deve essere rilevato come la giurisprudenza della Corte di Cassazione (n.29728 dd. 18.12.2008) sia oramai univoca nel ritenere che la mancata indicazione sul retro del segnale verticale degli estremi dell&#8217;ordinanza &#8230; non determina la illegittimità (&#8230;) Anche le ulteriori eccezioni di illegittimità devono essere rigettate in quanto non emerge dalle foto dimesse che i cartelli non fossero visibili ed è onere del ricorrente dimostrare l&#8217;eventuale difetto di conformità dello stesso (&#8230;). Tale prova non è invece stata data.&#8221;</em></p>
<p>I fatti descritti sollevano, a mio avviso, una serie di importanti questioni. Prima tra tutte mi chiedo come sia possibile che la stessa presunta infrazione, valutata da due giudici diversi, venga valutata in modo opposto.</p>
<p>Personalmente ritengo che non sia facile trovare risposte razionali al fatto che un banalissimo caso di infrazione possa ottenere due verdetti opposti. Mi chiedo infatti se esista, nella storia raccontata, un elemento oggettivo che renda contrario alla legge il comportamento contestato.</p>
<p>A pensarci bene, non si tratta di un processo difficile, complesso, con decine di testimoni o con imputati eccellenti. Si tratta di stabilire la legittimità del posizionamento di alcuni cartelli stradali e della loro eventuale efficacia.</p>
<p><em><strong>Possono esistere, nello stesso ordinamento giuridico due interpretazioni che siano in contrasto tra loro ma al contempo egualmente efficaci?</strong></em> Se tale e tanta libertà di interpretazione è possibile in un caso giudiziario non complesso, mi chiedo come è possibile affermare che processi più complessi siano stati “oggettivamente” giusti. A giustificazione della storia si potrebbe dire che i giudici sono dotati di una certa libertà interpretativa. In questo caso però mi chiedo se non si corra il rischio di perdere il legame esistente tra necessità di seguire le regole per una civile convivenza e comportamento contrario a tali regole (cfr. il libro di Colombo).</p>
<p>Il caso quindi fa sorgere alcune considerazioni:<br />
<strong><em>Prima considerazione (considerazione stizzita)</em>.</strong> La giustizia è una questione di fortuna. Si vince o si perde nello stesso modo in cui si può vincere o perdere tirando una monetina. Aboliamo quindi la giustizia e istituiamo il “tiratore ufficiale di monetine”.</p>
<p><strong><em>Seconda considerazione (considerazione seria).</em></strong> Dalla storia raccontata sembra che il legame tra regole e comportamento illecito risulta essere ambiguo e dipendente dai fenomeni contestuali al processo giudiziario (banalmente, la presenza del giudice “giusto”). Come mostrano le due sentenze è infatti possibile trovare, attraverso un appropriato dosaggio di leggi e sentenze, una giustificazione razionale a qualsiasi decisione presa dal giudice, qualunque esso sia.</p>
<p><em><strong>Terza considerazione (considerazione sovversiva)</strong>.</em> Come già anticipato, la vicenda presentata indebolisce l’idea che sia necessario seguire le regole per una civile convivenza. Se infatti la violazione delle regole non è chiaramente legata a delle sanzioni oggettive ma, piuttosto, queste ultime sono legate alla soggettività del processo giudiziario, non si capisce quale sia l’incentivo o il disincentivo a seguire tali regole.</p>
<p><strong>Che Fare?</strong></p>
<p>A questo punto nascono delle considerazioni circa le attività da intraprendere per il futuro. Impugnare la sentenza o pagare? Forse sarebbe il caso di fare ricorso (ricorso da presentare al tribunale con necessario supporto di un avvocato di professione). Il buon senso (e soprattutto la mia cultura da economista) mi porta a valutare i costi/benefici di un’eventuale ricorso, e del tempo e dello sforzo necessari a portarlo avanti. Quest’ultima opzione sembra troppo costosa anche tenendo a mente l’entità della multa. Il cumulo del tempo impiegato nelle pastoie del processo e del costo necessario per appoggiarsi ad un avvocato risulta essere sicuramente più “costoso” del valore della multa. La volontà di perseguire “le proprie ragioni” secondo Giustizia lascia quindi posto ad un mero calcolo di convenienza economica.</p>
<p><span style="text-decoration: line-through">ps: andate a guardare come è stata riorganizzata la piazza ora&#8230;<br />
</span></p>
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		<title>Il video dell&#8217;incontro con Marco Travaglio</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 11:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ad personam]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[lodo alfano]]></category>
		<category><![CDATA[marco travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[mediaset]]></category>
		<category><![CDATA[mills]]></category>
		<category><![CDATA[processo breve]]></category>
		<category><![CDATA[processo morto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vista la comprensibile delusione di molte persone che sono arrivate al liceo Galilei il 15 ottobre per assistere all&#8217;incontro con Marco Travaglio ma che, per motivi di capienza della sala (vedi <a href="http://www.trentoattiva.it/2010/10/chiarimenti-in-merito-allincontro-con-marco-travaglio/" target="_blank">post</a>), non hanno potuto entrare, pubblichiamo la registrazione video dell&#8217;evento.</p>
<p style="text-align: justify;">Travaglio, col suo solito linguaggio preciso e affilato come un bisturi e al tempo stesso chiaro e comprensibile a tutti, ha spiegato la questione delle leggi &#8220;Ad Personam&#8221; che il Presidente del Consiglio Berlusconi ha, a seconda dei &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vista la comprensibile delusione di molte persone che sono arrivate al liceo Galilei il 15 ottobre per assistere all&#8217;incontro con Marco Travaglio ma che, per motivi di capienza della sala (vedi <a href="http://www.trentoattiva.it/2010/10/chiarimenti-in-merito-allincontro-con-marco-travaglio/" target="_blank">post</a>), non hanno potuto entrare, pubblichiamo la registrazione video dell&#8217;evento.</p>
<p style="text-align: justify;">Travaglio, col suo solito linguaggio preciso e affilato come un bisturi e al tempo stesso chiaro e comprensibile a tutti, ha spiegato la questione delle leggi &#8220;Ad Personam&#8221; che il Presidente del Consiglio Berlusconi ha, a seconda dei casi, attuato, proposto e imposto in parlamento a suon di &#8220;questioni di fiducia&#8221;. Tra le 40 leggi ad personam del nostro parlamento si parla in particolare del famigerato &#8220;lodo Alfano&#8221;, dichiarato poi incostituzionale dalla consulta; del &#8220;processo breve&#8221;, del &#8220;legittimo impedimento&#8221; e di un probabile imminente &#8220;lodo Consolo&#8221; che possa ottenere lo stesso risultato dei primi ma che al tempo stesso non rilevi profili di incostituzionalità: legge ribattezzata da Travaglio &#8220;processo lungo&#8221; perchè prevede norme che, allungando l&#8217;iter processuale, lo destinerebbe automaticamente alla prescrizione (i cui termini sono, tra l&#8217;altro, pericolosamente ravvicinati).</p>
<p>Buona visione.</p>
<p><center><object width="480" height="305" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://blip.tv/play/AY2xW4nANw" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="480" height="305" type="application/x-shockwave-flash" src="http://blip.tv/play/AY2xW4nANw" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></center>Per motivi tecnici il filmato è composto da 4 video riuniti in un’unica playlist: alla fine di un filmato viene caricato automaticamente il successivo. Passando il cursore del mouse sul video compariranno i controlli per poter navigare comodamente da un video all’altro. Si consiglia la visualizzazione a pieno schermo cliccando sul simbolo del monitor in basso a destra del frame video.</p>
