Ricostruzione o speculazione?

Nel nostro impegno a seguire le vicende de L’Aquila successive al terremoto del 6 aprile 2009, non potevamo esimerci dal leggere e segnalare il dossier sull’Abruzzo redatto da Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.

Breve ma chiaro, comprensibile anche ai non addetti ai lavori, racconta un’altra verità sul post – terremoto: l’intervento della Protezione Civile nell’emergenza, la costruzione delle tendopoli, la rimozione delle macerie e la costruzione delle nuove abitazioni. I poteri straordinari attribuiti alla Protezione Civile, che hanno dato luogo ad ordinanze che hanno permesso la concessione di appalti in deroga alle norme nazionali ed in mancanza di tutti i controlli previsti dalla legge. I nomi già noti a forze dell’ordine e magistrati che indagano su infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale attraverso imprese edili. Gli sprechi di denaro e l’esautorazione dei poteri degli organi di governo locali. Le cricche e i comitati d’affari che hanno guadagnato sulle disgrazie delle persone.
Per dimostrare che nessun luogo in Italia è un’isola felice.

Per sottolineare che criminalità organizzata, cricche e comitati d’affari cercano sempre di speculare sulle tragedie.

Un dramma nel dramma per la popolazione abruzzese. Una situazione su cui non possiamo chiudere gli occhi. Perché ieri è successo a loro, domani può succedere ad ognuno di noi.

Vai alla pagina “La fine dell’isola felice” o scarica il dossier per la stampa.

Immagine tratta da http://www.newsfood.com.

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