La violenza sulle donne è un’argomento al quale sono ” affezionata” di cui spesso ho parlato anch’io, del quale mi sono, molto modestamente, occupata, un amico mi ha chiesto di scrivere qualcosa, ho accettato l’invito anche se sarò breve e concisa perchè credo che …..
Oggi di violenza sulle donne se ne sia parlato fin troppo; si sono sciorinati dati e statistiche e come sempre avviene nelle varie giornate della memoria, celebrative e “dedicate” si susseguono anatemi, promesse , si ipotizzano soluzioni. Tutti si improvvisano esperti, tutti se ne occupano,persino la tv. Si…. persino quella tv che anche oggi ci ha proposto veline seminude e che, imperterrita, pure oggi ha abusato del corpo delle donne, ha stuprato la loro dignità.
Una donna stereotipata e virtuale quella raccontata e proposta dai mass media ;
bella, impeccabile e perfetta, ma sopratutto ammiccante e con un’unica funzione ; assecondare i presunti desideri maschili. Vietato invecchiare, imperativo occultare rughe e seni cadenti; il volto delle donne sopra i 40 anni camuffato da una serie di interventi estetici che rendono l’immagine femminile stereotipata; una serie patetica e infinita di corpi e visi clonati. Donne obbligate a indossare la maschera della giovinezza ad oltranza fino a diventare una patetica rappresentazione di se stesse.
La tv ha un potere incredibile; è comunicazione, memoria, educazione; uno specchio che deforma, deturpa o nasconde la realtà ma nel quale le donne necessariamente si devono specchiare; i modelli femminili sono tutti uguali; dalla politica allo sport, dallo spettacolo al mondo del lavoro, le donne per avere successo devono essere belle, e disponibili.
Senza parlare dell’educazione distorta che viene impartita alle bambine. Basti pensare alle eroine dei fumetti, alle riviste per bambine, alla moda che propone delle inquietanti lolite in minigonna e tanga, alla pubblicità che le vuole truccate e seducenti, ai giocattoli che ripropongono alle bambine antichi strumenti di seduzione, alle bambole sexy che inducono i loro sogni: diventare madri, veline , mogli di calciatori. Ma troppo spesso sono le madri stesse ad accettare acriticamente questi subdoli codici di costruzione identitaria, stereotipati e discriminanti.
Eppure anche questa è violenza….
Immagine tratta da http://win.alcamo.it/default.asp?id=793
..ma non sarà che è stata gestita male l’emancipazione femminile…..creando due stereotipi..
che da una parte,ha portato la donna a snaturarsi,al punto da renderla simile all’uomo-partendo dall’abbigliamento e al comportamento per arrivare alla gestione del potere- e dall’altra a farle credere che la libertà o il far carriera lo si possa ottenere gestendo o esibendo il proprio il proprio potere ovveero il proprio corpo( tanto che anche lì c’è una scala di merito che come dici nel post è data dalla bellezza e dalla ciovinezza anziche dall’intelligenza…..)
Non è l’emancipazione femminile che è stata gestita male, e gli stereotipi sono stereotipi appunto, lontani dalla realtà; dei modelli , nel bene e nel male, che propone, a volte impongo la società;
Credo che la tv commerciale abbia sdoganato questi modelli, e invadendo le nostre case con delle immagini svilenti e mercificando il corpo della donna abbia contribuito non poco a diffondere una sottocultura per cui libertà significa, non autodeterminazione, non pari opportunità, ma semplicemente credere di essere libere usando la propria immagine e il proprio corpo per sopravvivere in una società competitiva, in poche parole una lenta ma inesorabile inversione di tendenza con il punto d’arrivo alla partenza
Da oggetti di proprietà dell’uomo , prima della cosidetta emancipazione, a oggetti a disposizione dell’uomo, la differenza non c’è ma non si vede!!!
Bellissimo articolo! Brava Marina!
E concordo con te..purtroppo è la triste realtà! Altro che civiltà evoluta!
rileggndo il mio mi sono reso conto ch ho scritto”ciovinezza”anzi che giovinezza..orco parlo come “Ratzinger”leggendo il tuo Marina noto che a differenza di me ovvero che ritengo quella di farsi oggetto una consapevole volontà delle donne tu ritieni invece che inconsapevolmente si siano fatte abbindolare(ho capito bene?).se è così non so chi la pensa nel modo corretto resta il fatto che la conclusione è la medesima….
ps. peccato non leggere commenti femminili a riguardo..
