Inceneritore: l’alternativa c’é

Da 8 anni ormai sentiamo parlare del famigerato progetto di inceneritore di Ischia Podetti e mano a mano che passa il tempo ci si accorge sempre più che le moderne tecnologie di differenziazione dei rifiuti sono “LA” vera alternativa ad un sistema, quello dell’incenerimento, oramai vecchio e inopportuno: la prova ne è che sono sempre di più le realtà che stanno abbandonando questa tecnologia in favore della cosiddetta Zero Waste Strategy (“Strategia rifiuti zero”). Uno dei Paesi che ha registrato più successo è la Nuova Zelanda, dove il 70% dei comuni su tutto il territorio nazionale hanno adottato la Strategia Rifiuti Zero. ma ricordiamo anche San Francisco (California) che ha raggiunto il 72 % di raccolta differenziata e si propone il 100% entro il 2020. Seguono Oakland, Santa Cruz, Berkley (sempre in California), ma anche l’Australia (Camberra e la regione sud occidentale del Paese), il Canada (Nuova Scozia, Columbia Britannica), la città di Buenos Aires, alcune città del Regno Unito e ormai svariate realtà italiane come la virtuosissima Capannori in Toscana, Montebelluna (Tv), la stessa Treviso; ci sta provando anche Roma (che ha commissionato la costruzione di un centro riciclo all’avanguardia sul modello di quello di Vedelago); e si potrebbe continuare.
La stessa provincia di Trento sembra avere fortemente riconsiderato il progetto considerando che, dalle iniziali 280.000 tonnellate di capacità di incenerimento annue nel 2002 si è passati, a fine 2005 a 100.000 tonnellate annue. D’altra parte, i dati mostrano come la raccolta differenziata in provincia stia crescendo anno dopo anno  e l’obiettivo di una “strategia rifiuti zero” non sembra così irreale: solo nel comune di Trento, nel 2010, sono stati differenziati oltre il 3% in più dei rifiuti rispetto al 2009 (dal 57,01% al 60,85%) e il conferimento in discarica è diminuito, negli stessi due anni, dell’ 11,3% grazie alla generale minor produzione di rifiuti.¹
In Italia abbiamo un fantastico esempio di come questo metodo di smaltimento di rifiuti sia di gran lunga il meno impattante sull’ambiente, meno costoso e addirittura economicamente proficuo: ed è il modello che la Sig.ra Carla Poli ha fatto nascere a Vedelago (Tv) grazie al suo ormai famoso centro di riciclo.

Funzionamento di un inceneritore

Ricordiamo infatti che, nonostante i moderni inceneritori siano sicuramente meno inquinanti di quelli vecchi (com’è ovvio) e permettano di recuperare una parte dell’energia spesa per l’incenerimento utilizzandone il calore per il teleriscaldamento, vi sono sempre le fondamentali leggi della fisica che non possono certo essere annullate da nessuna moderna tecnologia; citiamo il vecchio, ma in questo caso sempre opportuno, Antoine-Laurent de Lavoisier e la sua legge di conservazione della massa: “in una reazione chimica, la massa dei reagenti è esattamente uguale alla massa dei prodotti in un sistema chiuso”; il che vale a dire: “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. Ciò che bruciamo in un inceneritore non viene, come si vorrebbe far credere, tolto di mezzo, ma semplicemente trasformato in qualcos’altro, ben più dannoso per la salute, anche se meno visibile: e non stiamo parlando tanto delle PM10 che i moderni filtri riescono a fermare, ma delle più insidiose e tossiche nanoparticelle dalle PM 1 in giù; più piccole sono e più nocive e meno controllabili risultano, come il dott. Stefano Montanari e la dott.ssa Antonietta Gatti hanno dimostrato con la loro ricerca sulle nanopatologie in parte finanziata dalla UE.

Che dire poi del 33% di ceneri, sul volume totale di rifiuti inceneriti, che, oltre a costituire un notevole impegno economico per il loro smaltimento, sono anch’esse altamente inquinanti.
Aggiungiamo poi il grande consumo d’acqua necessaria al raffreddamento dell’impianto; acqua che sempre più si prefigura come futuro “oro blu”
Desta quindi stupore il fatto che il bando di gara pubblicato dal Comune di Trento non preveda altri concorrenti oltre alle aziende che costruiscono inceneritori, di fatto escludendo il modello Vedelago che risulta essere la via ragionevolmente più adatta ad un territorio ad alta rilevanza agricola e naturalistica come la provincia di Trento.
Per questi motivi l’associazione“TrentoAttiva” ha deciso di aderire alla manifestazione organizzata dal “Coordinamento Trentino Pulito” per sabato 30 ottobre 2010, nella speranza che ciò contribuisca ad aumentare la coscienza pubblica su questo tema.
Riproponiamo “Civiltà bruciata – La terra degli inceneritori”, l’eccellente documentario di Zenone Sovilla che tratta nel dettaglio questo argomento:

TRENTOATTIVA
www.trentoattiva.it
trentoattiva@gmail.com

¹ Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/TrentinoAltoAdige/Trento-aumenta-la-raccolta-differenziata-dei-rifiuti_311088846556.html

Per approfondimenti:

http://www.ecceterra.org/

http://www.trentinopulito.org/

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