Il “valore” delle donne

Non amo il gossip, odio i pettegolezzi in genere e evito come la peste giornali e tv che si dedicano a questo genere di notizie, quindi se non ritenessi che il rapporto del nostro premier con la femminilità italiana e di come si manifesta nella sfera pubblica, non sia affatto una questione privata mi  guarderei bene dal frugare nella sua sfera privata e  di occuparmi delle sue abitudini sessuali.

Sebbene ritenga non secondari alcuni aspetti della vicenda come l’ipocrisia e inopportunità politica di chi si presenta all’elettorato  come paladino di valori, che poi in privato non onora, legifera secondo principi dettati dalla morale cattolica, ma rivendica per se una sorta di immunità morale.  Sebbene ritenga che, altro nodo cruciale, la ricattabilità del nostro Premier non sia un affare privato e che non sia affatto “ normale “ abusare del potere concessogli dal popolo per tirar fuori dai guai l’amica di turno,  l’aspetto che più mi interessa come donna,  riguarda la caduta libera della condizione femminile in Italia alla quale lo stile culturale del premier ha contribuito fin dall’ esordio delle sue tv commerciali e che ha  rafforzato poi  con la sua discesa in politica.

I media  hanno il potere di influenzare la cultura, i gusti e le opinioni dei popoli. Il macroscopico conflitto d’interesse dell’attuale Presidente del Consiglio sembra aver contribuito non poco all’avvilente condizione  delle donne nella nostra società. Da un lato i giornali riportano continuamente notizie di festini, con escort, modelle e minorenni, dall’altro i modelli femminili proposti dalle tv e dalla pubblicità sono tristemente  stereotipati.

Mentre nel resto d’europa viene promossa l’uguaglianza di genere ritenendola fondamentale per la crescita economica e culturale, in Italia si avverte da anni una drammatica inversione di tendenza con la costruzione di una società che emargina le donne dal mondo produttivo, relegandole principalmente al ruolo di oggetti sessuali. Un ruolo al quale sopratutto le giovani generazioni si stanno adeguando in modo preoccupante e il primo sintomo è proprio la mancanza di un’adeguata reazione da parte delle donne stesse
La donna, quella “ vera” è praticamente scomparsa dalle tv, dai giornali e dal mondo della pubblicità,  ed è stata gradualmente ma inesorabilmente sostituita da una rappresentazione volgare e umiliante, quanto falsata.

L’ossessiva esposizione di dettagli anatomici decontestualizzati dalla personalità femminile finiscono per alimentare la percezione del corpo femminile come oggetto funzionale alle fantasie maschili.
Senza sconfinare nella fantapolitica non è difficile inserire le ragioni di questa cancellazione in una precisa volontà politica nel non voler affrontare la questione. In fondo le modalità dei molti, troppi programmi televisivi, contribuiscono a rendere il ruolo della donna subalterna all’uomo e a istigare, consapevolmente o meno, un certo tipo di prevaricazione sociale. In fondo rendere insicure, convincere le donne che la chiave di volta per far carriera, per accedere a questo o a quel lavoro, o semplicemente a trovare il loro spazio nella società civile sia “ apparire “ e non “essere” significa mettere fuori gioco una parte consistente del corpo sociale. La subordinazione diviene via via più consenziente grazie a questa  deriva culturale  e  si delinea in tutti gli  aspetti della vita sociale e politica italiana. Basti pensare alle candidature di donne molto vicine al premier o all’utilizzo delle donne come merce di scambio fra il mondo degli affari e quello della politica.

Giorgio Napolitano:

I valori più preziosi per le donne, libertà, emancipazione, partecipazione attiva alla società civile, uguaglianza di opportunità, pieno riconoscimento, a parità con gli uomini, dei talenti e dei meriti, sono il prodotto di un lungo processo di trasformazione della società, della cultura e del costume, il prodotto di una graduale maturazione della coscienza collettiva. Ma è con la costituzione che quei valori si sono fatti principi. E diritti.”

Sotto questo aspetto credo che la situazione nel nostro paese sia molto grave, sul piano culturale e dei diritti. Sarebbe auspicabile,  se non assolutamente necessaria una drastica inversione di rotta con una tempestiva assunzione di resposabilità da parte di chi nel mondo della comunicazione e della politica occupa un ruolo di primo piano:

Appunto…..

Immagine tratta da http://cittastelle.blog.kataweb.it/

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