Manifestazione – Inceneritore: l’alternativa c’è!

Vi propongo le immagini della manifestazione organizzata dal Coordinamento Trentino Pulito svoltasi a Trento per promuovere le alternative all’incenerimento dei rifiuti, a cui TrentoAttiva ha formalmente aderito. Il corteo, composto da più di 700 1500 cittadini e oltre 100 trattori, è partito da piazzale San Severino e terminato in Piazza Dante.

I cittadini manifestanti chiedono a gran voce la gestione dei rifiuti attravero la raccolta differenziata e il trattamento a freddo del residuo indifferenziato. Infatti, malgrado il sistema della combustione dia la percezione di eliminare il rifiuto, la realtà è assai diversa. Lo studio di fattibilità commissionato dalla P.A.T “allude chiaramente al rapporto fra le emissioni degli inceneritori e l’aumento di patologie tumorali”. Ciò si spiega considerando i due effetti più evidenti della combustione: i residui di cenere e le particelle emesse. Le prime rispondono a circa un quarto della massa totale ed essendo altamente tossiche vanno stoccate in speciali discariche (a costi elevati). Le seconde sono quelle particelle di dimensioni paragonabili al milionesimo di millimetro che non vengono filtrate (poiché sono troppo piccole) e che, se inalate, possono essere causa di tumori.

Ciò vale anche per gli impianti di incenerimento di ultima generazione, compreso quello contestato di Ischia Podetti che sarà concesso a privati per vent’anni d’uso: ad inalare le particelle tumorali saremo noi, i giovani e la futura generazione.

L’alternativa a tutto questo esiste ed è una buona raccolta differenziata. Essa è attualmente intorno al 70% e in fase di miglioramento. Anche noi di TrentoAttiva crediamo fermamente che l’inceneritore non abbia alcun senso di esistere e che, anzi, la politica corretta è quella di sensibilizzare ed informare i cittadini sulla tematica e sul percorso verso una raccolta differenziata di più alto valore possibile. I restanti residui indifferenziati saranno trattati attraverso il sistema a freddo, che non ha le conseguenze negative imputate all’inceneritore e “vince” anche sui costi (intorno agli 80 €/ton contro i 110-170 €/ton dell’inceneritore).

Ciò è esattamente quanto accade a Vedelago e a Colleferro così come in altre città italiane più responsabili. E allora, “non bruciamoci il futuro“.

Foto a cura di Alessandro Iavicoli.

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