Insegnanti….aspiranti precari!!!

Pubblichiamo una lettera inviataci da una giovane insegnante precaria:

di Roberta Scoz

La classe insegnante italiana è piuttosto vecchia.

Questo è un dato di fatto, confermato da statistiche, studi e ricerche. Anche il ministro Profumo ha più volte ribadito il concetto, sottolineando la necessità di avere docenti più giovani e più vicini all’età dei ragazzi.

A questo punto sorge un problema: cosa si sta facendo per immettere nuovi professori nelle scuole? Poco. non molto, quasi nulla.

Sono una giovane insegnante, aspirante precaria! Sembra un paradosso, ma dopo anni di supplenze, posso definirmi solo così.

Mi sono laureata nel 2008, quando le SSIS sono state chiuse. Per anni non è stato attivato nessun percorso abilitante, per cui ho potuto fare solo delle supplenze. Devo dire che ho sempre avuto delle esperienze bellissime che mi hanno fatto adorare questo lavoro.

A giugno dovrebbe essere attivato il TFA, anno di tirocinio formativo attivo, grazie al quale poche, pochissime persone riusciranno ad abilitarsi. Su questo percorso non c’è molta chiarezza: non si sa se verrà attivato solo quest’anno, se, una volta entrate a regime le nuove lauree che dovrebbero formare la nuova classe docente, i vecchi laureati potranno ancora aspirare ad abilitarsi con il TFA o saranno costretti a fare una nuova laurea, inoltre c’è molta incertezza sul reclutamento (qualcuno ha notato che nella proposta Dalmaso sul reclutamento che è stata pubblicata sull’Adige di domenica, viene detto che i giovani dovranno essere pagati di meno?).

C’è da dire che probabilmente i neolaureati non riusciranno ad accedere al TFA: il calcolo dei punteggi è fatto in modo che chi ha molti anni di insegnamento o chi ha già un posto a tempo indeterminato e vuole cambiare classe di concorso, passerà sempre davanti a loro.

Dunque a parole i nostri politici dicono che sarebbe un bene avere una classe insegnante più giovane, ma in pratica il messaggio che viene trasmesso è quello di cambiare lavoro, di cercare altre strade, perché non c’è più spazio per i giovani professori nella scuola.

Mi auguro solo che in Trentino ci possa essere più trasparenza, che ci possano indicare con precisione quale sarà il percorso per diventare insegnanti, non solo da qui a giugno, ma che sia valido e certo anche per i prossimi anni.

Immagine tratta da: italianbloggers.it

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