<p>In caso di problemi nella visualizzazione dello streaming, consigliamo di scaricare le varie parti del video dal <a href="http://itunes.apple.com/it/podcast/trentoattiva/id292430228" target="_blank">podcast di Trento Attiva</a> su <a href="http://www.apple.com/it/itunes/download/" target="_blank">ITunes</a> per vederle comodamente offline (anche su dispositivi mobili).</p>
<p>Le foto della serata:</p>

<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/01/' title='01'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="01" title="01" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/02/' title='02'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="02" title="02" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/03/' title='03'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="03" title="03" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/04/' title='04'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/04-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="04" title="04" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/05/' title='05'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/05-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="05" title="05" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/06/' title='06'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/06-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="06" title="06" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/07/' title='07'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/07-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="07" title="07" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/08/' title='08'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/08-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="08" title="08" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/09/' title='09'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/09-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="09" title="09" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/10-2/' title='10'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="10" title="10" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/11-2/' title='11'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="11" title="11" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/12-2/' title='12'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/12-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="12" title="12" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/13/' title='13'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/13-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="13" title="13" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/14/' title='14'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/14-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="14" title="14" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/15/' title='15'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/15-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="15" title="15" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/16/' title='16'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/16-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="16" title="16" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/attachment/17/' title='17'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/17-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="17" title="17" /></a>
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<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/piatto_-_ad_personam/' title='piatto_-_ad_personam'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/piatto_-_ad_personam-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="piatto_-_ad_personam" title="piatto_-_ad_personam" /></a>
<a href='http://www.trentoattiva.it/2010/10/il-video-dellincontro-con-marco-travaglio/mtravaglio-056def/' title='mTravaglio 056def'><img width="150" height="150" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/10/mTravaglio-056def-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="mTravaglio 056def" title="mTravaglio 056def" /></a>

<p style="text-align: right;"><em>Video dell&#8217;incontro a cura di Marco Garavelli<br />
Foto a cura di <a href="http://denisefasanelli.altervista.org/marco-travaglio-/">Denise Fasanelli</a></em></p>
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		<title>Per non dimenticare</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosa Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">18 settembre 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Come tutti i giorni, accedo al blog di Pino Masciari.</p>
<p style="text-align: justify;">Una notizia colpisce subito la mia attenzione: Prima “Peppino Impastato”, oggi tutte le “Vittime della Mafia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggo: il sindaco di Serra San Bruno ha fatto rinominare una via precedentemente intitolata “Via Vittime della Mafia” in “via Catanzaro”, dietro pressione dei cittadini residenti, perché giudicata dagli stessi “inopportuna ed inappropriata”. Unico organo di stampa che ha riportato la notizia: ilGiornale.it.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio approfondire. Vado a leggere ilGiornale.it. Ecco quanto &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">18 settembre 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Come tutti i giorni, accedo al blog di Pino Masciari.</p>
<p style="text-align: justify;">Una notizia colpisce subito la mia attenzione: Prima “Peppino Impastato”, oggi tutte le “Vittime della Mafia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggo: il sindaco di Serra San Bruno ha fatto rinominare una via precedentemente intitolata “Via Vittime della Mafia” in “via Catanzaro”, dietro pressione dei cittadini residenti, perché giudicata dagli stessi “inopportuna ed inappropriata”. Unico organo di stampa che ha riportato la notizia: ilGiornale.it.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio approfondire. Vado a leggere ilGiornale.it. Ecco quanto riportato: A Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, nel 2009 l’amministrazione cittadina di centrosinistra, guidata dal 2006 da Raffaele Lo Iacono, ha intitolato una strada, “via Catanzaro”, alle «Vittime della mafia». A metà luglio le 12 famiglie residenti nella via suindicata hanno mandato al primo cittadino una lettera nella quale  chiedevano al Sindaco di &#8220;adoperarsi affinché la nuova denominazione della via (Vittime della mafia) venga cambiata con altro nome in quanto quello scelto è inopportuno e inappropriato. Tenga presente che la suddetta è una strada privata, e alle famiglie residenti avrebbe fatto piacere che fossero state coinvolte nella scelta del nome”. Il sindaco Lo Iacono convoca la giunta il 30 luglio, e in questa sede propone istanza per la modifica del nome della strada. La giunta approva. Nuovo nome: “Traversa I^ via Catanzaro”. Il sindaco Lo Iacono, interpellato dal Giornale, si difende sostenendo che le famiglie “hanno protestato perché non vogliono che la parola mafia compaia sulla loro carta d’identità, sono tanto contro la mafia che neanche vogliono sentirla nominare” e che “nell’ambito della stessa giunta abbiamo lanciato l’idea di un’intestazione a Rocco Chinnici (il procuratore di Palermo ucciso nel 1983)”. Cosa, peraltro, non ancora avvenuta.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricordi si destano. Era già successo. Altro luogo, altro sindaco. Ponteranica (BG). Sindaco leghista (Cristiano Aldegani). 