La Costituzione spiegata ai cittadini – Prima serata

Come previsto, il 27 settembre 2013, puntuale e disponibile come sempre, Marco Ottanelli si è presentato alla sala circoscrizionale di Piedicastello per raccontare la nostra Costituzione.

Fra incursioni storiche, aneddoti, lavori preparatori e spiegazioni giuridiche si è addentrato nei primi dodici articoli della Carta Fondamentale della Repubblica Italiana, riguardanti i diritti e i doveri dei cittadini.

Il primo concetto che passa è che la nostra Costituzione è, purtroppo, disapplicata e bistrattata. Nemmeno i concetti fondamentali sono ancora ben radicati in noi, a partire dal principio di democrazia. A tal proposito ha portato ad esempio quanto affermato da Giuliano Ferrara qualche anno fa: il voto degli imprenditori deve valere di più di quello dei loro operai. Forse solo una provocazione, ma indice di perplessità che ancora serpeggiano riguardo al principio democratico.

Stesso discorso vale per il principio di eguaglianza. Ogni giorno assistiamo a comportamenti discriminatori, dagli omosessuali agli stranieri, dalle immunità ai privilegi, dalle leggi ineguali alla distribuzione della ricchezza, gli esempi si sprecano.

In secondo luogo, si comprende come la Costituzione sia frutto di una serie di compromessi fra i padri costituzionalisti, appartenenti a partiti e ideologie diverse. Compromessi che hanno comunque portato alla redazione di una Legge Fondamentale assolutamente avanzata per quel tempo e comunque aperta a disciplinare, in modo più che adeguato, anche i cambiamenti della società.

Certo, come tutte le cose umane, anche la Costituzione è perfettibile, ma, al contrario di quanto ci fanno credere, attualmente non è necessario modificarla perché la società si sviluppi. Il problema non è la Costituzione, né i principi che essa enuncia. Il problema, come già accennato, è che la Costituzione non viene applicata! E’ come – ha spiegato Ottanelli – un ciclista fuori forma che non riesce ad andare in bicicletta, e per risolvere il problema continua a cambiare bicicletta, non giungendo a nulla, perché il punto è che per andare in bicicletta deve allenarsi. E così, allo stesso modo, è inutile che continuiamo a modificare la Costituzione perché le cose funzionino, il problema è da un’altra parte. Il problema è che dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare ed agire!

Proprio a questo proposito Ottanelli ha fatto notare, anche su intervento del pubblico, che i mezzi per controllare l’operato dei nostri rappresentanti vi sono, e sono previsti proprio dalla Costituzione: dal referendum abrogativo alle petizioni, dai partiti al diritto di voto, ai requisiti di onorabilità che dovrebbero possedere gli eletti. I modi per una partecipazione del popolo alla res pubblica ci sono e sono molti ma non vengono usati. Un paio di esempi sono stati illuminanti a questo riguardo: un parlamentare olandese non si permetterebbe mai di rubare una mela per strada perché l’indignazione che susciterebbe a livello nazionale sarebbe tale che la sua carriera sarebbe finita. Oppure: i bagni dell’università spagnola sono pulitissimi, e non perché li puliscano particolarmente bene, ma perché gli studenti non li imbrattano, perché devono utilizzarli per 5 anni, quindi li vogliono puliti.

Insomma, la differenza fra noi e le altre democrazie è che negli altri Stati la cosa pubblica è considerata cosa di tutti, quindi tutti si impegnano affinché sia mantenuta nel miglior modo possibile, mentre in Italia la cosa pubblica è considerata cosa di nessuno e questo dà diritto ad imbrattarla, rovinarla, maltrattarla e distruggerla, o comunque a non preoccuparsene.

Affermazione che peraltro, e purtroppo, si è rivelata più che veritiera proprio ieri sera, vista la scarsa partecipazione rispetto all’importanza e stringente attualità del tema trattato.

Come ha giustamente sottolineato uno dei partecipanti: gli Italiani non si impegnano affatto per conoscere e partecipare alla vita pubblica, quindi è inutile che si lamentino!

E sta proprio in queste ultime parole il punto fondamentale: cominciamo a considerare la cosa pubblica cosa di tutti, cominciamo a partecipare alla vita dello Stato e pretendiamo il rispetto dei diritti inviolabili riconosciuti dalla Costituzione! Solo così le cose possono cambiare!

Anche per questo vi aspettiamo venerdì prossimo 4 ottobre, stesso luogo e stessa ora per parlare dell’ultima parte della Costituzione: “Ordinamento della Repubblica”.

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