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	<title>TrentoAttiva &#187; Acqua pubblica</title>
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	<description>Blog dell&#039;Associazione TrentoAttiva</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 13:01:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Referendum del 12 e 13 giugno &#8211; &#8220;Io vado a votare&#8221;</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2011/06/referendum-del-12-e-13-giugno-io-vado-a-votare/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 13:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[12 13 giugno 2011]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[legittimo impedimento]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 12 e 13 giugno saremo chiamati alle urne per 4 quesiti referendari su temi importantissimi, Acqua, Nucleare e Giustizia:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>QUESITO 1</strong> (scheda rossa) abrogazione dell&#8217;art. 23-bis del Decreto Legge 112/2008, convertito in <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm" target="_blank">Legge 133/2008</a>: si chiede di abrogare la norma che impone di affidare la gestione del servizio idrico a società in cui i soggetti privati detengano almeno il 40%.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Se sei contro la privatizzazione dell&#8217;acqua bene comune, <strong>VOTA SI</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>QUESITO 2</strong> (scheda gialla) abrogazione del comma 1, &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 12 e 13 giugno saremo chiamati alle urne per 4 quesiti referendari su temi importantissimi, Acqua, Nucleare e Giustizia:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>QUESITO 1</strong></span> (scheda rossa) abrogazione dell&#8217;art. 23-bis del Decreto Legge 112/2008, convertito in <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm" target="_blank">Legge 133/2008</a>: si chiede di abrogare la norma che impone di affidare la gestione del servizio idrico a società in cui i soggetti privati detengano almeno il 40%.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-decoration: underline;">Se sei contro la privatizzazione dell&#8217;acqua bene comune, <strong>VOTA SI</strong></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>QUESITO 2</strong></span> (scheda gialla) abrogazione del comma 1, art. 154 del <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl.htm" target="_blank">Decreto Legge 152/2006</a>: si chiede di abrogare la norma che consente al gestore del servizio idrico di aumentare del 7% la bolletta, senza impegni per migliorare la qualità del servizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em>Se sei contro il profitto nella gestione dei servizi e beni comuni, <strong>VOTA SI</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>QUESITO 3</strong></span> (scheda grigia) abrogazione art. 7, comma 1, lettera d del Decreto Legge 112/2008, convertito in Legge 133/2008. Modificato dalla Cassazione in data 1 giugno 2011, abrogazione commi 1 e 8, art. 5 del Decreto Legge 34/2011, convertito il <a href="http://www.mondodiritto.it/normativa/legge/legge-75-2011-conversione-in-legge-su-cultura-stampa-e-televisione-razionalizzazione-dello-spettro-radioelettrico-moratoria-nucleare-cassa-depositi-e-prestiti-e-servizio-sanitario-nazionale.html" target="_blank">Legge 75/2011</a>: si chiede l&#8217;abrogazione di una parte del Decreto Legge che permette la costruzione e l&#8217;utilizzo di nuove centrali nucleari sul territorio italiano</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em>Se sei contro il nucleare, <strong>VOTA SI</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>QUESITO 4</strong></span> (scheda verde) abrogazione art. 1 &#8211; commi 1, 2, 3, 5 , 6 e art. 2 della <a href="http://www.normattiva.it/dispatcher?service=213&amp;fromurn=yes&amp;datagu=2010-04-08&amp;annoatto=2010&amp;numeroatto=51&amp;task=ricercaatti&amp;elementiperpagina=50&amp;redaz=010G0076&amp;newsearch=1&amp;classeprv=1&amp;paginadamostrare=1&amp;tmstp=1302684343744" target="_blank">Legge 51/2010</a>: si chiede di abrogare la norma che prevede il legittimo impedimento per il Presidente del Consiglio e dei Ministri, a comparire in udienza penale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em>Se sei per il principio della Legge uguale per tutti (art. 3 Costituzione Italiana), <strong>VOTA SI</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per la validità di ogni quesito non basterà che vincano i SI, ma bisognerà raggiungere il quorum, cioè il 50%+1 degli aventi diritto al voto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;La libertà non è star sopra un albero/non è neanche il volo di un moscone/la libertà non è spazio libero/Libertà è partecipazione&#8221;</em> (Giorgio Gaber)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Immagine tratta da: repubblica.it</span></p>
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		<item>
		<title>Pubblicità ingannevole: Mineralacqua sanzionata</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2011/02/pubblicita-ingannevole-mineralacqua-sanzionata/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 07:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Andrea Trentini in merito alla pubblicità di Mineralacqua.</p>
<p style="text-align: justify;">«In merito all&#8217;articolo pubblicato sulla protesta dei produttori di minerale contro i contributi per filtri e gasificatori tengo a segnalare che Mineracqua è stata sanzionata per  il messaggio pubblicitario ingannevole  “Acqua minerale. Molto più che potabile”.</p>
<p style="text-align: justify;">La rivista Altreconomia ha potuto visionare in anteprima la pronuncia del Giurì (la decisione è stata presa a fine novembre 2010, ma la sentenza non è stata ancora pubblicata). Tutte &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Andrea Trentini in merito alla pubblicità di Mineralacqua.</p>
<p style="text-align: justify;">«In merito all&#8217;articolo pubblicato sulla protesta dei produttori di minerale contro i contributi per filtri e gasificatori tengo a segnalare che Mineracqua è stata sanzionata per  il messaggio pubblicitario ingannevole  “Acqua minerale. Molto più che potabile”.</p>
<p style="text-align: justify;">La rivista Altreconomia ha potuto visionare in anteprima la pronuncia del Giurì (la decisione è stata presa a fine novembre 2010, ma la sentenza non è stata ancora pubblicata). Tutte le informazioni sul sito <a href="http://altraeconomia.it">altreconomia.it</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché la pubblicità si chiude con la frase “Da un&#8217;informazione trasparente nascono scelte libere”, il Giurì ha ritenuto opportuno censurare anche il metodo utilizzato da Mineracqua, secondo la quale la pubblicità era una forma di contro informazione necessaria per pareggiare il conto con le campagne che la rivista Altreconomia e associazioni libere “hanno promosso verso i cittadini il consumo di acqua potabile a discapito della minerale imbottigliata”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli enti locali e per i cittadini (non solo consumatori) rimane la scelta di preferire l&#8217;acqua fresca e salubre del rubinetto e riflettere sul fatto che trarre profitti dal bene acqua significa ingannare la società. Questa coscienza si è diffusa anche sul principio della gestione del servizio idrico con presenza di soggetti privati su cui vertono i due quesiti approvati dalla Corte Costituzionale e presentati dal composito Forum dei Movimenti per l&#8217;Acqua. Costruire consenso sull&#8217;acqua bene comune e partecipato è ricostruire la nostra democrazia.»</p>
<p style="text-align: right;"><em>Andrea Trentini &#8211; gruppo NonSoloAcqua Rovereto</em></p>