1 anno fa. Il sindaco fece rimuovere la targa della biblioteca comunale dedicata alla memoria di Peppino Impastato (morto per mano mafiosa nel 1978). La giustificazione fu la valorizzazione di personalità locali, con l’intitolazione della biblioteca a qualche personaggio importante per la storia locale. Ai tempi la notizia si diffuse velocemente, il clamore fu maggiore, opposizione e associazioni insorsero, ma il risultato fu lo stesso: modifica del nome.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ancora prima c’era stato un altro caso: l’aeroporto di Comiso, denominato Pio La Torre, in memoria del segretario del Pci siciliano ucciso dalla mafia nel 1982, ha visto ripristinato il vecchio nome: Vincenzo Magliocco. Il sindaco disse: “abbiamo ripristinato la denominazione dell’infrastruttura che era stata intestata a Magliocco fin dalla sua costruzione avvenuta fra il 1937 e il 1939. Non vogliamo mettere in discussione la figura e gli straordinari meriti di La Torre, ucciso dalla mafia che non gli perdonava di essere stato l’ispiratore della legge Rognoni-La Torre, ma riteniamo più giusto conservare una denominazione che fa parte da più di mezzo secolo della memoria collettiva della città”.</p>
<p style="text-align: justify;">Diverse città, diversi sindaci di differenti partiti, di destra e di sinistra, di governo e di opposizione, diverse giustificazioni. Un fattore li accomuna: l’eliminazione delle dediche a chi ha lottato contro la criminalità organizzata e ha perso la vita in nome della Giustizia.<br />
Sembra una cosa di nessuna importanza. A chi interessa come si chiama una strada, una biblioteca, una sala istituzionale? Tanto chi mai conosce il nome di tutte le strade, di sedi, sale, teatri della propria città?</p>
<p style="text-align: justify;">E invece ha una grande importanza, perché i nomi sono simboli, perché ciò che è accaduto è un segno tangibile del pensiero che regna nei palazzi del potere. Quello che stanno facendo è chiaro: vogliono cancellare la memoria. Vogliono farci dimenticare chi ha combattuto per l’Italia. Vogliono sostituire i veri eroi con falsi idoli. Ogni città, ogni paese, ogni piccola frazione dovrebbe avere una strada o una piazza o un teatro o un qualsiasi luogo pubblico o istituzionale dedicato alle vittime di mafia. E invece stanno cancellando le targhe già esistenti, con scuse più o meno banali, più o meno opinabili. E’ un’offesa alla memoria delle vittime della criminalità organizzata; è un dolore ulteriore per i loro familiari, che se li vedono uccidere per una seconda e una terza e una quarta e una milionesima volta; è uno smacco per le persone oneste. Non permettiamo che tutto ciò avvenga! Usiamo ogni mezzo a nostra disposizione per indignarci e chiedere che quei nomi vengano ricordati in ogni città. Diamo voce a chi voce non ha più.</p>
<p style="text-align: justify;">NON LASCIAMOLI SOLI!</p>
<h5 style="text-align: right;">Immagine tratta da <a href="http://www.kalpana.it/blogpics/italy/goddess_justice_02.jpg">http://www.kalpana.it/blogpics/italy/goddess_justice_02.jpg</a></h5>
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		<title>Il mio viaggio dentro il vero miracolo dell&#8217; Aquila: gli aquilani!</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 10:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[dicomac]]></category>
		<category><![CDATA[l' Aqion]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[legge speciale per l' Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[macerie]]></category>
		<category><![CDATA[progetto CASE]]></category>
		<category><![CDATA[protezione civile]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[tassa di scopo]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio al' aquila]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sapevo delle ferite inferte dal terremoto ed  ero, purtroppo, certa di trovare una città e  un territorio devastati.  Riuscivo a  immaginare lo sgomento e la tristezza negli occhi della gente&#8230;. ma non ero pronta al silenzio, al buio, al vento che regna incontrastato fra i vicoli, al rumore sordo dei miei passi, all&#8217;eco delle parole dei rari passanti, ai guaiti dei cani randagi,  alla struggente nostalgia di Carlo, che  ritorna tutti i giorni per sedersi sulla fontana di Piazza Duomo,  &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sapevo delle ferite inferte dal terremoto ed  ero, purtroppo, certa di trovare una città e  un territorio devastati.  Riuscivo a  immaginare lo sgomento e la tristezza negli occhi della gente&#8230;. ma non ero pronta al silenzio, al buio, al vento che regna incontrastato fra i vicoli, al rumore sordo dei miei passi, all&#8217;eco delle parole dei rari passanti, ai guaiti dei cani randagi,  alla struggente nostalgia di Carlo, che  ritorna tutti i giorni per sedersi sulla fontana di Piazza Duomo,  e mentre mi parla della sua bella casa distrutta e del ristorante che ha dovuto riaprire  in periferia,  si guarda attorno smarrito, attende che riaffiori la propria anima, assiste  impotente all&#8217; agonia della sua amata città, rassegnato all&#8217;immobilità!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-221.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2260" title="Immagine 221" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-221-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Aquila è morta . Il corso è stato riaperto è vero, le transenne sono state tolte, vi si può passeggiare, persino prendere un caffè nei  pochi bar che hanno  avuto l&#8217;ardire di riaprire e che sembrano delle oasi in quel deserto, ma non è sufficente a placare l&#8217;angoscia che si prova  vagando per la città, sopratutto di sera.  Quel che appare  è  inquietante, spettrale. Nessun palazzo è agibile, sebbene siano stati messi in sicurezza; i puntellamenti e i ponteggi  che rivestono i palazzi, malcelano l&#8217;antica bellezza e le recenti ferite. L&#8217;Aquila è ora una bellissima vecchia ragazza vestita di cenci, ammalata e ferita mortalmente di cui nessuno vuole più prendersi cura.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2271" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-177.jpg"><img class="size-medium wp-image-2271   " title="Immagine 177" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-177-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">i palazzi del centro rivestiti &#8221; Marcegaglia&#8221;</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Possiamo chiamarlo diario di viaggio?… Non lo so, di  certo c&#8217;è  che  questo era  un  viaggio che desideravo compiere da tempo, un viaggio che mi ha permesso di ricomporre un puzzle,  fatto  di video e foto, articoli e reportage, documenti, inchieste, ma sopratutto di racconti di persone,  amici  virtuali e non. Avevo bisogno di mettere ordine  nelle informazioni che avevo accumulato nel tempo, ripercorrere le mie sensazioni, le mie emozioni e dare loro una sequenza logica, e perchè no anche geografica!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ma cominciamo dall&#8217;inizio&#8230;..</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho seguito da subito  la tragedia che ha colpito gli Aquilani, dapprima con la solidarietà e l&#8217;empatia che qualunque essere umano prova in circostanze del genere, e poi piano piano con l&#8217;attenzione e la preoccupazione della cittadina.<br />
Mi è stato chiaro fin da subito che la gestione dell&#8217; emergenza aveva qualcosa di &#8220;innovativo&#8221; che una sorta di esperimento sociale  era stato messo in atto. Quale cavia migliore di un popolazione  inerme devastata dal dolore?</p>
