Si può fare!

InformatiHo recentemente parlato con una mia amica, insegnante, una dei tanti precari della scuola, che mi ha raccontato come, dopo una semplice lettera indirizzata agli organi competenti, hanno ottenuto alcuni risultati di quanto richiesto. Non importano i nomi e i luoghi in cui questo è avvenuto, e nemmeno le richieste, che non saprei peraltro esporre, non essendo competente in materia. Ciò che conta è il fatto: è stata scritta una lettera con una serie di proposte, firmata da una serie di persone, e indirizzata a chi di competenza. E le proposte, anche se solo in parte, sono state accolte.

Ma non è il solo esempio di come basterebbe interessarsi delle questioni e fare proposte costruttive per ottenere i risultati.

Un altro mio amico tempo fa mi ha raccontato come nel suo paese c’è stato un tempo in cui le persone dovevano andare a prendersi la posta direttamente all’ufficio postale, perché il postino non voleva fare il giro. La gente sopportava in silenzio, ma a qualcuno questo non è andato giù, quindi un bel giorno è stato fatto un esposto in Procura (probabilmente dopo vari solleciti andati a vuoto) e …coincidenza…la posta è tornata a comparire nelle bussole dei cittadini.

Altro esempio mi riguarda un po’ più da vicino. Qualche mese fa sono tornata nella casa dei miei nonni, ormai scomparsi da molti anni. Essendoci andata di notte mi sono resa conto che il vicolo in cui vivevano era buio. Ho chiesto spiegazioni a mio papà, perché ricordo che da bambina quel vicolo era sempre illuminato e noi stavamo a lungo fuori a giocare e chiacchierare coi nonni, per cui, come si suol dire, i conti non mi tornavano. Mio papà sorridendo mi ha spiegato che i miei nonni, quando si fulminava la lampadina del lampione lì collocato, rompevano tanto le scatole all’ENEL che la lampadina veniva cambiata in men che non si dica. Adesso, invece, nessuno chiama la compagnia elettrica e quel vicolo è buio da molto tempo…eppure lì qualcuno ancora ci vive.

A che scopo raccontare tutto questo? Per far capire che le cose possono cambiare ed essere “aggiustate” se si vuole. Se invece di sbraitare e ripetere slogan si facessero proposte costruttive e si pretendesse il rispetto dei propri diritti, le cose si otterebbero. Se invece di gridare l’uno contro l’altro, portando avanti una guerra fra poveri, si unissero le forze, i risultati arriverebbero. Perché non tutto è criminalità organizzata e non tutto mette a rischio la vita, a volte è solo questione di impegno.

Non siamo sudditi di un destino ineluttabile ma padroni delle nostre azioni. E se tutti riuscissimo a capirlo forse l’Italia diventerebbe il Bel Paese che dovrebbe essere.

Immagine tratta da: studenti.it

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