<p style="text-align: right;"><em><a href="http://nonsoloacqua.blogspot.com">http://nonsoloacqua.blogspot.com</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>31 gen 2011 &#8211; tratto dal quotidiano &#8216;Trentino&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Trentino scoppia la guerra dell&#8217;acqua</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I produttori di minerale contro i contributi per filtri e gasificatori</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>di Ubaldo Cordellini</em></p>
<p style="text-align: justify;">TRENTO. Scoppia la guerra dell&#8217;acqua. E&#8217; bastato un disegno di legge firmato da Mauro Ottobre che prevede incentivi e contributi per chi installa apparecchiature per filtrare e gassificare l&#8217;acqua del rubinetto per scatenare la lobby delle minerali. Da Roma si è scomodato addirittura il presidente dei produttori di acqua minerale che ha intimato a Ottobre di modificare la sua proposta. Il disegno di legge di Ottobre prevede, tra le altre cose, che la Provincia stanzi 100 mila euro all&#8217;anno per contributi a pubblici esercizi e privati che installino le apparecchiature per microfiltrare e gasificare l&#8217;acqua del rubinetto. L&#8217;obiettivo del disegno di legge è quello di tutelare l&#8217;ambiente riducendo l&#8217;inquinamento provocato dalle bottiglie in plastica delle acque minerali e dalle emissioni dei tir che trasportano l&#8217;acqua su e giù per il Trentino. Ottobre parte dalla semplice constatazione che l&#8217;acqua in Trentino è di ottima qualità e, quindi, basterebbe un trattamento domestico per renderla ancora migliore e adatta anche ai palati più fini. La proposta di Ottobre, però, non è piaciuta all&#8217;avvocato Ettore Fortuna, presidente di Mineracqua, la Federazione italiana delle industrie delle acque minerali e delle bevande analcoliche. Fortuna ha scritto a Ottobre sostenendo che lo stanziamento di 100 mila euro a favore degli esercenti che acquistino macchinari per microfiltrare e gasificare l&#8217;acqua della rete idrica viola i principi di libera concorrenza sanciti dal Trattato dell&#8217;Unione europea. Per il presidente di Mineracqua «l&#8217;erogazione di sovvenzioni pubbliche a favore dell&#8217;acquisto di macchinari per microfiltrare l&#8217;acqua della rete idrica dà luogo a un&#8217;evidente alterazione del confronto concorrenziale tra quest&#8217;ultima e l&#8217;acqua minerale e, dunque, risulta incompatibile con le norme dell&#8217;Unione europea». Fortuna aggiunge anche che, a suo giudizio, i trattamenti di microfiltrazione non migliorano la qualità dell&#8217;acqua della rete, ma anzi la privano di alcuni elementi indispensabili come il calcio e lo iodio. Infine, per Fortuna, l&#8217;acqua privata del cloro deve essere consumata entro poche ore perché, altrimenti, rischia di essere contaminata. Ottobre, però, non ci sta e ha risposto per le rime al presidente della Federazione dei produttori delle acque minerali: «Il disegno di legge da me firmato non favorisce altre aziende, ma semplicemente a tutelare la salute dei cittadini eliminando l&#8217;inquinamento prodotto dal trasporto e dalle bottiglie di plastica che vengono disperse nell&#8217;ambiente dopo il consumo». Per il consigliere provinciale del Patt, il problema sollevato dal disegno di legge è tutt&#8217;altro che commerciale: «Stiamo parlando di una norma che vuole educare la popolazione a inquinare meno e a rispettare l&#8217;ambiente. Nessuno può convicerci che sia corretto e sano importare acqua da altre regioni facendo fare migliaia di chilometri a camion inquinanti». Ottobre dà atto a Fortuna di essere portatore di legittimi interessi, ma spiega anche che l&#8217;interesse pubblico sia superiore.</p>
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		<title>&#8220;Referendum 2011 &#8211; Due SI in Trentino per l&#8217;acqua bene comune&#8221;</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2011/02/referendum-2011-due-si-in-trentino-per-lacqua-bene-comune/</link>
		<comments>http://www.trentoattiva.it/2011/02/referendum-2011-due-si-in-trentino-per-lacqua-bene-comune/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 12:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La nostra associazione si è schierata al fianco dei movimenti contro la privatizzazione dell’acqua, aderendo, nel novembre del 2009, alla <strong><a href="http://www.trentoattiva.it/2009/11/raccolta-firme-campagna-salva-lacqua/">&#8220;Campagna Salva l&#8217;Acqua&#8221;</a></strong> raccogliendo circa 500 firme per chiedere al Consiglio Comunale e Provinciale una modifica dello statuto riconoscendo l&#8217;acqua come &#8220;Bene pubblico privo di rilevanza economica&#8221;.<br />
Per questo motivo l&#8217;Associazione TrentoAttiva aderisce alla campagna <strong>&#8220;Referendum 2011 &#8211; Due SI in Trentino per l&#8217;acqua bene comune&#8221;</strong>.</p>
<p>Di seguito il comunicato del <strong>&#8220;Movimento Acqua Bene Comune del Trentino&#8221;</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dopo </em>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La nostra associazione si è schierata al fianco dei movimenti contro la privatizzazione dell’acqua, aderendo, nel novembre del 2009, alla <strong><a href="http://www.trentoattiva.it/2009/11/raccolta-firme-campagna-salva-lacqua/">&#8220;Campagna Salva l&#8217;Acqua&#8221;</a></strong> raccogliendo circa 500 firme per chiedere al Consiglio Comunale e Provinciale una modifica dello statuto riconoscendo l&#8217;acqua come &#8220;Bene pubblico privo di rilevanza economica&#8221;.<br />
Per questo motivo l&#8217;Associazione TrentoAttiva aderisce alla campagna <strong>&#8220;Referendum 2011 &#8211; Due SI in Trentino per l&#8217;acqua bene comune&#8221;</strong>.</p>
<p>Di seguito il comunicato del <strong>&#8220;Movimento Acqua Bene Comune del Trentino&#8221;</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dopo la raccolta di 11.000 firme per i referendum contro le privatizzazioni dell’acqua, i Comitati e gli altri soggetti che si sono attivati in Trentino nell’estate del 2010 aprono la campagna per la vittoria dei SI.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le decisioni della Corte costituzionale nn. 24 e 26 del gennaio 2011 hanno dichiarato ammissibili i referendum promossi dai movimenti italiani per l’acqua bene comune che vogliono: a) abrogare le norme che nel 2008-2009 hanno accelerato fortemente la privatizzazione dei servizi idrici (e di quasi tutti gli altri servizi pubblici locali); b) creare alcune delle condizioni necessarie per avviare un processo di ripubblicizzazione dei servizi; c) eliminare lo scandalo della remunerazione automatica garantita al capitale privato investito nel settore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Raggiungere il quorum e vincere con una valanga di SI ha un valore specifico in Trentino: sia per il necessario contributo alla battaglia nazionale sia per battere la privatizzazione strisciante che i servizi idrici subiscono anche in questa Provincia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Contrariamente a quanto prevedono le regole statali, lo Statuto speciale permetterebbe in Trentino esclusivamente gestioni pubbliche basate su servizi comunali in economia e aziende speciali.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Eppure, assumendosi una responsabilità grave, la Provincia di Trento ha voluto aprire al mercato i servizi idrici già nel 1993 ed ha insistito su questa strada fino alle irragionevoli norme della legge finanziaria provinciale 2011 dove (articolo 22) si raccolgono le peggiori indicazioni delle norme nazionali 2008-2009 e si stabilisce che anche in Trentino nelle SpA a capitale misto il socio privato possieda almeno il 40% del capitale sociale. Una decisione che: 1) non ha tenuto conto delle sensibilità espresse da gran parte dei cittadini; 2) è stata mascherata con la necessità di confermare le tradizionali gestioni trentine (che erano invece già garantite dallo Statuto, dalla legge regionale n. 1/1993 e dalla legge provinciale n. 6/2004).