<p style="text-align: justify;">La protezione civile interviene tempestivamente  e gestisce la fase dei soccorsi con efficenza,  supportata anche da migliaia di volontari resisi disponibili con generosità e passione civile fin dalle prime ore.  Ma con il passare dei giorni si intravede una<a href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20100204_intervista_manuele_bonaccorsi_protezione_civile_spa.html"> linea di gestione</a> che permette, in deroga a leggi e regolamenti,  di commissariare di fatto  gli enti locali, sospendendo i diritti civili  dei terremotati.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2272" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-206.jpg"><img class="size-medium wp-image-2272 " title="Immagine 206" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-206-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Presidio della Parrocchia di S. Pietro in p.zza della Fontana Luminosa</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">I campi sono blindati: le tendopoli sono presidiate da funzionari della digos e della polizia. E&#8217; proibito introdurre volantini e macchine fotografiche; vietato importare ed esportare informazione e democrazia. Si vigila attentamente affinchè tra le maglie delle reti dei campi non filtri un filo di libertà , di partecipazione. C&#8217;è un presidio permanente della Rai,  ma a parte le passerelle governative non trasmette nulla di quel che sta succedendo. Al paese viene raccontata solo la verità istitruzionale. La popolazione, con il <a href="http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/1169">decreto 39</a> viene espropriata di ogni potere decisionale; sia per quanto riguarda la fase dell’emergenza (impossibile l&#8217; autogestione nei campi della protezione civile e per i disubbidienti blocco degli aiuti da parte della stessa),  sia per quanto riguarda quella della ricostruzione per la quale il  decreto, invece di privilegiare i lavoratori del posto, dà il via ad una giungla di subappalti ad imprese provenienti da altre zone d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Così succede, ad esempio, che i prodotti locali dell’agricoltura e dell’allevamento vengono  &#8220;cortesemente&#8221; rifiutati dalla protezione civile a favore dei prodotti della grande distribuzione, (notoriamente più genuini e sicuri ), contribuendo ad affossare ancor di più l&#8217;economia locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo nei campi viene  scandito  dall&#8217; ozio forzato, dalle esigenze di profitto dell’emergenza e non da quelle della ricostruzione del tessuto sociale; e così con la convivenza forzata, la perdita totale dell&#8217;identità collettiva e di qualsiasi intimità, agli aquilani, dal 6 aprile, viene tolto il diritto all’autogoverno; vengono praticamente aboliti i diritti  civili in nome dell&#8217; assistenzialismo, &#8220;l&#8217;esperimento sociale&#8221; ha successo e  l&#8217;autodeterminazione di un popolo viene barattata con la proverbiale  efficenza della macchina organizzativa, garantendo così al &#8220;governo del fare&#8221; gratitudine e consenso. Tutto è soffocato dalla burocratizzazione e  tutto viene demandato al di <a href="http://it.terremoto.wikia.com/wiki/DICOMAC">DI.COMA.C.</a>(DIrezione di COMAndo e Controllo, l’organo di Coordinamento Nazionale delle strutture di Protezione Civile) qualsiasi atto, qualsiasi domanda diviene un percorso ad ostacoli, un odissea per la gente stremata, in  tanti hanno perso il lavoro e sono costretti ad emigrare, gli ammalati spediti fuori dall&#8217;abruzzo, gli anziani, soprattutto ma non solo, sulla costa negli alberghi, le comunità disgregate, le famiglie smembrate, il tessuto sociale distrutto.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2273" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-138.jpg"><img class="size-medium wp-image-2273" title="Immagine 138" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-138-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">il quartiere popolare di Cansatessa abbandonato&#8230;.</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">E poi arriva il <a href="http://www.g8italia2009.it/G8/G8-G8_Layout_locale-1199882089535_Home.htm">G8</a>, che invade militarmente la città, sottraendo preziose risorse economiche (circa 90 milioni di denaro pubblico), occupando la caserma &#8220;V. Giudice&#8221; che potrebbe accogliere da subito 25.000 sfollati. L&#8217;evento viene spostato in tempi  record dalla Maddalena all&#8217; Aquila per una mera questione di visibilità e di propaganda governativa, e a questo punto, il diritto alla salute, alla casa, al lavoro, alla mobilità e alla sicurezza dei terremotati passa in secondo piano rispetto ai privilegi dei potenti della terra e del governo.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2270" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/abruzzo-167.jpg"><img class="size-medium wp-image-2270" title="abruzzo 167" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/abruzzo-167-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">il progetto C.A.S.E</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Il resto della storia è nota ai più&#8230;.La costruzione e la consegna degli alloggi del <a href="http://www.site.it/laquila-progetto-case-liquami-scaricati-nel-fiume-aterno/">progetto C.A.S.E.</a> viene spacciata per RIcostruzione,  in seguito  (ricordate la solenne promessa in autunno tutti avranno una casa?) <a href="http://www.inabruzzo.com/?p=20281"> chiuse le tendopoli</a> senza aver per questo di fatto sistemato  tutti gli sfollati; e quando la Protezione Civile se ne va rimettendo nelle mani degli enti locali  tutte le competenze lo fa con una marcia trionfale lasciando dietro di se alcune new town, un territorio devastato, insieme a tutte le sue macerie e un&#8217;economia collassata,  oltre a <a href="http://www.pressonweb.org/public/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1906:fondi-in-arrivo-per-debiti-protezione-civile&amp;catid=74:laquila-e-provincia&amp;Itemid=141">svariati milioni di debiti</a> frutto delle scelte di gestione dell&#8217;emergenza (le rette  degli sfollati negli alberghi, i contributi per chi ha  scelto l&#8217;autonoma sistemazione,  aziende e ditte  che hanno anticipato materiali ed eseguito lavori mai pagati ecc. ecc.)</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2263" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-202.jpg"><img class="size-medium wp-image-2263" title="Immagine 202" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-202-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Dalla fontana delle 99 cannelle verso il centro</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217; Italia si dimentica dell&#8217; Aquila; gli italiani, passata l&#8217;onda emotiva, sono rassicurati e  convinti da  una pressante campagna mediatica che il miracolo sia stato compiuto. Finiscono le passerelle politiche, le parate e le comparsate. Ma gli aquilani non sono un popolo di accattoni, non ci stanno a passare per ingrati, vogliono solo quello che gli spetta;  il lavoro e la terra per ricominciare, per ricostruire le  case, per ritornare a vivere con dignità, come hanno sempre fatto. Nascono <a href="http://www.collettivo99.org/">comitati, collettivi,  associazioni</a> che tentano in tutti i modi di dialogare  e di collaborare con le istituzioni, mettendo  a disposizione competenze ed esperienze. Nasce il<a href="http://www.anno1.org/sfSimpleBlog/show/year/2010/month/06/day/22/stripped_title/comunicato-stampa-assemblea-cittadina-presidio-permanente-piazza-duomo-domenica-20-giugno-2010"> presidio permanente in piazza Duomo</a>. Nelle assemblee  cittadine  si discute, si propone si decide, si delibera; si rivendica  il diritto/dovere di partecipare al proprio presente e ad essere protagonisti del futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando il cosidetto <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/28/news/l_aquila_-2459279/">popolo delle carriole</a> viola la zona rossa si riaccendono i riflettori; domenica dopo domenica centinaia di cittadini si incontrano, lavorano, spostano macerie  e le catalogano, ma  sopratutto  discutono del futuro della città, squarciando un velo che ricopriva di menzogne la vera condizione del <a href="http://www.reggio24ore.com/Sezione.jsp?titolo=L%27Aquila+e+il+silenzio+Rai&amp;idSezione=15979">centro storico abbandonato</a> a se stesso, sfatando il mito del &#8220;<a href="http://www.terranews.it/news/2010/04/dietro-il-velo-del-miracolo-aquilano"> Miracolo Aquilano&#8221;.