Mostra Sloi….un anno dopo

Sloi14Un anno è ormai passato da quando la nostra associazione, in collaborazione col Museo Storico Trentino, inaugurava presso le Gallerie di Piedicastello la mostra fotografica ”SLOI 1939-2014, settant’anni di storia nella società trentina” curata da Giuliano Cappello, durante la quale si svolsero dibattiti sulla tematica dell’inquinamento ambientale riguardanti anche altri siti produttivi in Italia, in attività e/o dismessi, che continuano ad inquinare ed a favorire la nascita di malattie ed intossicazioni. Dibattiti, molto interessanti e partecipati, a tratti drammatici.

In queste poche righe ci preme ricordare l’ultimo dibattito nel quale la politica incontrò i cittadini. Molte, allora, furono le preoccupazioni esternate dai cittadini così come le promesse d’intervento da parte degli organi competenti. Rassicurazioni che gli interventi erano ormai imminenti, tanto che l’assessore Gilmozzi dichiarò: che già nel mese di ottobre 2014 sarebbe arrivata l’approvazione per il primo lotto di bonifica delle rogge; che la Provincia aveva realizzato un progetto esecutivo di interventi di bonifica, finanziato in parte dallo Stato e in parte con risorse locali, e che malgrado il patto di stabilità, che frenava la possibilità di spesa, il progetto era stato programmato e sarebbe stato portato avanti. Inoltre, aveva aggiunto che approvato il primo progetto di bonifica, si sarebbe fatta una gara e che i lavori avrebbero potuto iniziare nell’autunno del 2015 e che tutto sarebbe stato suddiviso in più lotti, proprio a causa della delicatezza con cui si dovrebbero svolgere le operazioni di bonifica.

Allo stato attuale ancora non sappiamo nulla nè sulla gara d’appalto né se i lavori di bonifica inizieranno. Da allora, ovvero dalla data del 9 ottobre 2014, non abbiamo più sentito e saputo nulla, sembra che tutto si sia riassopito, tranne l’abbattimento degli ormai pochi residuati rimasti (sappiamo che il suolo è privato e non pubblico).

Aggiungiamo anche che il dott. Paolo Biasioli (Vicesindaco e Assessore con delega per le materie della pianificazione urbana e dell’edilizia privata) oltre a rassicurare che i lavori di bonifica sarebbero iniziati, confermò che sarebbe stata intitolata una via ai lavoratori della Sloi e che sarebbe stato fatto a breve. Ad oggi anche su questo versante ancora nulla è stato fatto. In Italia, abbiamo intitolato vie e strade a persone come Cadorna e Graziani, persone che si facevano decoro della morte altrui, ma non abbiamo vie che ricordano i caduti sul lavoro. Sarebbe tempo ed ora che venisse fatto.

Come associazione ci eravamo presi l’impegno di costituire un comitato che seguisse l’andamento delle cose ma purtroppo l’allora imminente campagna elettorale (da parte nostra il non volere porgere il fianco a chi candidato avrebbe potuto approfittare delle circostanze per far campagna elettorale) ed in seguito altri impegni sorti per i singoli componenti dell’associazione non ci hanno permesso di procedere in tal senso, tuttavia oggi siamo qui per rimarcare quanta poca attenzione da parte delle istituzioni ci sia nell’affrontare situazioni come questa, che oltre a rischiare di causare danni ambientali di grave entità preoccupano i cittadini, in particolare i residenti in quelle zone, riguardo la loro salute e quella delle future generazioni.

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