Io la vedo come una falsa, finta consapevolezza, nel senso che in teoria la scelta di mettersi in vendita è libera, ma in pratica le nostre scelte, non solo quelle delle donne, sono indotte da una società in cui il cittadino è innanzitutto consumatore, e merce nello stesso tempo.
L’autodeterminazione presuppone la coscienza di se, un informazione e un educazione plurale e dei valori ai quali riferirsi. A te sembra che l’offerta formativa attuale vada in questa direzione ? quali valori possono trasmettere le tv con ” il grande fratello” o il secchione e la pupa? e via dicendo….
I modelli culturali proposti dai mass media hanno sosotituito quelli della chiesa e della società patriarcale nella quale sono nati i movimenti femministi: in quel contesto gli obiettivi erano chiari, il nemico, l’oppressore , facilmente individuabile, la libertà negata un punto di arrivo.E’ in atto la rimozione completa del femminismo dal racconto corrente della società e della politica italiana Il femminismo, viene accusato di non avere liberato le donne. È come voler dire “non c’è stato nulla”, e se qualcosa c’è stato, oggi è del tutto inutile e superfluo, o uno sbaglio, una colpa. Come se le femministe avessero mai diretto un quotidiano, o una tv. O si fossero mai viste femministe diventare presidente della Repubblica. Come invece è stato possibile per un comunista ( il nostro attuale presidente). l’accostamento, può sembrare arduo ma proprio perchè apparentemente assurdo, spiega al meglio la profondità della rimozione delle femminismo dal discorso pubblico della società e della politica italiana. Come se non avesse nulla da dire, a tutti, sulla società e la politica. come se non facesse parte della storia del Paese.come se l’unica conquista fosse stata la banale( e pericolosa ) libertà sessuale. l’unica ” conquista” accettata come tale e rivoltata a favore di una società prettamente maschilista Come se in gioco non ci fosse la libertà delle donne , e anche degli uomini naturalmente: la libertà di non essere attrici , ma protagoniste della priopria vita
come al solito concordo pienamente con l’analisi fatta da marina.
Grande!
solo una cosina vorrei aggiungere:
oltre tutto la donna oggi vuole imitare gli errori disumani dell’uomo!
es. anteporre la carriera lavorativa alla famiglia, infatti sono sempre meno le mamme che crescono ed educano realmente i propri figli.
Ciao Mario.
Non sono particolarmente d’accordo con te, riguardo alla carriera, tralasciando lo stereotipo della donna manager mascolinizzata, io credo che vi siano più motivi per cui la società, lo stato dovrebbe garantire il diritto al lavoro alle donne come agli uomini, tenendo conto ovviamente del loro ruolo naturale. Garantire un diritto innanzitutto; per cui pari opportunità ( quindi anche la possibilità reale di fare carriera) ma anche ,welfware, e aiuto concreto per poter conciliare al meglio lavoro e famiglia..
Madri si ma non ammortizzatori sociali: manovalanza gratuita che supplisce alle mancanze dello stato.
si mari, forse mi sono espresso male.
intendevo dire che oggi molte (troppe) donne si dedicano esclusivamente al lavoro, solo per permettersi un tenore di vita “imposto” dalla società moderna consumistica e fondata sul possesso infinito di materiali e/o servizi superflui; magari per permettersi il suv ecc. ecc.
questo non significa che le donne (ma vale anche per gli uomini) non debbano anteporre il lavoro alla famiglia, assolutamente; è una questione di scelte di vita.
chi decide di avere famiglia, se ne deve assumere le responsabilità.
è vero che lo stato non aiuta in questa scelta, ma è altrettanto vero che oggi siamo (tutti) meno propensi a fare dei sacrifici, alle rinunce, ad educare e crescere con saggezza i figli; siamo troppo spesso focalizzati sul lavoro per spendere anzichè fare una vita sobria e dignitosa comunque.
conosci la mia situazione: mia moglie non lavora ma stiamo crescendo tre figlie con i valori, sacrifici, rinunce ma senza mai negargli amore e affetto; io ho la possibilità di crescere a livello professionale, ma non ci penso perchè significherebbe togliere poi tempo alla famiglia.
questa è la mia visione.
ciao

Una triste realtà, quella della nostra “civiltà evoluta”.
A questo link: Il corpo delle donne
il famoso documentario a proposito del ruolo femminile in tv.