</a> Nel frattempo  governo, provincia, comuni enti locali, commissari e vice commissari  si rimpallano le responsabilità; promesse, accuse reciproche, dichiarazione d&#8217;intenti,  parziali ammissioni… smentite&#8230;  in poche parole <a href="http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2010/07/20/news/sisma-l-ammissione-di-chiodi-finiti-i-fondi-per-l-emergenza-2182351">NON ci sono i soldi</a> per la ricostruzione. La rabbia e il dolore riaffiorano, non possono dimenticare le risate degli imprenditore che la  notte del 6 aprile intravedevano enormi opportunità di guadagno e il 16 giugno <a href="http://www.laquilarinasce.org/ultime/le-immagini-della-manifestazione-del-16-giugno.html">scendono in piazza</a>, capeggiati da sindaci e rappresentanti delle istituzioni locali  20.000 aquilani  ma  vengono puntualmente ignorati dai media e dai giornali che preferiscono occuparsi delle<a href="http://politicaesocieta.blogosfere.it/2010/06/laquila-la-nutella-del-tg2-e-vale-piu-di-20mila-cittadini-prove-tecniche-di-oscuramento.html"> proprietà nutritive della Nutella.</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>&#8220;Forti e gentili, fessi no! </em></strong>si legge su uno striscione e sulle magliette dei manifestanti che decidono di portare le loro rimostranze direttamente a Roma. In 5.000 si presentano ma vengono <a href="http://www.unita.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=101219">accolti a manganellate</a> e per giorni si parla dei presunti &#8220;scontri&#8221;  dimenticando  le richieste legittime degli aquilani : una <a href="http://www.commissarioperlaricostruzione.it/Informare/News/Il-Vicecommissario-indispensabile-legge-speciale-per-la-ricostruzione">legge speciale</a> che garantisca un flusso costante e sicuro di fondi per la ricostruzione, l&#8217;istituzione di una tassa di scopo per finanziare la ricostruzione e la <a href="http://www.iltempo.it/politica/2010/07/08/1177968-aquila_tasse_diluite_anni.shtml">sospensione delle tasse.</a></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2266" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/abruzzo-108.jpg"><img class="size-medium wp-image-2266" title="abruzzo 108" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/abruzzo-108-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Assemblea cittadina in piazza Duomo</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Nella settimana in cui sono stata all&#8217; Aquila, squisitamente ospitata da un amica, ho camminato per il centro storico, per i borghi del cratere, ho sfiorato chilometri di transenne, ho accarezzato con lo sguardo le case abbandonate, le  macerie fino a rendermele  familiari, scontate. Ho conosciuto persone con cui avevo avuto solo contatti virtuali, ho parlato con tante altre di cui non sapevo l&#8217;esistenza, ho colto frammenti di conversazioni il cui principale argomento è tragicamente ricorrente, ho  sopratutto ascoltato tante storie, ho raccolto decine di testimonianze di speranza ma anche di lucida rassegnazione, ho visto un popolo dignitoso, forte e gentile  che fatica a ritornare a vivere, a sognare, al limite della sopportazione e tutti , indistintamente, mi hanno chiesto un&#8217;unica cosa <strong>:<em> non lasciateci soli!!</em></strong><em><br />
</em></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2267" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-046.jpg"><img class="size-medium wp-image-2267" title="Immagine 046" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-046-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Onna: le sue macerie</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Ho avuto la fortuna di partecipare alla <a href="http://www.abruzzoweb.it/contenuti/laquila-lora-della-notte-bianca/6236-309/">notte bianca</a> organizzata, finanziata, e gestita interamente dal basso, dall&#8217; assemblea  cittadina  di Piazza Duomo.<br />
Il 31 luglio, la città si è magicamente riempita di migliaia di persone, centinaia di artisti hanno animato la notte. Finalmente luci e rumore, musica e canti, rapresentazioni di gioia e di dolore, il vociare dei bambini, l&#8217;apparente allegria e spensieratezza degli adulti  per la prima festa dopo il 6 aprile. E  allora… in mezzo a quella marea  composta e variopinta di persone  ho  riflettuto sul senso più profondo di quella magica notte. Tante piccole gocce formavano quel fiume, lento e fluido, incanalato nell&#8217;unica via aperta della città, gli argini: i vicoli le vie  transennate. Ho capito  che  quel fiume avrebbe dovuto poter fluire liberamente nelle vicoli e  nelle  piazze, che non era naturale il suo corso, che avrebbe potuto diventare impetuoso, rompendo quegli argini innaturali. Era terribilmente ingiusto e pericoloso  delimitarne il percorso  e allora ho pensato che l&#8217;unica salvezza, l&#8217;unica via di fuga  fosse ridare l&#8217;anima all&#8217;Aquila.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Riaprire la città !</em></strong><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-168.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2268" title="Immagine 168" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-168-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">foto a cura ( si fa per dire ) di Benedetti Marina</p>
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		<title>Verità e giustizia per Nino e Ida Agostino</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/08/verita-e-giustizia-per-nino-e-ida-agostino/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 07:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Denise Fasanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nino Agostino, agente della polizia di Stato, assieme alla moglie Ida Castelluccio, incinta di cinque mesi di una bambina, vennero trucidati dal piombo il 5 agosto del 1989 a Villagrazia di Carini. Tutto avvenne davanti alla villa di famiglia, dove si stavano recando per partecipare al compleanno della sorella di Nino, furono crivellati di colpi da due sicari in motocicletta sotto gli occhi dei genitori Vincenzo ed Augusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo 21 anni, esecutori e mandanti sono ancora senza nome e senza &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nino Agostino, agente della polizia di Stato, assieme alla moglie Ida Castelluccio, incinta di cinque mesi di una bambina, vennero trucidati dal piombo il 5 agosto del 1989 a Villagrazia di Carini. Tutto avvenne davanti alla villa di famiglia, dove si stavano recando per partecipare al compleanno della sorella di Nino, furono crivellati di colpi da due sicari in motocicletta sotto gli occhi dei genitori Vincenzo ed Augusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo 21 anni, esecutori e mandanti sono ancora senza nome e senza volto, nessuno ha pagato per l’omicidio di quella coppia di giovani sposi e della loro futura bambina. Sul fascicolo relativo alle indagini  venne posto il vincolo del Segreto di Stato. Lo stesso che la commissione Granata, concludendo con notevole ritardo i propri lavori, nella sua relazione al Copasir prospetta la possibilità di prolungare oltre i trent’anni attualmente previsti dalla legge Prodi (legge 124) e sul quale in questi giorni si sono alzate numerose voci contrarie. Preoccupazioni sono state espresse ieri anche dal presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi in occasione della commemorazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’omicidio di Nino e Ida è una storia, seppur meno nota di altre, fitta di segreti di stato, loschi intrecci e collusioni oscure tra istituzioni, servizi segreti e mafia. Drammatica ed oscura vicenda  che rappresenta perfettamente la storia di un Italia retta, allora come adesso, da poteri deviati, collusioni e complicità.</p>