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Al di là delle apparenze, la penetrazione delle gestioni privatizzate in Trentino ha raggiunto livelli importanti. Nel 2010, 193 Comuni su 217 mantengono gestioni realmente pubbliche; ma altri 24 (per un totale di circa 200.000 abitanti riforniti) producono il servizio idrico tramite affidamento a SpA che &#8211; miste o di totale proprietà degli enti locali &#8211; sono comunque soggetti di diritto privato tenuti a ricercare profitti di mercato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In Trentino la sfida per la vittoria nei referendum si intreccia con altre sfide decisive.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tra il 2011 e l’inizio del 2012 le Comunità di Valle (che hanno ora la competenza) dovranno stabilire la forma organizzativa del proprio servizio idrico e potranno scegliere tra le 4 soluzioni ancora possibili in questa Provincia: 1) le gestioni comunali in economia associate in convenzione “di territorio”; 2) le aziende speciali o gli enti pubblici economici in assetto consortile; 3) le SpA miste; 4) le SpA a totale capitale pubblico.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’impegno dei movimenti e dei soggetti che hanno promosso il referendum e che si battono per l’acqua bene comune è vigilare che le future scelte raccolgano le preoccupazioni delle collettività, non ignorino le tradizioni di valle, non siano orientate al mercato e quando necessario aprano percorsi di recupero dei servizi oggi affidati alle SpA.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per questo potranno essere ancora utili le modifiche degli  Statuti di Comuni e Comunità di Valle per dichiarare il ciclo idrico come servizio locale di interesse generale che per sua propria natura non è possibile erogare ricorrendo alle regole del mercato e della concorrenza.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma le gestioni pubbliche in economia o tramite aziende non assicurano per definizione  né trasparenza totale né partecipazione ampia delle collettività nelle decisioni. Sarà questo un terreno di confronto, anche per il minimo gratuito di 50 lt/giorno/persona e uno statuto provinciale dei beni comuni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ci sono infine altri obiettivi. La produzione dei servizi idrici è una delle forme degli usi dell’acqua. Le disuguaglianze e le nocività che non vogliamo passano anche in Trentino attraverso gli impieghi irragionevoli, gli sprechi, gli inquinamenti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il movimento per l’acqua bene comune in Trentino, febbraio 2011</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Trento verso la gestione pubblica dell&#8217;acqua</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/12/trento-verso-la-gestione-pubblica-dellacqua/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 15:39:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riportiamo un articolo del <a href="http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/" target="_blank">&#8220;Trentino&#8221;</a> di ieri sul tema dell&#8217;acqua pubblica, di cui si era occupata anche la nostra associazione con la raccolta firme di un anno fa a favore della <a href="http://www.trentoattiva.it/2009/11/raccolta-firme-campagna-salva-lacqua/" target="_self">&#8220;Campagna salva l&#8217;acqua&#8221;</a>, che sembra avviarsi ad una conclusione positiva per la città di Trento e altri comuni della provincia:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;acqua di Trento resterà pubblica<br />
Il Comune verso una società in house, in alleanza con altri municipi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La gestione dell&#8217;acqua a Trento resterà solidamente in mano pubblica. Il &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riportiamo un articolo del <a href="http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/" target="_blank">&#8220;Trentino&#8221;</a> di ieri sul tema dell&#8217;acqua pubblica, di cui si era occupata anche la nostra associazione con la raccolta firme di un anno fa a favore della <a href="http://www.trentoattiva.it/2009/11/raccolta-firme-campagna-salva-lacqua/" target="_self">&#8220;Campagna salva l&#8217;acqua&#8221;</a>, che sembra avviarsi ad una conclusione positiva per la città di Trento e altri comuni della provincia:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;acqua di Trento resterà pubblica<br />
Il Comune verso una società in house, in alleanza con altri municipi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La gestione dell&#8217;acqua a Trento resterà solidamente in mano pubblica. Il Comune deve decidere entro marzo e l&#8217;orientamento è di costituire una società in house pubblica al 100%, possibilmente in alleanza con altri Comuni i cui acquedotti oggi sono gestiti da Dolomiti Energia. Nessuna scelta è ancora stata fatta, ma il tema è tra quelli in cima all&#8217;agenda del sindaco e della giunta comunale, che dovrà esprimersi entro tre mesi. Nelle ultime settimane la questione è stata oggetto di incontri con gli uffici tecnici di palazzo Thun. Acqua.Il via libera del parlamento al decreto Ronchi impedisce ai Comuni di proseguire con l&#8217;affidamento diretto della gestione dell&#8217;acqua (nel caso di Trento a Dolomiti Reti, controllata di Dolomiti Energia) e offre due possibilità: la prima è di fare una gara, affidando così il servizio ai privati; la seconda è costituire una società mista pubblico-privata, dove i privati abbiano una partecipazione non inferiore al 40%. Nel caso del Trentino la legge provinciale ha però previsto una possibile deroga che riguarda le società in house pure, ovvero la possibilità per i Comuni di dar vita a società in house a totale capitale pubblico. Ed è proprio questa la strada che il capoluogo pare orientato a percorrere. Palazzo Thun ha certamente già escluso di procedere con una gara che metta la gestione dell&#8217;acqua in mano ai privati. L&#8217;opzione è quella della società in house, si tratterà di decidere se pura (costituita al 100% da capitale pubblico) o mista, con la presenza dei privati. In questo secondo caso si procederebbe comunque con una gara per il 40% di capitale privato. In entrambe le opzioni sarebbe il Comune a rispondere della gestione avendo il controllo della società. Alleanza tra Comuni.Nel caso di una società totalmente pubblica, opzione in pole position, il rischio più temuto è quello di un&#8217;operazione economicamente non vantaggiosa, visto che si tratta di un servizio dove le tariffe coprono solo una minima parte dei costi. La risposta a questo svantaggio sarebbe un&#8217;alleanza tra più Comuni, che consentirebbe di raggiungere economie di scala, ovvero di abbassare i costi. Si tratta dei 17 Comuni che, oltre a Trento, attualmente hanno la gestione dei loro acquedotti affidata a Dolomiti Energia, una rete di distribuzione di 1,2 chilometri per un bacino di oltre 200 mila abitanti: si tratta di Rovereto, Ala, Albiano, Aldeno, Borgo, Brentonico, Calliano, Civezzano, Fornace, Grigno, Lavis, Mori, Nave S.Rocco, Nomi, Roveré della Luna, Volano e Zambana&#8230;. <a href="http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/12/15/news/l-acqua-di-trento-restera-pubblica-2964749" target="_blank">[Continua]</a></p>
