Le nostre impressioni sulla manifestazione “Se non ora, quando?”

Abbiamo raccolto le impressioni di alcuni di noi partecipanti alla manifestazione di sabato. Scriveteci anche le vostre!

Rosa

Migliaia di donne in tutte le città hanno fatto sentire la loro voce per pretendere rispetto.

Non si tratta di una manifestazione contro Berlusconi, come il governo ed i suoi alleati vogliono far credere, ma di una manifestazione contro la compravendita del corpo femminile: sesso in cambio di lavoro, carriera, soldi o favori.

Non si tratta di essere moralisti o di fingere di non sapere che ciò sia sempre esistito, ma di rifiutare un sistema che legittima questo modo di fare e lo ritiene moralmente ineccepibile!

Non siamo oggetti! E non siamo in vendita!

Alessandro

Il significato della manifestazione “se non ora, quando?” è duplice. Da una parte le donne reclamano la loro dignità, spesso calpestata da un sistema che esalta il corpo femminile comunicando così un’idea vicina alla mercificazione delle donne – con la complicità di una parte di esse che partecipano ed accettano trattamenti inqualificabili. Dall’altra chiedono agli uomini di supportare la loro causa, battendosi affinché il modello maschilista (alimentato anche da una parte degli uomini che se ne fanno un vanto) sparisca dalla struttura della società.

Il problema, pertanto, non è esclusivo delle donne, sebbene siano toccate in prima persona, ma dell’intera società. Per questa ragione l’invito a manifestare è stato esteso anche agli uomini, i quali hanno partecipato numerosi, mostrando sostegno e solidarietà.

Il “nemico” principale è, a mio avviso, il televisore. Attraverso di esso numerose trasmissioni mostrano una realtà distante e diseducativa, tutt’altro che vicina all’orgoglio femminile. Al fine di ottenere audience, e quindi aumentare i prezzi delle pubblicità, ovvero per un mero fine economico, assistiamo ogni giorno ad un peggioramento della qualità generale delle trasmissioni e, cosa ben peggiore, ad un impoverimento del modello culturale ed istruttivo. Mi riferisco, naturalmente, a tutte quelle trasmissioni in cui si dà chiaro segnale di sottomissione della donna o quelle in cui la presenza femminile è puramente un fatto estetico, dovuto esclusivamente alla bellezza del loro corpo.

Questo sistema propone una cultura attraverso la quale tutti gli spettatori ed in particolare i ragazzi, non avendo gli strumenti per comprendere appieno la situazione, finiscono per riconoscere il modello che gli viene proposto come l’unico esistente e rappresentativo della realtà.

Come sottolineano le organizzatrici della manifestazione, con questa mentalità stiamo “inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.”.  È tempo, quindi, che ciascuno si assuma le proprie responsabilità e questa manifestazione segnerà l’inizio di una dura, lenta ma innovativa, retromarcia verso la civiltà.

Per quanto detto, quindi, lo scopo unico della manifestazione riguarda il dissenso verso qualsiasi modello di delegittimazione della dignità e dell’orgoglio femminile.

Anche io ho partecipato alla manifestazione, a Trento, poiché ne condivido le ragioni esposte. Ritengo, infatti, che ciò che stiamo vivendo sia il risultato di diversi anni di piccole dosi di comportamenti volutamente peccaminosi, volti a stimolare il desiderio maschile, nell’indifferenza del rispetto della dignità femminile. Piccole dosi alle quasi siamo esposti ogni giorno, che rientrano nelle normali abitudini e delle quali neanche più ci accorgiamo, che negli anni stanno trasformando la donna in oggetto.

Questo sistema, ci tengo a sottolineare, non ha alcun colore politico. A questo proposito mi chiedo – come unica nota negativa – come mai qualcuno abbia sollevato striscioni e manifesti contro il governo e contro il Premier, fraintendendo appieno il nocciolo dell’espressione e dando di fatto l’opportunità ai media l’opportunità di parlare d’altro.