<p style="text-align: justify;">Vincenzo e Augusta Agostino, genitori dell’agente, continuano a chiedere risposte allo Stato, il quale, di contro, sembrerebbe opporsi con tutte le sue forze.</p>
<p style="text-align: justify;">Augusta non ha ancora tolto il lutto, chiede incessantemente verità e giustizia per suo figlio, chiede allo Stato di fare la sua parte in onore del sacrificio di Nino e a quelle persone che nascondo informazioni utili di parlare.</p>
<p style="text-align: justify;">Vincenzo è divenuto negli anni un’icona dei familiare delle vittime della mafia, lui, che da quel 5 agosto del 1989, non ha più tagliato barba e capelli che ora, bianchissimi, gli ricoprono il viso e le spalle. Ha giurato di farli crescere fino a quando non saprà perché hanno ammazzato suo figlio, la nuora Ida e la nipotina mai nata.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" title="agostino" src="http://www.gliitaliani.it/wp-content/uploads/2010/08/agostino.jpg" alt="" width="235" height="462" />Ventuno anni sono passati.  Ventuno anni in cui questi genitori non hanno mai smesso di pretendere giustizia, cercare la verità, lottare e chiedere risposte perchè “ogni giorno, da allora, continuano ad essere uccisi dal silenzio di chi – all’interno delle istituzioni – sa e non parla,  per chissà quale ragione.”</p>
<p style="text-align: justify;">Sul loro viso si legge la stanchezza di chi troppe volte si è trovato a sbattere contro muri di gomma, troppe volte ha chiesto semplicemente la verità alle Istituzioni ricevendo delusioni incolmabili e, per certo, non cancellabili dal solito messaggio di solidarietà e cordoglio a cui siamo abituati in occasione di commemorazioni di questo tipo. “Lo Stato è praticamente assente” – parla Vincenzo, il padre di Nino – “ci sono, si, dei magistrati che hanno voluto riaprire questo caso e lo stanno portando avanti. Mi auguro che loro possano darmi in futuro qualche risposta, che fin ora non sono riusciti a dare. Ma in generale noi familiari ci sentiamo abbandonati. Nel giorno della ricorrenza, lo Stato mette la sua mano sulla mia spalla, ma tutto finisce lì: questo, chiaramente non ha valore. Sono stanco di scrivere lettere e di fare appelli.”</p>
<p style="text-align: justify;">La famiglia Agostino è una famiglia unita, una di quelle famiglie provate intimamente che continua a raccontare instancabilmente la propria storia a chiunque li ascolti. Una famiglia ricca di dignità che continua a lottare per questa dolorosa battaglia chiedendo “a tutta la comunità civile e alle istituzioni di unirsi alla richiesta di giustizia e tornando a lanciare un accorato appello al presidente del Consiglio e al presidente della Repubblica, perché possa finalmente cadere il segreto di Stato sulle notizie che sono fondamentali ai magistrati della Procura di Palermo per proseguire le delicate indagini sull’omicidio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci fanno sapere che domenica 5 agosto, alle 9.30, ricorderanno i loro cari con una messa solenne, nella cappella del cimitero di Santa Maria di Gesù.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo segnaliamo che su facebook, gli amici della famiglia Agostino, con il loro consenso, hanno lanciato un’iniziativa cercando di coinvolgere più persone possibili: dal 1 agosto al 5 si chiede di cambiare la propria immagine del profilo con quella dei due giovani sposi Agostino, ricordando a tutti che i morti innocenti di mafia sono uguali.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La storia dell’ agente di polizia Nino Agostino sul sito dell’Ass.ne Familiari Vittime di Mafia:</strong> <a href="http://www.familiarivittimedimafia.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=897:nino-agostino&amp;catid=104:sto&amp;Itemid=278">http://www.familiarivittimedimafia.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=897:nino-agostino&amp;catid=104:sto&amp;Itemid=278</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Blu Notte: il caso Piazza e Agostino [1] </strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=lNAROFl5sxE">http://www.youtube.com/watch?v=lNAROFl5sxE</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Blu Notte: il caso Piazza e Agostino [2] </strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5q0Tj3TTZcg&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=5q0Tj3TTZcg&amp;feature=related</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Blu Notte: il caso Piazza e Agostino [3] </strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=RPAlbBFsufs&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=RPAlbBFsufs&amp;feature=related</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Blu Notte: il caso Piazza e Agostino [4] </strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nHdI-D82Lls">http://www.youtube.com/watch?v=nHdI-D82Lls</a></p>
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		<title>Li chiamano &#8221; delitti passionali&#8221; !</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/07/li-chiamano-delitti-passionali/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 07:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[delitti passionali]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[immagine della donna]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne.]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chiunque condivida le motivazioni e lo spirito di questa difficile   battaglia , chiunque creda che la violenza sulle donne  sia un&#8217;emergenza   sociale, poco  conosciuta, perchè i suoi tragici epiloghi sono spesso relegati nella cronaca locale. Chiunque   sia convinto che ci sia estremo bisogno di una politica sociale per contrastare questo fenomeno  che è assolutamente trasversale a tutti gli strati sociali, ma sopratutto chi è convinto che non sia una questione  sessista, può far propria questa lettera  del gruppo FB &#8220;&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chiunque condivida le motivazioni e lo spirito di questa difficile   battaglia , chiunque creda che la violenza sulle donne  sia un&#8217;emergenza   sociale, poco  conosciuta, perchè i suoi tragici epiloghi sono spesso relegati nella cronaca locale. Chiunque   sia convinto che ci sia estremo bisogno di una politica sociale per contrastare questo fenomeno  che è assolutamente trasversale a tutti gli strati sociali, ma sopratutto chi è convinto che non sia una questione  sessista, può far propria questa lettera  del gruppo FB &#8220;<a href="http://www.facebook.com/note.php?saved&amp;&amp;suggest&amp;note_id=112878522097158#!/profile.php?id=1577992351&amp;ref=ts"> Esci allo scoperto</a>&#8221; e spedirla a chi di dovere:</p>