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		<title>L&#8217;Acqua non si vende</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/08/l-acqua-non-si-vende/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Comitato &#8220;Non solo acqua&#8221; di Rovereto:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Abbiamo letto sui giornali di ieri del <a href="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/CSW/c_stampa.nsf/7C13205EAFB138ABC12576470031E7BA/FE5BBB1EF657D974C12577840037CEFC" target="_blank">disegno di legge</a> proveniente direttamente dalla giunta provinciale, firmato dall&#8217;assessore UPT Gilmozzi, per ostacolare la privatizzazione forzata dell&#8217;acqua prevista dal decreto Ronchi, e ci sembra utile provare ad aprire nel merito una discussione, visto che sull&#8217;argomento sono state raccolte 1.400.000 firme per l&#8217;indizione di un referendum nazionale (11.000 nel Trentino).<br />
Chiediamo quindi ospitalità ai vostri giornali per iniziare una discussione </em>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Comitato &#8220;Non solo acqua&#8221; di Rovereto:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Abbiamo letto sui giornali di ieri del <a href="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/CSW/c_stampa.nsf/7C13205EAFB138ABC12576470031E7BA/FE5BBB1EF657D974C12577840037CEFC" target="_blank">disegno di legge</a> proveniente direttamente dalla giunta provinciale, firmato dall&#8217;assessore UPT Gilmozzi, per ostacolare la privatizzazione forzata dell&#8217;acqua prevista dal decreto Ronchi, e ci sembra utile provare ad aprire nel merito una discussione, visto che sull&#8217;argomento sono state raccolte 1.400.000 firme per l&#8217;indizione di un referendum nazionale (11.000 nel Trentino).<br />
Chiediamo quindi ospitalità ai vostri giornali per iniziare una discussione che è urgente, intrecciandosi qui da noi con il tema delle Comunità di Valle di prossima elezione (ottobre), visto che fra i compit delle stesse è prevista anche la gestione associata degli acquedotti.<br />
A quanto abbiamo capito dagli articoli di ieri, l&#8217;idea di Gilmozzi sarebbe quella di svincolare i comuni trentini dall&#8217;obbligo previsto da Ronchi di cedere i propri servizi idrici a società nelle quali, anche se miste pubblico/privato, i privati abbiano un ruolo di fatto dirigente, sviluppando quindi la vocazione a realizzare profitti privati sull&#8217;acqua.<br />
Ma bisogna ricordare che la gestione privata dell&#8217;acqua non è stata &#8220;inventata&#8221;  da Ronchi, ma viene avanti da decenni sospinta da normative anche precedenti, e dalla sempre maggior difficoltà in cui si trovano i comuni italiani, colpiti da continue sottrazioni di risorse, che rendono difficile condurre direttamente quelle che ormai devono essere gestioni industriali dei servizi idrici. Che la privatizzazione non l&#8217;abbia inventata Ronchi lo dimostra anche la situazione trentina, dove chi serve il maggior numero di utenze, circa il 40% (comprese le due aree urbane di Trento e Rovereto), è già una Spa con il &#8220;privato&#8221; a quota 38%, Dolomiti Reti, non molto lontano quindi da quel &#8220;almeno 40%&#8221; previsto dal decreto Ronchi. Gli abitanti di Trento e Rovereto, insomma, già pagano, con le loro bollette, profitti ai privati. La proposta Gilmozzi quindi farebbe cadere gli obblighi ad una privatizzazione &#8220;tutto e subito&#8221;, ma lascerebbe operative le pressioni più soft che hanno già portato, intanto, ad una privatizzazione in quelle aree in cui il servizio ha sicura ed immediata appetibilità per il privato. La privatizzazione potrebbe poi procedere comunque lo stesso, solo più tortuosamente affidata ai problemi tecnici e di bilancio a cui i comuni verrebbero lasciati. Una alternativa potrebbe essere invece puntare ad un consolidamento delle gestioni pubbliche tramite forme consortili (Comunità di Valle?), in grado di partire da dimensioni adeguate per gestioni industriali del servizio, e mettendo risorse in comune, ma con gli strumenti di controllo ben in mano ai<br />
cittadini, tramite istituzioni pubbliche votate non a produrre profitti per qualcuno, ma servizi per tutti, ai soli costi di esercizio.<br />
Ma c&#8217;è anche un&#8217;altra questione che ipoteca gli esiti della proposta di legge Gilmozzi. Il decreto Ronchi vale per tutto il territorio nazionale, mentre Gilmozzi tenta di creare delle protezioni locali basandosi sulle specificità locali. Una sorta di &#8220;via autonomistica&#8221;, ma quando è passato a livello nazionale il decreto Ronchi (autunno 2009) la Provincia non lo ha contestato in base alle proprie competenze primarie in materia di acqua, quindi la via è comunque stretta.<br />
Noi crediamo dunque che solo l&#8217;effettiva indizione del referendum (come quasi un milione e mezzo di cittadini hanno chiesto) ed una vittoria del fronte anti-privatizzazione garantirebbe davvero il diritto pubblico (sociale) all&#8217;acqua, creando le condizioni per affrontare tutte le questioni relative nell&#8217;ottica del bene comune, invece che in quello dell&#8217;interesse privato di qualcuno. Invitamo quindi anche la giunta provinciale a prendere posizione a favore del referendum, ed a spendersi per un suo buon esito preparandosi a contribuire anche con i suoi mezzi a portare i cittadini al voto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Roberto Antolini e Andrea Trentini, per il gruppo <a href="http://nonsoloacqua.blogspot.com/" target="_blank">Nonsoloacqua di Rovereto</a></em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Raccolte in Trentino più di 11mila firme</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/07/raccolte-in-trentino-piu-di-11mila-firme/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 17:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Brogin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Petizioni]]></category>
		<category><![CDATA[acqua bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[bene pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[privatizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[quorum]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum acqua pubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>COMUNICATO STAMPA<br />
Referendum contro la privatizzazione dell’acqua<br />
Raccolte in Trentino più di 11mila firme</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un milione di firme per l&#8217;acqua pubblica.<br />
Una campagna referendaria sicuramente nuova e diversa, che ha visto la partecipazione di molteplici forze sociali e politiche all&#8217;interno di una piattaforma comune e condivisa.<br />
Ma soprattutto una campagna che ha vissuto del sostegno della popolazione che da lungo tempo non partecipava così attivamente e consapevolmente ad una lotta dal basso per la riappropriazione di un diritto inalienabile e &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>COMUNICATO STAMPA<br />
Referendum contro la privatizzazione dell’acqua<br />
Raccolte in Trentino più di 11mila firme</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un milione di firme per l&#8217;acqua pubblica.<br />
Una campagna referendaria sicuramente nuova e diversa, che ha visto la partecipazione di molteplici forze sociali e politiche all&#8217;interno di una piattaforma comune e condivisa.<br />
Ma soprattutto una campagna che ha vissuto del sostegno della popolazione che da lungo tempo non partecipava così attivamente e consapevolmente ad una lotta dal basso per la riappropriazione di un diritto inalienabile e di un bene comune, come l&#8217;acqua.<br />
La campagna referendaria “L’acqua non si vende” lanciata il 25 aprile scorso a livello nazionale, dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, ha registrato un risultato che ha superato ogni aspettativa: le firme raccolte hanno raggiunto il milione.<br />
A questa battaglia  ha contribuito significativamente anche il Trentino, che grazie alla straordinaria partecipazione della popolazione è riuscito a raccogliere e a spedire al Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;acqua oltre undicimila firme, superando di gran lunga l&#8217;obiettivo fissato per la nostra provincia.<br />
