Organizzare il coraggio – un libro di Pino e Marisa Masciari

Il libro scritto da Pino Masciari e dalla moglie Marisa racconta in modo semplice e chiaro le situazioni che deve affrontare chi denuncia per una mera scelta di legalità i soprusi da lui subìti e gli illeciti di cui viene a conoscenza. E’ la storia di un testimone di giustizia, simile a quella di tanti altri testimoni, che, dopo essersi ribellato ad un sistema di violenze e collusioni, deve lasciare la sua terra e affrontare l’ignoto, senza certezze e spesso senza il sostegno nemmeno delle autorità preposte a tale compito.

Chi già conosce la storia di Pino e segue la famiglia Masciari non trova ulteriori approfondimenti né risposte alle proprie domande, ma continua a trovare spunti di riflessione sulla situazione vigente in Italia. A cominciare da quello che vive una persona vittima del racket. Ci si chiede come si sia arrivati ad una situazione in cui si continuano a subìre soprusi e violenze senza reagire, in cui questa situazione sembra normale e si ritiene fuori dal mondo ribellarsi. La paura, ovvio, impedisce ora a molte persone di denunciare e ribellarsi, perché la criminalità organizzata è ormai ad un livello tale che mettersi contro significa rischiare la vita. Ma se oltre a Pino nei processi avessero testimoniato altre 50, 100, 1000 persone ci sarebbe ancora motivo di avere paura? Se chi denuncia ai pm invece di ritrattare in dibattimento confermasse le proprie parole e si unisse a quei pochi che finora hanno affrontato questa difficile scelta senza mai tirarsi indietro, sarebbero tutti a rischio? Centinaia o migliaia di persone potrebbero essere tutte ricattate o uccise? E cosa succederebbe se le istituzioni, oltre a parlare, sostenessero davvero i testimoni di giustizia e li trattassero come esseri umani e non come pratiche? Ebbene sì, perché in verità molti si rifiutano di denunciare perché sanno che dopo verranno abbandonati a se stessi, in esilio, lontano da parenti e amici, in città sconosciute, e non sempre adeguatamente protetti. La storia di Pino è piena di situazioni anomale: alberghi prenotati a suo nome, mancanza della scorta durante gli spostamenti in Calabria a testimoniare, assenza dei suoi avvocati durante alcuni processi, auto non blindate, viaggi in treno. Se ne contano a decine. Leggendo superficialmente sembrano inefficienze, dimenticanze, mancanza di educazione da parte di alcuni funzionari dello Stato. Ma sono tante, troppe. Riflettendo un po’ viene il dubbio che è venuto al nostro amico Pino: non sarà mica un modo per intimidire? Per far ritrattare? Per far gettare la spugna a chi si ribella al sistema? Perché il sistema così com’è fa comodo a molte persone..forse non proprio tutti vogliono cambiarlo! Forse per molti la paura è un alibi e la collusione la realtà..

Storie di uomini che lottano e uomini che ostacolano si intrecciano nell’arco degli ultimi 13 anni di vita di Pino; storie di chi l’illegalità la combatte e chi pare in essa sguazzare; storie che portano a qualche successo e molte sconfitte.

Molti avrebbero lasciato perdere e si sarebbero arresi..la famiglia Masciari continua a lottare, circondata ora anche da altri amici, e lancia un messaggio: organizziamo il coraggio! Loro sono tanti, ma noi siamo di più. Se riusciremo a organizzarci, come si organizza la malavita, alla fine vinceremo noi.

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