Marina

Qualcuno ha detto ” se  non puoi distruggere il ragionamento distruggi il ragionatore”

Hanno detto di tutto e il contrario di tutto  delle manifestazioni che si sono svolte in tante piazze d’ Italia:

Hanno detto che eravamo pochine, politicizzate e strumentalizzate; tutte ex sessantottine ed ex femministe, ovviamente brutte e invidiose. Si dice   che le  donne di intelligenza e cultura siano rimaste a casa,   e che le piazze erano colme di  povere donne sole e ignoranti che non avevano di meglio da fare  per passare la domenica. Si è  discusso sul vero intento della protesta  che a quanto pare  è stato l’ennesimo tentativo di sovvertire l’ordine democratico in Italia e c’è allora c’è  chi ha   proposto una  “contromanifestazione” di donne che amano Berlusconi.  Persino la nostra ministra dell’Istruzione, aveva bollato, preventivamente,  con una nota ufficiale emessa dal ministero, le manifestanti come “minoritarie e radical-chic”. Una parlamentare, paladina  dei diritti delle donne  accusa stizzita  le miliaia di donne scese in piazza  di volere alimentare l’odio delle donne contro altre donne  mettendoci  in guardia  sui veri propositi della protesta. Qualche nostalgico  ha etichettato  il movimento come “fatto di  donne di sinistra disperate che , figlie di quelle che nel 68 invitavano a fare l’amore  e non la guerra ,eora fanno la guerra a chi fa l’amore”  E che dire del fatto  che “la dignità delle donne si difende giorno per giorno senza bisogno di gesta ecclatanti” e che le manifestazioni non erano affatto necessarie?

Io dico invece che non è stata  affatto inutile ,  che non mi sono sentita strumentalizzata, non so che aspetto abbia una radical chic e  di conseguenza non ne ho individuata alcuna. Chissà come mai  non mi son sentita  minoritaria, in una piazza stracolma e colorata. Non ho avuto sentore di odio alcuno stranamente;  sono mediamente intelligente,  non particolarmente brutta e men che meno invidiosa. Mia madre non è stata una sessantottina  e nemmeno  femminista, ho qualche difficoltà a collocarmi politicamente e la mia dignità di donna la difendo, da sempre, giorno dopo  giorno. Nonostante  avessi avuto di meglio da fare ero in piazza ieri,  insieme a tanti uomini e donne che non ne possono più della rappresentazione indegna  che l’attuale classe politica fa delle donne. Ero in piazza perchè conosco tante donne   e tanti uomini  che come me pensano che non è affatto inutile metterci la faccia !

Un carissimo amico mi ha esortata così nei giorni scorsi;

“Quante fragili emozioni, quanta bellezza, quanta gioia, quanti mondi avete in voi, cosí splendidi, cosí difficili, da scuotere le stelle. Quante stelle, ognuna con la sua luce. Non disperdete questa luce e grazie per l’infinita pazienza di sopportarci e domani tirate fuori tutta la bellezza che sta dentro di voi ed esibitela, orgogliose, davanti al potere: E’ l’unica protesta che vale la pena in questo schifoso mondo”

Francesco

Ieri entrando in Piazza Cesare Battisti, colpevolmente in ritardo, per un momento non credevo veramente che tutte quelle persone fossero li per la manifestazione. Non mi pareva possibile che nella piccola e agiata Trento si potesse riempire una piazza per un nobile motivo. Non ci speravo più. Eppure era tutto vero, e il pensiero è corso alle oltre 200 piazze dove, nello stesso momento, centinaia di migliaia di donne e uomini avevano deciso di esserci per rispondere ADESSO al “Se non ora quando?” delle promotrici della giornata.

Che dire? Si respirava un’aria di speranza e di voglia di cambiamento, un’aria contagiosa che si mescolava alla positività dei messaggi che venivano dal palco e alla compostezza della piazza.

A una cosa penso spesso e da ieri con ancora maggiore convinzione. Se cambiamento ci sarà, nel nostro paese, non sarà sicuramente quando finirà il Sultanato Sputtanato di questi tempi. Non sarà sufficiente per rimettere l’Italia sulla strada di un reale cambiamento politico, sociale e morale.

Nell’universo politico maschile vedo solo ambizione, corruzione, interessi altri rispetto al bene comune, rivalità personali.

Il cambiamento, ne sono certo, non potrà prescindere da una maggiore presenza delle donne nei ruoli di Governo. Penso che se alle prossime elezioni ci fosse una donna candidata a guidare il nostro paese, una donna espressione di quegli ideali che ieri hanno attraversato l’Italia come una scossa… ci potremmo incamminare finalmente sulla strada giusta.

Spero che giornate come queste trasformino la mia speranza in realtà, prima che sia troppo tardi…

Fotografie a cura di Alessandro Iavicoli.

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