Dal lancio della campagna, simbolicamente fissata il 25 Aprile per chiedere la “Liberazione dell&#8217;acqua”, si è costruita su tutto il territorio trentino una rete, che nelle settimane di raccolta firme, si è sempre più allargata.<br />
Una rete che ha coinvolto in prima linea cittadini consapevoli ed entusiasti, che si sono riuniti spontaneamente e si sono resi disponibili durante tutta la  fase di raccolta  firme e soprattutto durante le fasi, dure ed impegnative, di certificazione delle firme raccolte.<br />
Un lavoro impegnativo, che non ha dissuaso coloro i quali si sono impegnati in questa lotta, a continuare ad impegnarsi fino alla fine, affinché lo sforzo iniziale si realizzasse come una vittoria a livello sociale e come chiaro messaggio a livello politico.<br />
Ma la lotta per la riappropriazione della reale capacità decisionale in merito alla gestione dei servizi idrici non si ferma qui.<br />
La campagna ha solamente concluso la prima fase in cui con forza è emersa la voce delle cittadine e dei cittadini, decisi nel difendere l&#8217;accesso ai propri diritti e  a ribadire  che “l&#8217;acqua è un diritto, non una merce”.<br />
Ci aspetta ora un anno intenso di organizzazione, di informazione e confronto in cui saremo tutte e tutti chiamati a continuare a diffondere questo messaggio  affinché si raggiunga il quorum al momento del voto.<br />
Inoltre crediamo che la lotta per la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua sia solo il primo passo per l&#8217;elaborazione e la sperimentazione di nuove forme di democrazia partecipativa e dal basso, per la riappropriazione non solo formale ma sostanziale della capacità decisionale, laddove la politica istituzionale risponde e si sottomette ad interessi economici e speculativi.<br />
Affermiamo oggi che l&#8217;acqua è un diritto e non una merce, ma guardiamo al domani con la consapevolezza che un altro mondo e un diverso ordine sociale siano possibili e che la lotta per la riappropriazione di ciò che è nostro è solo all&#8217;inizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comitato Promotore Referendum Acqua Pubblica Trentino</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Trentino, 11 luglio 2010</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Referendum: non confondiamo le acque&#8230;</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/05/referendum-non-confondiamo-le-acque/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 10:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[forum dell'acqua]]></category>
		<category><![CDATA[idv]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È partita da qualche giorno  la raccolta firme per i referendum contro la privatizzazione dell&#8217;acqua: <a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&#38;view=category&#38;layout=blog&#38;id=34&#38;Itemid=53">tre i quesiti</a> proposti dal Forum dei movimenti dell&#8217;acqua, dopo essere stati  condivisi da tanti comitati territoriali, sono stati studiati nei minimi particolari dai giuristi incaricati per scongiurarne l&#8217;inammissibilità. Un percorso, quello del forum, all&#8217;insegna della trasparenza, della  democrazia partecipativa e in nome  del bene comune.</p>
<strong>Analizziamoli dunque uno per uno.</strong>
<strong>Primo quesito</strong>: fermare la privatizzazione dell’acqua
<p style="text-align: justify;">Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È partita da qualche giorno  la raccolta firme per i referendum contro la privatizzazione dell&#8217;acqua: <a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=34&amp;Itemid=53">tre i quesiti</a> proposti dal Forum dei movimenti dell&#8217;acqua, dopo essere stati  condivisi da tanti comitati territoriali, sono stati studiati nei minimi particolari dai giuristi incaricati per scongiurarne l&#8217;inammissibilità. Un percorso, quello del forum, all&#8217;insegna della trasparenza, della  democrazia partecipativa e in nome  del bene comune.</p>
<h3><strong>Analizziamoli dunque uno per uno.</strong></h3>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Primo quesito</strong>: fermare la privatizzazione dell’acqua</h4>
<p style="text-align: justify;">Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n.133/2008, relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.</p>
<p style="text-align: justify;">Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.</p>
<h4><strong>Secondo quesito</strong> : aprire la strada della ripubblicizzazione</h4>
<p style="text-align: justify;">Si propone l’abrogazione dell’art. 150 (quattro commi) del D. Lgs. n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), relativo alla scelta della forma di gestione e procedure di affidamento, segnatamente al servizio idrico integrato.</p>
<p style="text-align: justify;">L’articolo definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la gestione attraverso Società per Azioni a capitale misto pubblico/privato o a capitale interamente pubblico. L’abrogazione di questo articolo non consentirebbe più il ricorso né alla gara, né all’affidamento della gestione a società di capitali, favorendo il percorso verso l’obiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico,ovvero la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali. Darebbe inoltre ancor più forza a tutte le rivendicazioni per la ripubblicizzazione in corso in quei territori che già da tempo hanno visto il proprio servizio idrico affidato a privati o a società a capitale misto.</p>
<h4><strong>Terzo quesito</strong>: eliminare i profitti dal bene comune acqua</h4>
<p style="text-align: justify;">Si propone l’abrogazione dell&#8217;art. 154 del Decreto Legislativo n.152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’“adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.</p>
<p>Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si eliminerebbe il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici, avviando l’espropriazione alle popolazioni di un bene comune e di un diritto umano universale.</p>
<p style="text-align: justify;">MA&#8230;. in questi giorni i cittadini trovano nelle vie e nelle piazze delle loro città, oltre ai banchetti del Comitato Promotore, quelli di  di IDV che promuove un proprio referendum abrogativo sul tema dell&#8217; acqua unitamente a quello sul legittimo impedimento e sul nucleare. Il partito non ha, evidentemente, voluto rinunciare  a correre da solo, nonostante il comitato promotore  abbia perseguito con tutti i mezzi il dialogo per scongiurare inutili doppioni. Il mio modesto parere è che questo irrigidimento sulle proprie posizioni, riguardo a un tema così delicato e vitale , denota una mancanza di rispetto e di sensibilità verso la società civile che si è mobilitata con convinzione, autodeterminazione e intelligenza. L&#8217;iniziativa referendaria dell&#8217; IDV oltre che generare confusione nella gente sul tema specifico ha contribuito a implementare il già alto tasso di sfiducia dei cittadini verso strumenti partecipativi come il referendum. Accade spesso che, ai banchetti, i volontari  si sentano dire ..&#8221; ma io ho già firmato quello dell&#8217; IDV&#8221;", costringendo ad  entrare  in complicate  ed estenuanti spiegazioni sulle fondamentali differenze tecniche tra i due referendum.</p>
