Per non dimenticare

18 settembre 2010.

Come tutti i giorni, accedo al blog di Pino Masciari.

Una notizia colpisce subito la mia attenzione: Prima “Peppino Impastato”, oggi tutte le “Vittime della Mafia”.

Leggo: il sindaco di Serra San Bruno ha fatto rinominare una via precedentemente intitolata “Via Vittime della Mafia” in “via Catanzaro”, dietro pressione dei cittadini residenti, perché giudicata dagli stessi “inopportuna ed inappropriata”. Unico organo di stampa che ha riportato la notizia: ilGiornale.it.

Voglio approfondire. Vado a leggere ilGiornale.it. Ecco quanto riportato: A Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, nel 2009 l’amministrazione cittadina di centrosinistra, guidata dal 2006 da Raffaele Lo Iacono, ha intitolato una strada, “via Catanzaro”, alle «Vittime della mafia». A metà luglio le 12 famiglie residenti nella via suindicata hanno mandato al primo cittadino una lettera nella quale  chiedevano al Sindaco di “adoperarsi affinché la nuova denominazione della via (Vittime della mafia) venga cambiata con altro nome in quanto quello scelto è inopportuno e inappropriato. Tenga presente che la suddetta è una strada privata, e alle famiglie residenti avrebbe fatto piacere che fossero state coinvolte nella scelta del nome”. Il sindaco Lo Iacono convoca la giunta il 30 luglio, e in questa sede propone istanza per la modifica del nome della strada. La giunta approva. Nuovo nome: “Traversa I^ via Catanzaro”. Il sindaco Lo Iacono, interpellato dal Giornale, si difende sostenendo che le famiglie “hanno protestato perché non vogliono che la parola mafia compaia sulla loro carta d’identità, sono tanto contro la mafia che neanche vogliono sentirla nominare” e che “nell’ambito della stessa giunta abbiamo lanciato l’idea di un’intestazione a Rocco Chinnici (il procuratore di Palermo ucciso nel 1983)”. Cosa, peraltro, non ancora avvenuta.

I ricordi si destano. Era già successo. Altro luogo, altro sindaco. Ponteranica (BG). Sindaco leghista (Cristiano Aldegani). 1 anno fa. Il sindaco fece rimuovere la targa della biblioteca comunale dedicata alla memoria di Peppino Impastato (morto per mano mafiosa nel 1978). La giustificazione fu la valorizzazione di personalità locali, con l’intitolazione della biblioteca a qualche personaggio importante per la storia locale. Ai tempi la notizia si diffuse velocemente, il clamore fu maggiore, opposizione e associazioni insorsero, ma il risultato fu lo stesso: modifica del nome.

Ma ancora prima c’era stato un altro caso: l’aeroporto di Comiso, denominato Pio La Torre, in memoria del segretario del Pci siciliano ucciso dalla mafia nel 1982, ha visto ripristinato il vecchio nome: Vincenzo Magliocco. Il sindaco disse: “abbiamo ripristinato la denominazione dell’infrastruttura che era stata intestata a Magliocco fin dalla sua costruzione avvenuta fra il 1937 e il 1939. Non vogliamo mettere in discussione la figura e gli straordinari meriti di La Torre, ucciso dalla mafia che non gli perdonava di essere stato l’ispiratore della legge Rognoni-La Torre, ma riteniamo più giusto conservare una denominazione che fa parte da più di mezzo secolo della memoria collettiva della città”.

Diverse città, diversi sindaci di differenti partiti, di destra e di sinistra, di governo e di opposizione, diverse giustificazioni. Un fattore li accomuna: l’eliminazione delle dediche a chi ha lottato contro la criminalità organizzata e ha perso la vita in nome della Giustizia.
Sembra una cosa di nessuna importanza. A chi interessa come si chiama una strada, una biblioteca, una sala istituzionale? Tanto chi mai conosce il nome di tutte le strade, di sedi, sale, teatri della propria città?

E invece ha una grande importanza, perché i nomi sono simboli, perché ciò che è accaduto è un segno tangibile del pensiero che regna nei palazzi del potere. Quello che stanno facendo è chiaro: vogliono cancellare la memoria. Vogliono farci dimenticare chi ha combattuto per l’Italia. Vogliono sostituire i veri eroi con falsi idoli. Ogni città, ogni paese, ogni piccola frazione dovrebbe avere una strada o una piazza o un teatro o un qualsiasi luogo pubblico o istituzionale dedicato alle vittime di mafia. E invece stanno cancellando le targhe già esistenti, con scuse più o meno banali, più o meno opinabili. E’ un’offesa alla memoria delle vittime della criminalità organizzata; è un dolore ulteriore per i loro familiari, che se li vedono uccidere per una seconda e una terza e una quarta e una milionesima volta; è uno smacco per le persone oneste. Non permettiamo che tutto ciò avvenga! Usiamo ogni mezzo a nostra disposizione per indignarci e chiedere che quei nomi vengano ricordati in ogni città. Diamo voce a chi voce non ha più.

NON LASCIAMOLI SOLI!

Immagine tratta da http://www.kalpana.it/blogpics/italy/goddess_justice_02.jpg

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