La Costituzione spiegata ai cittadini – Seconda serata

Il 4 ottobre 2013 Marco Ottanelli è tornato a farci visita per spiegare la seconda parte della Carta Costituzionale, dedicata al funzionamento della nostra Repubblica.

Per prima cosa ha fatto un excursus storico dal 1943 al referendum tra Repubblica e Monarchia, in modo da far comprendere il contesto nel quale si inseriva il lavoro dei Padri Costituenti, accennando ai Governi che si sono succeduti ed alle decisioni da loro prese.

La premessa storica è stata necessaria per capire le motivazioni che hanno portato alla creazione di un’apparato statale formato dal Presidente della Repubblica, dal Governo e da due Camere. Interessante è stato scoprire che inizialmente le due Camere avevano una durata diversa (5 anni la Camera e 6 anni il Senato).

Il Senato, in particolare, doveva rappresentare un organo di “controllo” rispetto alla Camera: formato da persone più grandi (l’età minima per essere candidati è, infatti, di 50 anni) e, quindi, con maggiore esperienza e saggezza, avrebbe potuto valutare in modo diverso le leggi proposte dalla Camera. Ma nel giro di pochi anni una riforma costituzionale ha reso perfettamente identici i due rami del Parlamento. Ciò non necessariamente è un male, in quanto, per esempio, permetterebbe di portare avanti contemporaneamente 2 leggi: una proposta dal Senato, che poi passerà alla Camera, ed una proposta dalla Camera, che poi dovrà essere approvata dal Senato.

Ha, poi, osservato come l’indipendenza della Magistratura sia uno dei punti più innovativi della Costituzione, rispetto sia al periodo pre-costituzionale, sia ad altri Stati, in cui la Magistratura dipende, in qualche modo, dal Governo.

Sempre parlando del funzionamento dell’apparato statale, si è infine soffermato sui partiti. Ha spiegato come fra un partito e l’altro ci sia una distanza ideologica abissale, ma all’interno degli stessi partiti esistono delle correnti che fanno sì che le coalizioni si modifichino, anche in modo rilevante, a seconda dell’argomento trattato. Ed è, principalmente, a questo che è dovuta l’instabilità politica. Pertanto, la riforma della legge elettorale è un falso problema, in quanto non cambierebbe questa situazione e ad avallare questo concetto ha mostrato come 3 leggi elettorali diverse hanno prodotto comunque lo stesso risultato.

In pratica, come sempre, il problema è chi si vota, e non con quali modalità si vota.

Alla fine della serata si è, quindi, capito come una modifica, anche parziale, della Costituzione non risolverebbe i nostri problemi, semplicemente cambierebbe la Repubblica, dando vita ad un nuovo e diverso Stato.

Serata lunga ed interessante, nonché molto partecipata, ha lasciato molto su cui riflettere.

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