<p>Le differenze  sono  naturamente importanti  visto che  il  <a href="http://www.3referendum.it/nessuna-categoria/acqua-quesito-referendario">quesito dell IDV</a> non interviene né sull&#8217;articolo 150 del 152 né sulla versione pre-<a href="http://liberlex.altervista.org/blog/2009/11/testo-decreto-legge-25-settembre-2009decreto-ronchi-privatizzazione-acqua/">decreto Ronchi</a> del 23bis,  e  non intacca in alcun modo la questione fondamentale della sottrazione alle regole del mercato dell&#8217; acqua,  bene comune per eccellenza. Il combinato disposto del <a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/">forum </a> dei movimenti dell&#8217;acqua elimina alla radice il problema, sottraendo il Servizio Idrico Integrato dall&#8217;obbligo dell&#8217;affidamento a società di capitali.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217; atteggiamento dell IDV non trova giustificazioni nel rifiuto da parte del comitato  di accettare  un partito fra i firmatari dell&#8217;inizitiva referendaria. Il comitato nasce infatti  necessariamente apartitico  in quanto l&#8217;acqua  non ha e non deve avere bandiere né colore politico. A mio modesto parere i vertici del partito hanno perso una preziosa occasione per dimostrare di stare dalla parte dei cittadini, del  bene comune, senza se e senza ma.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Foto tratta da <a href="http://1.bp.blogspot.com/_D6gnzb-BYEM/SwP9MNYz1QI/AAAAAAAABuY/GxEG4lAPKo0/s400/privatizzazione-acqua-324x2.jpg">http://1.bp.blogspot.com/</a>.</h5>
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		<title>ACQUA SUL MERCATO</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 17:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 11 aprile 2010; 20:30 a 23:30. ] <table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">11 aprile 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">20:30</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:30</td></tr></table><strong>LA GESTIONE DELL’ ACQUA COME BENE COMUNE</strong>
<p style="text-align: justify;">La situazione in Trentino presentata da Gianfranco Poliandri del Comitato Acqua Bene Comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Incontro e dibattito con padre Alex Zanotelli, voce del Forum italiano dei movimenti per l’acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Promuovono: Acli Destra Adige – NonSoloAcqua</p>
<p style="text-align: justify;">Comitato Pace e Diritti Umani di Rovereto</p>
<p style="text-align: justify;">Castelbarco di Pomarolo &#8211; Zampograno Lagaro</p>
<p style="text-align: justify;">Aderisce Villa Invita e Comitato Acqua Bene Comune del Trentino&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">11 aprile 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">20:30</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:30</td></tr></table><h4><strong>LA GESTIONE DELL’ ACQUA COME BENE COMUNE</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">La situazione in Trentino presentata da Gianfranco Poliandri del Comitato Acqua Bene Comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Incontro e dibattito con padre Alex Zanotelli, voce del Forum italiano dei movimenti per l’acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Promuovono: Acli Destra Adige – NonSoloAcqua</p>
<p style="text-align: justify;">Comitato Pace e Diritti Umani di Rovereto</p>
<p style="text-align: justify;">Castelbarco di Pomarolo &#8211; Zampograno Lagaro</p>
<p style="text-align: justify;">Aderisce Villa Invita e Comitato Acqua Bene Comune del Trentino</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Acqua in borsa!</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/02/acqua-in-borsa/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 17:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 6 marzo 2010; 15:00 a 18:00. ] <table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">6 marzo 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">15:00</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">18:00</td></tr></table><p>SERVIZI IDRICI IN MANO AL MERCATO. LA SITUAZIONE IN TRENTINO</p>
<p><strong>Sabato 6 marzo ore 15 &#8211; Sala di rappresentanza del consiglio regionale, piazza Dante &#8211; Trento</strong></p>
<p>Interverranno:</p>
<p>- <strong> Alberto Lucarelli</strong>, Ordinario di Diritto Pubblico presso l&#8217; Università di Napoli Federico II</p>
<p>- <strong>Severo Lutrario</strong>, Forum italiano dei movimenti per l&#8217;acqua</p>
<p>Coordina e introduce <strong>Francesca Caprini</strong>, Comitato Trentino Acqua Bene Comune</p>
<p style="text-align: justify;">Nel seconda parte del convegno sono invitati ad intervenire Sindaci, amministratori, &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">6 marzo 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">15:00</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">18:00</td></tr></table><p>SERVIZI IDRICI IN MANO AL MERCATO. LA SITUAZIONE IN TRENTINO</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sabato 6 marzo ore 15 &#8211; Sala di rappresentanza del consiglio regionale, piazza Dante &#8211; Trento</strong></span></p>
<p>Interverranno:</p>
<p>- <strong> Alberto Lucarelli</strong>, Ordinario di Diritto Pubblico presso l&#8217; Università di Napoli Federico II</p>
<p>- <strong>Severo Lutrario</strong>, Forum italiano dei movimenti per l&#8217;acqua</p>
<p>Coordina e introduce <strong>Francesca Caprini</strong>, Comitato Trentino Acqua Bene Comune</p>
<p style="text-align: justify;">Nel seconda parte del convegno sono invitati ad intervenire Sindaci, amministratori, rappresentanti di associazioni ed enti locali che negli anni si sono impegnati nella salvaguardia dell&#8217;acqua come bene comune e della sua gestione pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Parlamento ha appena approvato norme per la privatizzazione definitiva dei servizi idrici in Italia. Ci aspettano tariffe più alte, meno investimenti, più licenziamenti, ma alti profitti per i gestori. Il Trentino, a suo modo e in silenzio, partecipa a questo processo.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;incontro sarà possibile prenotarsi per la partecipazione alla manifestazione del 20 marzo a Roma lanciata dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Info:<a href="http://www.yaku.eu/" target="_blank"> http://www.yaku.eu/</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sesta riunione del comitato trentino Acqua Bene Comune</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/02/sesta-riunione-del-comitato-trentino-acqua-bene-comune/</link>
		<comments>http://www.trentoattiva.it/2010/02/sesta-riunione-del-comitato-trentino-acqua-bene-comune/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 12:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 25 febbraio 2010; 20:30 a 23:30. ] <table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">25 febbraio 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">20:30</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:30</td></tr></table><p style="text-align: justify;">L’acqua partecipata verso l’incontro pubblico.<br />
<strong>Giovedì 25 febbraio  alle 20.30</strong>, il comitato spontaneo della gente trentina in difesa  dell’acqua pubblica – il comitato trentino Acqua Bene Comune – si  rincontra per la sesta volta, nella sala messa a disposizione del <strong>Centro  Sociale Bruno, in Via Dogana 1 a Trento. </strong></p>
<p>Ordine del giorno:<br />
-  Organizzazione del convegno di sabato 6 marzo<br />
- Resoconto assemblea  di Bologna<br />
- Aspetti organizzativi manifestazione del 20 marzo<br />
-  &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">25 febbraio 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">20:30</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:30</td></tr></table><p style="text-align: justify;">L’acqua partecipata verso l’incontro pubblico.<br />
<strong>Giovedì 25 febbraio  alle 20.30</strong>, il comitato spontaneo della gente trentina in difesa  dell’acqua pubblica – il comitato trentino Acqua Bene Comune – si  rincontra per la sesta volta, nella sala messa a disposizione del <strong>Centro  Sociale Bruno, in Via Dogana 1 a Trento. </strong></p>
