Donne…”in cerca di guai”

legge-194di Marina Benedetti e Rosa Ferrante

Siamo rimaste molto colpite dalla storia della ragazza di Roma che si è trovata ad abortire in un bagno di un ospedale assistita solo dal marito, troppo per non scrivere qualcosa su l’ennesimo caso di malasanità, perchè di questo si tratta. Siamo indignate! Come donne, come utenti del servizio sanitario e come persone!

Non sapremmo da che parte iniziare ad esprimere il nostro pensiero, vista la delicatezza della questione. Pertanto proveremo a mettere in fila le nostre osservazioni, senza pretesa di essere esaustive.

Non è concepibile, innanzitutto, in un ospedale essere lasciate senza assistenza! Nel caso specifico l’aborto (terapeutico) era stato indotto dai dottori, e per chi non lo sapesse oltre un certo limite equivale a un parto, con i medesimi tempi e modalità. Il fatto che nel frattempo siano cambiati i turni e che al momento cruciale non ci sia stato presente nessun dottore NON obiettore non cambia la gravità della cosa perchè di omissione di soccorso si tratta. Il giuramento di Ippocrate dovrebbe avere una valenza universale, oppure è più “etico” lasciare sola una donna dolorante, oltre che disperata, perchè ha fatto una scelta decisamente sofferta? Il servizio sanitario è un servizio pubblico, e tutti ne hanno diritto! A prescindere dalla razza religione o tipo di intervento. La legge 194 parla chiaro: DEVE essere garantito il “diritto ad abortire”. Quindi è già uno scandalo che quella poveretta si sia trovata ad abortire in un bagno, a prescindere da qualsiasi altra considerazione etica o morale!

Niente da disquisire sulle obiezioni di coscienza, giusto che ci sia la possibilità per una persona di decidere di non praticare l’aborto, ciò non toglie che i servizi essenziali vadano garantiti, sempre e dovunque! Non è possibile che chi si trova nelle condizioni di dover abortire debba fare il giro del mondo per trovare un luogo dove effettuare l’operazione, facendo così magari scadere anche i termini di legge per poter procedere, oppure ricorrere all’aborto clandestino, con tutti i rischi che comporta!! Per non parlare del fatto che tutto questo, come al solito, lascia privi di diritti le persone meno abbienti.

Sarebbe ora di smetterla anche con la storia che le donne che abortiscono sono delle assassine! E’ una decisione sofferta e ci possono essere 1000 motivi per cui si fa questa scelta, non necessariamente egoistici! Nessuna, e ripetiamo NESSUNA, prende una decisione del genere a cuor leggero!! E’ dentro di noi che cresce una vita, credete sia così facile stroncarla??! Nessuno ha il diritto di condannare queste scelte! E men che meno entrare negli ospedali ad inveire contro le donne che sono lì per portare a compimento questa terribile decisione! Scusate, ma siamo rimaste molto colpite dal racconto della donna su questo punto, anche il personale dell’ospedale come può permettere che questi antiabortisti girino per i reparti ad urlare ed inveire?!

Non è modo di trattare le persone! Non importa se condividiamo o meno la loro visione della vita, sono esseri umani e vanno rispettati, aiutati, curati ed assistiti fisicamente e moralmente!

Auspichiamo che fatti del genere non accadano più e che ci sia tolleranza e comprensione e non condanna e abbandono!

Immagine tratta da: ultimenotizieflash.com

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