Aldo Moro, un caso aperto

volTRENTOattiva_aldoMORO_15-page-001Il 9 maggio 1978, il Prof. Franco Tritto riceve la telefonata del brigatista Valerio Morucci che gli chiede, quale ultima volontà dell’onorevole Aldo Moro, di informare la famiglia che troveranno il corpo dell’onorevole in una renault 4 rossa in via Caetani.

Finisce così, a distanza di di 55 giorni dal suo rapimento (avvenuto in data 16 marzo 1978 nel quale perirono tutti gli uomini della scorta), la vita di uno dei più grandi statisti della Repubblica Italiana. Con la sua morte inizia il declino lento ma inesorabile della prima repubblica e anche delle brigate rosse.

Ormai sono passati quasi quarant’anni, svariate sono le ipotesi fatte sul sequestro e l’omicidio di Moro tra cui il fatto che proprio quel giorno avrebbero votato in parlamento il concordato storico che prevedeva l’entrata del PCI nella maggioranza di governo, con l’intervento dei servizi segreti americani per impedire questa alleanza.

Se le BR avessero dovuto eliminare Moro, perché non l’hanno fatto subito? Perchè hanno aspettato 55 interminabili giorni? Perché non accettarono la mediazione del Papa ed in particolare i 10 miliardi di lire che il Papa offrì quale riscatto per la liberazione di Moro? Era veramente la liberazione di Curcio e di altri brigatisti rinchiusi in carcere e condannati, ciò che le BR volevano o forse che venissero riconosciute come partito?

Cercheremo di dare una risposta a queste ed altre domande giovedì 29 ottobre, ore 20.30, presso la Sala Volksbank (Spazio archeologico) in Piazza Lodron. Saranno presenti:

  • Pino Casamassima, autore del libro “Troveranno il corpo: il caso Moro”;
  • Luciano Azzolini, giornalista;

Moderatore: Paolo Morando, vice capo redattore de “Il Trentino”.

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