<p>Ordine del giorno:<br />
-  Organizzazione del convegno di sabato 6 marzo<br />
- Resoconto assemblea  di Bologna<br />
- Aspetti organizzativi manifestazione del 20 marzo<br />
-  Varie ed eventuali</p>
<p>L&#8217;incontro è aperto a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">info: <a href="mailto:yakufran@gmail.com">yakufran@gmail.com</a> // <a href="mailto:yabastatrento@gmail.com">yabastatrento@gmail.com</a></p>
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		<title>Acqua pubblica, 20 Marzo 2010: manifestazione nazionale a Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 05:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>di <a href="http://www.acquabenecomune.org/" target="_blank">Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua</a></strong></p>
<p>Insieme, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, abbiamo contrastato i processi di privatizzazione dell’acqua portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.Insieme abbiamo costituito il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.Mentre la &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di <a href="http://www.acquabenecomune.org/" target="_blank">Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua</a></strong></p>
<p>Insieme, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, abbiamo contrastato i processi di privatizzazione dell’acqua portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.Insieme abbiamo costituito il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.Mentre la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari,l’attuale Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, leggi che consegnano l’acqua ai privati e alle multinazionali (art. 23bis, integrato dall’ art. 15- decreto Ronchi).Non abbiamo alcuna intenzione di permetterglielo. La nostra esperienza collettiva, plurale e partecipativa è il segno più evidente di una realtà vasta e diffusa, di un movimento vero e radicato nei territori, che ha costruito consapevolezza collettiva e capacità di mobilitazione, sensibilizzazione sociale e proposte alternative. Chiamiamo tutte e tutti ad una manifestazione nazionale a Roma sabato 20 marzo, per bloccare le politiche di privatizzazione dell’acqua, per riaffermarne il valore di bene comune e diritto umano universale, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa, per chiedere l’approvazione della nostra legge d’iniziativa popolare, per dire tutte e tutti assieme “L’acqua fuori dal mercato!”. Nella nostra esperienza di movimenti per l’acqua, ci siamo sempre mossi con la consapevolezza che quanto si vuole imporre sull’acqua e in ciascun territorio è solo un tassello di un quadro molto più ampio che riguarda tutti i beni comuni, attraversa l’intero pianeta e vuol mettere sul mercato la vita delle persone. La perdurante crisi economica, ambientale, alimentare e di democrazia, è la testimonianza dell’insostenibilità dell’attuale modello di produzione, consumi e vita. Il recente fallimento del summit ONU di Copenaghen è solo l’ultimo esempio dell’inadeguatezza delle politiche liberiste e mercantili, incapaci di rispondere ai diritti e ai bisogni dell’umanità. Se il mercato ha prodotto l’esasperazione delle diseguaglianze sociali, la cronicità della devastazione ambientale e climatica, la drammaticità di grandi migrazioni di massa, non può essere lo stesso mercato a porvi rimedio. Analogamente alle battaglie sull’acqua, in questi anni e in moltissimi territori, sono nate decine di altre resistenze in difesa dei beni comuni. Significative mobilitazioni popolari, capaci di proposte alternative nel segno della democrazia condivisa, stanno tenacemente contrastando la politica delle “grandi opere” devastatrici dei territori, una gestione dei rifiuti legata al business dell’incenerimento, un modello energetico dissipatorio e autoritario, basato su impianti nocivi ed ora anche sul nucleare. Rappresentano esperienze, culture e storie anche molto diverse fra loro, ma ugualmente accomunate dalla voglia di trasformare questo insostenibile modello sociale, difendendo i beni comuni contro la mercificazione, la salute contro tutte le nocività, i territori contro le devastazioni ambientali. Chiamiamo tutte queste realtà a costruire assieme la manifestazione nazionale di sabato 20 marzo. Ciascuna con la propria esperienza e specificità, ciascuna con la propria ricchezza e capacità. Pensiamo che la manifestazione, oltre ad essere un importante ed unificante momento di lotta, ponga con intelligenza e determinazione la questione della democrazia partecipativa, ovvero l’inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla gestione dell’acqua e dei beni comuni, del territorio e dell’energia, della salute e del benessere sociale. Consapevoli delle nostre differenze, accomunati dal medesimo desiderio di un altro mondo possibile.</p>
<p>Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e-mail: <a href="mailto:segreteria@acquabenecomune.org">segreteria@acquabenecomune.org</a></p>
<p>Tratto da: <a href="http://www.gliitaliani.it" target="_blank">www.gliitaliani.it</a></p>
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		<title>L&#8217;acqua &#8211; un bene prezioso, un bene pubblico</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 09:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro I.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 1 marzo 2010; 20:30 a 23:30. ] <table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">1 marzo 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">20:30</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:30</td></tr></table><p>Lunedì 1 Marzo, presso la Sala Consigliare del Comune di Comano Terme, Ponte Arche, si terrà l&#8217;incontro in oggetto.</p>
<p>Scarica qui sotto il volantino:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/02/acqua-bene-prezioso.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-825" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/02/acqua-bene-prezioso-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">1 marzo 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">20:30</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:30</td></tr></table><p>Lunedì 1 Marzo, presso la Sala Consigliare del Comune di Comano Terme, Ponte Arche, si terrà l&#8217;incontro in oggetto.</p>
<p>Scarica qui sotto il volantino:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/02/acqua-bene-prezioso.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-825" src="http://www.trentoattiva.it/wp-content/uploads/2010/02/acqua-bene-prezioso-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a></p>
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		<title>Quinta riunione del Comitato Acqua Bene Pubblico di Trento</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 14:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro I.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 15 febbraio 2010; 20:30 a 23:30. ] <table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">15 febbraio 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">20:30</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:30</td></tr></table><p style="text-align: justify;">Lunedì sera alle 20.30, il comitato spontaneo della gente trentina in difesa dell’acqua pubblica – Comitato Acqua Bene Comune Trentino &#8211; si rincontra per la quinta volta, nella sala messa a disposizione del Centro Sociale Bruno, in Via Dogana a Trento.</p>
