Rinnovare l’Autonomia – Visioni sul futuro del Trentino nelle Alpi

Nell’attuale contesto di crisi economica e di generale incertezza politica, il discorso sulle autonomie speciali è diventato un terreno di conflitto dialettico senza sortire risultati significativi di avanzamento delle riflessioni e di visioni sul futuro.

Da un lato, lo sguardo nazionale sullo statuto speciale diventa spesso quello dell’inquisitore intento a denunciarne i “privilegi”; dall’altro, in ambito trentino, si fatica a mettere a fuoco i nodi reali del confronto, con il rischio di attardarsi in superflue battaglie di retroguardia.

In questo medesimo contesto si inserisce la questione della Regione Trentino Alto Adige e del destino di questa costruzione istituzionale ormai sostanzialmente svuotata di competenze a opera delle due Province che al contempo paiono incapaci di dare un senso al futuro di questo pur costoso ente pubblico.

In quest’ottica potrebbe collocarsi l’iniziativa referendaria sui privilegi dei consiglieri regionali, intesa quale contributo alla definizione e ricollocazione dello spirito originario su cui poggiano le basi dell’autonomia.

Si tratta, a guardar bene, di due facce della stessa medaglia e dunque pare ragionevole ipotizzare che solo esaminando questo quadro nel suo insieme sarà possibile generare idee, confronti, progetti capaci di segnare una svolta rassicurante per il domani di queste terre. In questa prospettiva potrebbe rivelarsi, viceversa, autolesionistica la tentazione di arroccarsi in difesa di un fortino assediato, magari orientando risorse pubbliche e energie sociali verso celebrazioni identitarie in chiave storica con l’illusione di rafforzare il nucleo fondante dell’autonomia.

Quest’ultimo dovrebbe trovare, piuttosto, la sua linfa nel fermento di una società composita che si muove, cresce e si trasforma giorno dopo giorno per tenere viva una terra attraversata dalle peculiarità tipiche delle zone di montagna.

L’anima alpina del Trentino, un’anima delle zone di montagna condivisa con le altre “terre alte” nazionali, può essere infatti una delle chiavi, da un lato, per riflettere sul senso dell’occuparsi localmente della cosa pubblica; dall’altro per dialogare con le altre comunità alpine facendo tesoro dell’esperienza autonomistica.

Aprirsi per costruire un futuro che sarà necessariamente anche mutazione di ciò che conosciamo è una scelta caratterizzata non solo da un preciso profilo etico ma, probabilmente, anche l’unica in grado di rinnovare e rafforzare le ragioni dell’autogoverno locale.

Perciò abbiamo invitato alcuni esperti di questi temi a confrontarsi con esponenti politici e della società civile trentina, per dare un contributo forse non scontato a un dibattito urgente.

Prima serata

VENERDÌ 4 MAGGIO 2012 , ORE 20.30 – Sala Rosa della Regione, P.za Dante (Trento)

Relatori:

DIEGO CASON – Sociologo, promotore del movimento “Belluno autonoma, Dolomiti regione”

THOMAS BENEDIKTER – Economista e ricercatore sociale, autore di varie pubblicazioni sull’autonomia

Moderatore: Zenone Sovilla – Giornalista

Interverrano, inoltre, Michele Nardelli (PD) – Mauro Ottobre (PATT) – Rodolfo Borga (PDL) – Franca Penasa (LEGA NORD) – Giovanna Giugni (CORE Trentino)

Seconda serata

VENERDÌ 8 GIUGNO 2012 – ORE 20.30

Relatore:

FRANCESCO PALERMO – Direttore dell’Istituto per lo Studio del Federalismo e del Regionalismo – EURAC Bolzano

Organizzazione:

TrentoAttiva – www.trentoattiva.it

Ecce Terra – www.ecceterra.org

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