L’accordo fra Italia e Libia e la coscienza degli Italiani

Dopo aver letto questa intervista , avuto modo di leggere certe notizie, nessun essere umano, degno di essere definito tale,  può rimanere indifferente,  può non sentirsi coinvolto,  può voltarsi dall’altra parte. Quel che sta succedendo ai nostri fratelli in Libia è, senza se e senza ma, agghiacciante. Come si deve sentire un cittadino italiano di fronte a una simile colpa? Può accettare, per garantirsi benessere e sicurezza, di non vedere le sofferenze dei nostri simili.? Può la sua coscienza uscire indenne da questo bagno di dolore e sangue?

NO!!

Emulando il nostro governo, a cui i sondaggi piacciono tanto, scommetterei sul risultato di un ipotetico sondaggio; un bel 90% ! SE solo la gente sapesse, SE solo la gente vedesse, tutti i giorni con i loro occhi, SE stampa e tv facessero finalmente il loro lavoro.

E finalmente succederebbe; non  potremmo girare la testa, non potremmo più  pensare che non ci riguarda. “L’indifferenza è un  tarlo mortale per la coscienza civile dei cittadini, un virus letale per la democrazia”

Sono schifata dall’indifferenza, o forse sarebbe meglio dire connivenza, della politica, ma ancor più  angosciata dal silenzio dei media. Ma il loro compito non  dovrebbe essere oltre a quello di informare, ovviamente, quello di esprimere e formare l’opinione pubblica? Come può un popolo, una nazione esprimere una dura condanna morale e conseguentemente fare pressione  sui governi, se non è a conoscenza di fatti gravissimi come questo,  se nessuno ne parla? Nei giorni caldi della protesta dei giornalisti contro la legge bavaglio stiamo assistendo a un autobavaglio che maschera le responsabilità politiche dell’Italia, la quale  dovrebbe avere l’interesse, oltre che il dovere, di salvaguardare i diritti umani in paesi con cui ha sottoscritto un’accordo di cooperazione.

Gli indifesi, i disperati non fanno audience? Forse semplicemente questa drammatica vicenda umana viene ritenuta ininfluente, non  tocca gli interessi concreti e materiali della nostra nazione!  Forse metterebbe in luce il fallimento delle politiche sull’immigrazione di questo esecutivo, che ha sempre ridotto tutto a una questione di ordine pubblico, risolvendo il problema con il solito sistema; nascondere lo sporco sotto il tappeto.  Il vanto con il ministro dell’ interno Maroni cui  annunciava l’ abbattimento di oltre il 90% degli sbarchi sulle nostre coste è stato seguito da un silenzio imbarazzante della stampa.  Un grande successo secondo il governo italiano , una pagina nera dell’ informazione secondo me, nessuno che si sia chiesto dove siano svaniti, ma ora sappiamo! e la drammatica verità ci mette davanti alle nostre responsabilità, ci presenta il conto della nostra indifferenza. Giornali e tg continuano a ignorare il dramma degli eritrei detenuti in condizioni disumane in Libia. Non ci è dato sapere, perché nessuno ha indagato, nessuno ha posto delle domande scomode, se fra i detenuti ci sono dei rifugiati politici, non sappiamo se fra di loro c’è qualcuno che è stato respinto  dall’Italia, se sono dei pregiudicati o dei delinquenti comuni, ma cambierebbe comunque qualcosa per la nostra coscienza?

Certo potremmo asserire che l’Italia non c’entra, ignorare le sofferenze e il destino di centinaia di uomini donne e bambini, cullati dalla certezza di non avere responsabilità, rassicurati dai “successi” politici contro l’immigrazione clandestina.

Il nostro orticello per ora è salvo, il nostro benessere e la nostra sicurezza al riparo dall’orda migratoria, dall’uomo nero.

Ma se fossimo un paese con una memoria  e una coscienza storica dovremmo trovare una ragione in più per essere solidali con gli eritrei, non dimentichiamo che per più di mezzo secolo siamo stati loro ospiti, che abbiamo spacciato la  colonizzazione come un’avventura,  persino i nostri figli sanno quanto siamo amati da quel popolo, noi italiani brava gente!

Allora proviamo a immaginare l’amore che provano per noi quei disperati rinchiusi in container sotto il sole cocente, senza acqua, nè cibo, picchiati e violentati, senza cure mediche, consegnati nelle “amorevoli” mani dei libici da un patto scellerato fra il nostro governo e quello libico.

Moriranno, la loro sorte è segnata, ma dopo averli uccisi il nostro problema rimarrà, a loro si sostituiranno altri disperati, che continueranno a cercare vie di fuga spinti dalla disperazione e dal bisogno, da governi e dittature sciagurate.

Nei giorni caldi della protesta  a favore della libertà di stampa come cittadina italiana chiedo, non alla politica che della sua inettitudine ha gia dato esempio, ma ai direttori di tv e giornali: dimostrateci che a questa benedetta libertà ci tenete sul serio; martellateci con le notizie e le immagini di questa drammatica vicenda, dateci modo di dimostare, a noi stessi, e al mondo che non accettiamo di avere le mani sporche di sangue perche siamo Italiani  brava gente!

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