<p style="text-align: justify;">Principale tema della riunione sarà l’organizzazione di un evento studio sulla gestione dell’acqua nella Provincia di Trento, previsto per l&#8217;inizio di marzo, che prevede un dibattito aperto ed un confronto con alcuni esperti, &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">15 febbraio 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">20:30</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:30</td></tr></table><p style="text-align: justify;">Lunedì sera alle 20.30, il comitato spontaneo della gente trentina in difesa dell’acqua pubblica – Comitato Acqua Bene Comune Trentino &#8211; si rincontra per la quinta volta, nella sala messa a disposizione del Centro Sociale Bruno, in Via Dogana a Trento.</p>
<p style="text-align: justify;">Principale tema della riunione sarà l’organizzazione di un evento studio sulla gestione dell’acqua nella Provincia di Trento, previsto per l&#8217;inizio di marzo, che prevede un dibattito aperto ed un confronto con alcuni esperti, per tracciare un quadro il più esaustivo possibile sulle gestioni dell’acqua presenti in Trentino, e sulle posizioni della PAT nei confronti del Decreto Ronchi, il 135/09, che obbliga a livello nazionale, la messa a gara delle reti idriche.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà anche discussa la partecipazione come comitato alla manifestazione nazionale del 20 marzo a Roma in difesa dell’acqua indetta dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, nonchè dell’iter referendario intrapreso a livello nazionale dai movimenti per l’acqua, associazioni, sindacati e dalle forze politiche all’opposizione ed extraparlamentari, che però non saranno incluse – simbolicamente &#8211; nel comitato promotore, in mano ad una società civile vogliosa di rinnovare la politica, partendo dal basso, dall’acqua per tutti,  diritto di tutti.</p>
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		<title>A quando Trento ?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 17:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Torino acqua pubblica raccolta firme]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Torino è la prima grande città italiana a deliberare una modifica dello Statuto che impegna la Città a mantenere in mano interamente pubblica gli impianti e la gestione senza scopo di lucro del servizio idrico integrato&#8230;&#8230;&#8230;&#8221;<a href="http://www.acquapubblicatorino.org/">Acquapubblicatorino</a></p>
<p style="text-align: justify;">Come associazione , in quanto aderenti al &#8220;Comitato  Trentino Acqua Bene Comune&#8221; abbiamo promosso una<a href="http://www.trentoattiva.it/2009/12/ripubblicizzazione-dellacqua-resoconto-raccolta-firme/"> raccolta firme </a>per chiedere  al comune di Trento di riconoscere nel proprio statuto l&#8217;acqua come bene comune e non soggetto a mercificazione. Siamo lontani dal risultato dei nostri &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torino è la prima grande città italiana a deliberare una modifica dello Statuto che impegna la Città a mantenere in mano interamente pubblica gli impianti e la gestione senza scopo di lucro del servizio idrico integrato&#8230;&#8230;&#8230;&#8221;<a href="http://www.acquapubblicatorino.org/">Acquapubblicatorino</a></p>
<p style="text-align: justify;">Come associazione , in quanto aderenti al &#8220;Comitato  Trentino Acqua Bene Comune&#8221; abbiamo promosso una<a href="http://www.trentoattiva.it/2009/12/ripubblicizzazione-dellacqua-resoconto-raccolta-firme/"> raccolta firme </a>per chiedere  al comune di Trento di riconoscere nel proprio statuto l&#8217;acqua come bene comune e non soggetto a mercificazione. Siamo lontani dal risultato dei nostri amici torinesi, ma crediamo fermamente di essere sulla buona strada e a questo proposito segnaliamo la<a href="http://www.petizionionline.it/petizione/ripubblicizzazione-del-servizio-idrico-integrato-provincia-autonoma-di-trento/460"> Petizione Online </a></p>
<p><em><strong>Firmate e diffondete !!</strong></em></p>
<p>Torino ha dimostrato che  <em>Insieme si può</em></p>
<p><a href="http://www.petizionionline.it/petizione/ripubblicizzazione-del-servizio-idrico-integrato-provincia-autonoma-di-trento/460"><br />
</a></p>
<p><a href="http://www.petizionionline.it/petizione/ripubblicizzazione-del-servizio-idrico-integrato-provincia-autonoma-di-trento/460"><br />
</a></p>
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		<title>Quarta riunione Comitato Trentino Acqua Bene Comune</title>
		<link>http://www.trentoattiva.it/2010/02/quarta-riunione-comitato-trentino-acqua-bene-comune/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 10:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TrentoAttiva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 4 febbraio 2010; 20:30 a 23:30. ] <table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">4 febbraio 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">20:30</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:30</td></tr></table><p>Questa sera, presso il CS Bruno, alle ore 20:30, si terrà la quarta riunione del Comitato Trentino &#8220;Acqua Bene Comune&#8221;.</p>

<p style="text-align: justify;">Il parlamento tre mesi fa ha accelerato il processo di privatizzazione della gestione dell’acqua e ha imposto agli enti locali di mettere questo servizio a gara. Da quel momento metà Italia è in fibrillazione.</p>
<p>Regioni come la Lombardia, il Piemonte, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, l’Alto Adige e centinaia di comuni e province &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">4 febbraio 2010</td></tr><tr><td class="ec3_start">20:30</td><td class="ec3_to">a</td><td class="ec3_end">23:30</td></tr></table><p>Questa sera, presso il CS Bruno, alle ore 20:30, si terrà la quarta riunione del Comitato Trentino &#8220;Acqua Bene Comune&#8221;.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il parlamento tre mesi fa ha accelerato il processo di privatizzazione della gestione dell’acqua e ha imposto agli enti locali di mettere questo servizio a gara. Da quel momento metà Italia è in fibrillazione.</p>
<p>Regioni come la Lombardia, il Piemonte, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, l’Alto Adige e centinaia di comuni e province oggi gestiscono direttamente il sevizio idrico e forniscono un ottimo servizio ai cittadini. Milioni di italiani rischiano di non poter godere più di un servizio efficiente ad un prezzo equo.</p>
<p>In alcune regioni e province, società private hanno già da anni mano libera per la gestione degli acquedotti e decine di comitati dei cittadini contestano dati alla mano la loro gestione. “Presadiretta” ha toccato alcuni punti dolenti:</p>
<p>ad Agrigento, con le tariffe più costose di Italia, l’acqua arriva a singhiozzo appena qualche ora ogni settimana;</p>
<p>ad Arezzo, le bollette sono molto salate (terze in Italia) e gli investimenti dell’azienda che distribuisce l’acqua sono sotto la media nazionale;</p>
<p>ad Aprilia il consiglio di stato ha dato ragione al comitato dei cittadini e al movimento dei sindaci che si battono per riprendersi la gestione dell’acqua.</p>
<p>E mentre in Italia si spinge sulla privatizzazione, in Francia si sta andando nella direzione opposta:</p>
<p>con ACQUARUBATA siamo andati a vedere perché il comune di Parigi ha deciso, a 25 anni dalla privatizzazione, di riprendersi la gestione dell’acqua.</p>
<p>ACQUARUBATA affronta anche l’annosa questione delle “acque minerali”: un’acqua letteralmente “regalata”: le società che producono e imbottigliano acqua minerale pagano alle regioni canoni ridicoli per l’utilizzo delle sorgenti.</p>
<p>ACQUARUBATA è un viaggio nel mondo dell’ “acqua pubblica” e dell’ “acqua privata” e cerca di rispondere a questa domanda: è giusto e sensato che a decidere la gestione e l’utilizzo dell’acqua, un bene essenziale per la sopravvivenza, sia una società che ha l’obbligo di guadagnarci sopra?</p>
<p>ACQUARUBATA e&#8217; un racconto di Domenico Iannacone, Danilo Procaccianti, Vincenzo Guerrizio e Riccardo Iacona.</p>
</blockquote>
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