E siamo nel 2012….

Qualche tempo fa alla porta dell’ufficio presso cui lavoro si presenta una ragazzina che mi chiede come può salire un uomo disabile che ha bisogno di parlare con uno dei responsabili.

Scendo costernata e spiego loro che non so proprio come aiutarli. C’è solo una scala per salire, pure stretta, e non è attrezzata per il trasporto delle carrozzine. Né, peraltro, posso in qualche modo portare su a braccia la persona, in quanto non ho sufficiente forza per issare una carrozzina, anche con l’aiuto della ragazzina e di quella che penso fosse sua madre.

L’unica cosa che ho potuto fare è accompagnarli ad un bar vicino dove hanno potuto accomodarsi ad un tavolino all’aperto, visto che, per fortuna, era una bella giornata. Dopodiché, non potendo lasciare l’ufficio scoperto, son dovuta tornare alle mie attività, lasciandoli soli ad attendere il responsabile e senza poter offrire loro altro aiuto.

Pur essendo perfettamente consapevole di non avere nessuna colpa, mi sono vergognata profondamente, chiedendomi come fosse possibile che nel 2012 ci fossero ancora luoghi inaccessibili ai disabili!

Possibile che riusciamo ad arrivare su Marte e non siamo in grado di far salire un uomo in carrozzina al primo piano di un palazzo? Davvero non ci sono modi per attrezzare i palazzi storici per l’accesso ai disabili salvaguardandone, ovviamente, la struttura?

Quel giorno per quell’uomo non ho potuto fare nulla, ma ho pensato che sollevare, di nuovo, l’attenzione sul problema, forse, potrebbe essergli di qualche aiuto per non trovarsi, in futuro, nella medesima situazione!

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