<p style="text-align: justify;">Io l&#8217; ho fatto, per quanto può valere, lo devo alla mia coscenza, alla memoria di tutte le vittime e a <a href="http://www.trentoattiva.it/2009/11/storie-di-donne-storie-di-ordinaria-violenza/">una cara amica</a>,  che ha  pagato a caro prezzo la sua determinazione a voler &#8220;vivere&#8221;.</p>
<div>
<div><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=1056306&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=112878522097158&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=112878522097158&amp;id=1577992351"><img src="http://photos-f.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/hs094.ash2/38018_1434162385561_1577992351_1056306_349571_a.jpg" alt="" /></a></div>
</div>
<p style="text-align: justify;">Onorevole Sig. Ministro (nome), Li chiamano “delitti passionali” ma quale tipo di passione può mai spingere a uccidere un numero così elevato di donne? L’amore è desiderare la felicità della persona amata, non il suo annientamento! Ogni giorno, quando leggiamo il quotidiano o ascoltiamo le notizie al telegiornale, speriamo in cuor nostro che qualche altra donna non sia “caduta ” per mano di colui che sosteneva di amarla. Ci auguriamo che questa carneficina sia cessata, invece, inesorabilmente, la notizia arriva puntuale come una pugnalata al cuore: un’altra donna è stata uccisa. Solo in quest’ultimo periodo ne sono state assassinate parecchie; la vita delle donne oggi sembra non avere più alcun valore. Senza citare le statistiche, diciamo che non sono solo le donne a morire in questa “mattanza”: qualcosa si spegne anche nell’animo dei loro figli, i fratelli, i genitori, gli amici, i parenti e tutti quelli che le hanno amate in vita. Il sangue versato si trasforma in dolore immenso per chi rimane i quali si aggrappano all’illusione che la giustizia possa punire in modo esemplare i colpevoli di tanta crudeltà dando un po’ di sollievo alla loro sofferenza inconsolabile. Ma ahimè, la giustizia apre una nuova ferita nel loro cuore e altro dolore si aggiunge al dolore: le pene comminate agli assassini sono inadeguate al tipo di omicidio commesso. Gli sconti di pena e i benefici di cui godono gli assassini servono a tutelarli e così i loro massacri rimangono impuniti. Nessuno può arrogarsi il diritto di togliere la vita a un altro, la vita c’è donata da Dio e solo Lui può togliercela! La giustizia è chiamata a dare ordine alla vita sociale e a impedire che gli uomini possano uccidere. Non si può più continuare a vivere con un simile peso sul cuore. OGGI LE DONNE VIVONO NELLA PAURA DELLA VIOLENZA NON SOLO FUORI CASA MA ANCHE TRA LE MURA DOMESTICHE! Siamo diventati in tanti purtroppo a convivere con quest’angoscia, troppi perché nessuno possa più far finta di non “vederci”! Ma non siamo soli, gli omicidi delle donne sono un dolore e una preoccupazione condivisi dalla popolazione di tutto il Paese. Siamo stanchi di tanta ingiustizia e poca considerazione, vogliamo delle risposte concrete. Chiediamo pene adeguate, severe e certe per questi efferati assassinii. Desideriamo che chi causi intenzionalmente la morte di una donna, sia condannato all’ergastolo. Scriviamo per dare voce a chi voce non può più avere: le donne uccise. Le donne devono essere tutelate soprattutto sotto il profilo dell’immagine: basta rappresentarle come un “corpo” da esibire e da vendere, basta con questa campagna che dipinge in modo negativo le ex mogli (molte donne sono uccise da ex mariti o compagni)! Vogliamo che ci sia riconosciuta la nostra dignità come persone, siamo o non siamo la metà della popolazione italiana? Ci auguriamo anche che venga approvata la proposta di legge che prevede un sostegno alle vittime di reati violenti e che questo governo ci sostenga e non ci deluda. Citta, data Con i migliori Saluti (Vostro nome e cognome)</p>
<p style="text-align: justify;">immagine tratta da ; http://www.ilfriuli.it/if/cronaca/costume-e-societ/34469/</p>
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		<title>I &#8220;miei&#8221;  19 luglio : da Stava a Palermo, ricordi indelebili.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 13:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[19 luglio]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[strage di mafia]]></category>
		<category><![CDATA[tragedia di Stava]]></category>
		<category><![CDATA[Via D' Amelio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <em>19 luglio</em> è una data che evoca in me ricordi drammatici; due grandi tragedie sono impresse nella mia memoria, indelebili, ognuna con il suo diverso carico di paura e angoscia, di rabbia e impotenza: la<a href="http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&#38;id_news=74487"> sciagura di Stava </a>( 19 luglio 1985 ) e <a href="http://www.mtvnews.it/2-news/cronaca/mafia-18-anni-fa-la-strage-di-via-damelio/">la strage di via D&#8217; Amelio</a> ( 19 luglio 1992 )</p>
<p style="text-align: justify;">Apparentemente queste due tragedie non hanno nulla in comune , a parte il dolore straziante per le vittime da una parte la forza della &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <em>19 luglio</em> è una data che evoca in me ricordi drammatici; due grandi tragedie sono impresse nella mia memoria, indelebili, ognuna con il suo diverso carico di paura e angoscia, di rabbia e impotenza: la<a href="http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&amp;id_news=74487"> sciagura di Stava </a>( 19 luglio 1985 ) e <a href="http://www.mtvnews.it/2-news/cronaca/mafia-18-anni-fa-la-strage-di-via-damelio/">la strage di via D&#8217; Amelio</a> ( 19 luglio 1992 )</p>
<p style="text-align: justify;">Apparentemente queste due tragedie non hanno nulla in comune , a parte il dolore straziante per le vittime da una parte la forza della natura e dall&#8217;altra la mano della mafia, ma in seconda analisi il retrogusto amaro è lo stesso !</p>
<p style="text-align: justify;">In entrambi i casi si potevano evitare  delle vittime innocenti, ma sopratutto rimangono a tutt&#8217;oggi  impuniti i veri colpevoli. L&#8217;avidità , il potere, sia esso mafioso , politico o economico,  godono tuttora di ottima salute nonostante i morti , nonstante la nostra rabbia il nostro dolore e la sete di giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong><em>Stava</em></strong>:  Ricordo, la disperazione, il dolore, il &#8220;mio&#8221; Trentino  scosso e ferito, attonito. Ricordo la dignità dei miei conterranei di fronte all&#8217; inaspettato, l&#8217;angoscia nei volti di chi aveva perso tutto, l&#8217;inopportuna banalità delle domande di qualche giornalista, il mare di fango che restituiva corpi e oggetti  con la stessa indifferenza. Il silenzio&#8230;..poi la voglia di ricominciare, di ricostruire, senza dimenticare le centinaia di vittime ma proprio in loro onore. Ricordo   i processi e la determinazione di una comunità impegnata a far si chè il loro dolore non fosse vano, che nessun&#8217;altro dovesse piangere più per la superficialità e la  negligenza criminale dell&#8217; uomo. Si perchè il fato , il destino in quel maledetto 19 luglio erano gli unici grandi assenti<br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Palermo, via D&#8217;Amelio</strong>: il mio ricordo è ancora più nitido, non solo perchè più recente, ma sopratutto  grazie a una più consapevole   maturità  . Stavo recandomi in vacanza proprio in Sicilia e nel bagno di  un anonimo autogrill della  Campania, venni a sapere di quel che era successo dalle mie compagne di viaggio. Ricordo che non volevo credere che fosse successo ancora,  non accettavo l&#8217;idea che avessero vinto &#8220;loro&#8221;. Piansi di rabbia oltre che di dolore .<br />
