Li chiamano ” delitti passionali” !

Chiunque condivida le motivazioni e lo spirito di questa difficile   battaglia , chiunque creda che la violenza sulle donne  sia un’emergenza   sociale, poco  conosciuta, perchè i suoi tragici epiloghi sono spesso relegati nella cronaca locale. Chiunque   sia convinto che ci sia estremo bisogno di una politica sociale per contrastare questo fenomeno  che è assolutamente trasversale a tutti gli strati sociali, ma sopratutto chi è convinto che non sia una questione  sessista, può far propria questa lettera  del gruppo FB “ Esci allo scoperto” e spedirla a chi di dovere:

Io l’ ho fatto, per quanto può valere, lo devo alla mia coscenza, alla memoria di tutte le vittime e a una cara amica,  che ha  pagato a caro prezzo la sua determinazione a voler “vivere”.

Onorevole Sig. Ministro (nome), Li chiamano “delitti passionali” ma quale tipo di passione può mai spingere a uccidere un numero così elevato di donne? L’amore è desiderare la felicità della persona amata, non il suo annientamento! Ogni giorno, quando leggiamo il quotidiano o ascoltiamo le notizie al telegiornale, speriamo in cuor nostro che qualche altra donna non sia “caduta ” per mano di colui che sosteneva di amarla. Ci auguriamo che questa carneficina sia cessata, invece, inesorabilmente, la notizia arriva puntuale come una pugnalata al cuore: un’altra donna è stata uccisa. Solo in quest’ultimo periodo ne sono state assassinate parecchie; la vita delle donne oggi sembra non avere più alcun valore. Senza citare le statistiche, diciamo che non sono solo le donne a morire in questa “mattanza”: qualcosa si spegne anche nell’animo dei loro figli, i fratelli, i genitori, gli amici, i parenti e tutti quelli che le hanno amate in vita. Il sangue versato si trasforma in dolore immenso per chi rimane i quali si aggrappano all’illusione che la giustizia possa punire in modo esemplare i colpevoli di tanta crudeltà dando un po’ di sollievo alla loro sofferenza inconsolabile. Ma ahimè, la giustizia apre una nuova ferita nel loro cuore e altro dolore si aggiunge al dolore: le pene comminate agli assassini sono inadeguate al tipo di omicidio commesso. Gli sconti di pena e i benefici di cui godono gli assassini servono a tutelarli e così i loro massacri rimangono impuniti. Nessuno può arrogarsi il diritto di togliere la vita a un altro, la vita c’è donata da Dio e solo Lui può togliercela! La giustizia è chiamata a dare ordine alla vita sociale e a impedire che gli uomini possano uccidere. Non si può più continuare a vivere con un simile peso sul cuore. OGGI LE DONNE VIVONO NELLA PAURA DELLA VIOLENZA NON SOLO FUORI CASA MA ANCHE TRA LE MURA DOMESTICHE! Siamo diventati in tanti purtroppo a convivere con quest’angoscia, troppi perché nessuno possa più far finta di non “vederci”! Ma non siamo soli, gli omicidi delle donne sono un dolore e una preoccupazione condivisi dalla popolazione di tutto il Paese. Siamo stanchi di tanta ingiustizia e poca considerazione, vogliamo delle risposte concrete. Chiediamo pene adeguate, severe e certe per questi efferati assassinii. Desideriamo che chi causi intenzionalmente la morte di una donna, sia condannato all’ergastolo. Scriviamo per dare voce a chi voce non può più avere: le donne uccise. Le donne devono essere tutelate soprattutto sotto il profilo dell’immagine: basta rappresentarle come un “corpo” da esibire e da vendere, basta con questa campagna che dipinge in modo negativo le ex mogli (molte donne sono uccise da ex mariti o compagni)! Vogliamo che ci sia riconosciuta la nostra dignità come persone, siamo o non siamo la metà della popolazione italiana? Ci auguriamo anche che venga approvata la proposta di legge che prevede un sostegno alle vittime di reati violenti e che questo governo ci sostenga e non ci deluda. Citta, data Con i migliori Saluti (Vostro nome e cognome)

immagine tratta da ; http://www.ilfriuli.it/if/cronaca/costume-e-societ/34469/

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