Nei giorni successivi  Palermo insorse, la società civile finalmente usciva allo scoperto  e ricordo di aver sperato che fosse l&#8217;inizio della fine, per &#8220;loro&#8221;. Ero certa che giustizia sarebbe stata fatta. ma a distanza di 18 anni so purtroppo di aver peccato d&#8217;ingenuità, di aver creduto che il martirio di un grande uomo avrebbe riscattato la nostra indifferenza e avrebbe messo la parola fine a uno dei periodi più bui della nostra  storia. Non è successo ma <a href="http://www.19luglio1992.com/">c&#8217;è ancora chi lotta</a> per ristabilire giustizia e verità e io sarò sempre al loro fianco perchè  non posso nè voglio dimenticare!</p>
<p style="text-align: justify;">Immagini tratte da :http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/borsellino/borsellino/borsellino.html</p>
<p style="text-align: justify;">http://www.montagna.tv/cms/?p=29983</p>
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		<title>Lo &#8220;stato&#8221; della democrazia italiana.</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 14:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia malata]]></category>
		<category><![CDATA[società civile]]></category>
		<category><![CDATA[stato democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Ispirata</em> dagli <a href="http://www.immigrazione.biz/3201.html">eventi drammatici</a> di questi giorni,  che dovrebbero farci riflettere  sulla latitanza colpevole di una coscienza civile e democratica , dall&#8217;indifferenza  dei media su temi e avvenimenti che dovrebbero interessare tutti,  e  più in generale, dal  qualunquismo con cui mi trovo faccia a faccia tutti i giorni, ripropongo una mia breve riflessione (<a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/26/lo-stato-della-democrazia/">già pubblicata</a>) su questa fantomatica &#8221; democrazia&#8221; di cui tutti  si riempono la bocca. Forse si dovrebbe riflettere sul fatto che non ci è concessa  &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Ispirata</em> dagli <a href="http://www.immigrazione.biz/3201.html">eventi drammatici</a> di questi giorni,  che dovrebbero farci riflettere  sulla latitanza colpevole di una coscienza civile e democratica , dall&#8217;indifferenza  dei media su temi e avvenimenti che dovrebbero interessare tutti,  e  più in generale, dal  qualunquismo con cui mi trovo faccia a faccia tutti i giorni, ripropongo una mia breve riflessione (<a href="http://www.ilcittadinopartecipa.it/2009/10/26/lo-stato-della-democrazia/">già pubblicata</a>) su questa fantomatica &#8221; democrazia&#8221; di cui tutti  si riempono la bocca. Forse si dovrebbe riflettere sul fatto che non ci è concessa  per diritto divino, e che come tutte le conquiste, avrebbe bisogno di cure affettuose e di una strenua difesa. Fino a che punto ci rendiamo conto del pericolo reale  di ritrovarci a  non vivere più in uno stato di diritto? Quanto abbiamo veramente a cuore la nostra Costituzione e la democrazia a cui si ispira?. I segnali della sua grave malattia sono tanti , troppi , e la società civile è sempre meno attrezzata per far fronte all&#8217;emergenza&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Stato , democrazia, lo stato della democrazia……mi scuso per il giro di parole, ma come in un gioco puerile, che tutti noi abbiamo fatto da bambini, una parola ripetuta all’infinito perde di significato ,e l’ ‘impressione che tanti cittadini hanno è, che in questo nostro povero bel paese ,democrazia e stato siano, appunto, parole vuote, abusate , svuotate del loro significato intrinseco. Per come la vedo io “stato” equivale a ” necessità” una sorta di strumento naturale atto a conservare la specie, come il branco per i lupi o lo sciame per le api, l’uomo ha bisogno dello stato per garantirsi la collaborazione finalizzata alla sopravvivenza. Ma se lo stato è una necessità la democrazia è un sistema di gestione, forse nemmeno il migliore, ma quello che si presta meno di altri agli abusi di potere, il cui unico pregio sta tutto sommato nella possibilità dei cittadini di controllare chi è delegato a gestire la collettività. Ma se la democrazia non è un diritto divino e non è in grado di garantire l’esistenza dello stato, che invece è sempre e comunque una necessità,  probabilmente verrà semplicemente sostituita come metodo di gestione, anche contro il volere dei cittadini. Ora… da sempre il cittadino comune è convinto che un paese è democratico quando il popolo può scegliere chi lo governa.ma la democrazia non è solo consenso popolare. Torniamo allora allo Stato e alla sua natura di strumento per assicurare la convivenza; come ogni strumento, anche lo Stato deve avere caratteristiche che lo rendano idoneo alla funzione per cui è progettato. Per esempio deve uniformarsi al fondamentale principio di uguaglianza tra tutti i cittadini. Il principio di uguaglianza esiste non solo perchè sancito dalla costituzione ma perché indispensabile alla sopravvivenza stessa dello Stato. Se fosse legittimo impedire ai cittadini di avere convinzioni religiose (o di non averne affatto) si finirebbe per creare fazioni .alcune privilegiate rispetto ad altre. Così come per i principi fondamentali il diritto all’istruzione e alla salute e tutti gli altri principi sanciti dalla costituzione Se non fossero, questi principi, caratteristiche funzionali allo Stato-strumento, lo stesso non potrebbe assicurare il fine per cui esiste: la convivenza civile. Possiamo concordare allora che la democrazia è, prima ancora che diritto ad eleggere i governanti, certezza che questi utilizzino lo strumento, che gli è stato affidato dal consenso popolare, in maniera corretta, nel rispetto del diritto. Lo Stato non può tollerare violazioni al diritto , ed è irrilevante che vengano praticate con il consenso della maggioranza Nel nostro paese gran parte dei cittadini sembrano non accorgersi che i <strong><em>respingimenti in mare</em></strong> minano le fondamenta stesse della democrazia, che <strong>l&#8217;intolleranza</strong> nei confronti di omosessuali, o credenti in altre religioni , aprono la porta alla violenza; che teorizzare <strong>i limiti alla libertà d&#8217;informazione</strong> è un mezzo per nascondere l’arbitrio e l’illegalità; che la <strong>delegittimazione della legge e della magistratura</strong> sono una strada sicura verso il sopruso e l’anarchia. Ma, che i cittadini se ne rendano conto o meno, alla fine la violazione continua delle caratteristiche dello Stato-strumento ne rende impossibile la gestione: lo Stato si rivela impotente a governare la convivenza. E quando succede non è lo Stato a fallire, nella necessità di avere uno Stato , pur che sia, si ricorrerà ad un metodo di gestione diverso. E io mi auguro proprio di non dover assistere a questa eventualità!</p>
<p><strong><em>Prima sono venuti a prendere gli ebrei,<br />
ed io non ho alzato la voce<br />
perché non ero ebreo.<br />
Poi sono venuti a prendere i comunisti,<br />
ed io non ho alzato la voce<br />
perché non ero comunista,<br />
Poi sono venuti a prendere i sindacalisti,<br />
ed io non ho alzato la voce<br />
perché non ero sindacalista.<br />
Poi sono venuti a prendere me,<br />
ma non era rimasto nessuno<br />
per alzare la voce in mia difesa.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Bertolt Brecht</em></strong></p>
<p>immagine tratta da &#8220;<a href="http://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/02/15/la-personalita-sadica/"> Le urla del Silenzio&#8221;</a></p>
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