La Corte Costituzionale boccia il decreto sul nucleare

Propongo un estratto della SENTENZA N. 215 della CORTE COSTITUZIONALE depositata in data 17/06/2010 e della quale nessun telegiornale ne ha dato informazione in questi giorni.

“Ora, è agevole osservare che, trattandosi di iniziative di rilievo strategico, ogni motivo d’urgenza dovrebbe comportare l’assunzione diretta, da parte dello Stato, della realizzazione delle opere medesime.

Invece la disposizione impugnata stabilisce che gli interventi da essa previsti debbano essere realizzati con capitale interamente o prevalentemente privato, che per sua natura è aleatorio, sia quanto all’an che al quantum.

Si aggiunga che la previsione, secondo cui la realizzazione degli interventi è affidata ai privati, rende l’intervento legislativo statale anche sproporzionato. Se, infatti, le presunte ragioni dell’urgenza non sono tali da rendere certo che sia lo stesso Stato, per esigenze di esercizio unitario, a doversi occupare dell’esecuzione immediata delle opere, non c’è motivo di sottrarre alle Regioni la competenza nella realizzazione degli interventi.

I canoni di pertinenza e proporzionalità richiesti dalla giurisprudenza costituzionale al fine di riconoscere la legittimità di previsioni legislative che attraggano in capo allo Stato funzioni di competenza delle Regioni non sono stati, quindi, rispettati. Va dichiarata pertanto l’illegittimità dell’art. 4, commi da 1 a 4, del d.l. n. 78 del 2009, nel testo risultante dalle modifiche introdotte dal d.l. n. 103 del 2009, per violazione degli artt. 117, terzo comma, e 118, primo e secondo comma, della Costituzione.

Per dirla in breve: L’articolo 4 (decreto legge n.78 del 2009) che sanciva la rinascita del nucleare in Italia è stato dichiarato incostituzionale dalla Consulta.

Vale la pena ora ricordare, a prescindere dalle motivazioni che supportano la bocciatura del decreto da parte della Corte Costituzionale, il perché la tecnologia del nucleare per la produzione di energia sia una scelta sbagliata e irresponsabile.

Carenza di uranio:

Ecco un grafico estratto da un documento dell’ Energy Watch Group


La linea nera che arriva a circa 78 Kt indica il consumo di uranio delle centrali nucleari, che con il numero di centrali oggi esistenti si attesta appunto a poco meno di 80 Kt all’anno.
Le fascie colorate (arancione, giallo e azzurro) indicano invece la quantità di uranio disponibile negli anni dando ad ogni colore un diverso costo per Kg di uranio estratto (questo perchè più l’uranio scarseggerà e più si alzera il suo costo sul mercato, rendendo quindi anche sempre meno “vantaggiosa” l’energia prodotta col nucleare).
Si può notare che già al giorno d’oggi l’estrazione dell’uranio è sempre comunque inferiore al consumo attuale delle centrali nucleari sparse per il mondo.

Mi chiederete, come è possibile che si estragga meno uranio di quello che si impiega? In realtà la differenza tra l’uranio utilizzato e quello estratto viene attualmente compensata con l’utilizzo delle scorte di uranio date in buona parte dalla dismissione degli ordigni atomici dei tempi della guerra fredda.

Ricordo anche che solo lo 0,3% dell’uranio in forma grezza, corrispondente all’isotopo 235, è utilizzabile per la produzione di energia nucleare.

Aspettative di produzione sopravvalutate

Occorre sempre considerare che anche costruendo 1/3 delle centrali nucleari che ha la Francia otterremo solo circa il 30% del fabbisogno energetico elettrico nazionale (la Francia con quasi 60 centrali ne ottiene l’80 %); e sottolineo fabbisogno energetico elettrico, perchè se consideriamo il fabbisogno energetico totale saremmo attorno al 15-20 %. Percentuale davvero misera considerando i costi di costruzione di circa 20 centrali nucleari (quasi una per ogni regione), quante sono quelle necessarie ad ottenere appunto quei livelli di produzione di energia.

Costi

Non è vero che il nucleare è più economico se consideriamo tutte le voci di spesa che vi girano attorno: costruzione centrale, gestione scorie, uranio sempre più caro, presidiatura di sicurezza delle centrali, smantellamento delle stesse dopo pochi decenni, stoccaggio delle scorie e monitoraggio continuo delle stesse per millenni.

Da http://www.giornalettismo.com/archives/61472/scorie-nucleari-negli-usa-quel/2/ :

Il costo per la conservazione delle scorie nucleari è enorme, diciamolo subito. Secondo stime fatte negli anni novanta, solo per incapsulare e disporre in condizioni di sicurezza le scorie ad alto livello di radioattività, si dovranno spendere nei soli Stati Uniti oltre 110 miliardi di dollari (al valore del 1996); in Canada, 9,7 miliardi; in Francia e Germania, rispettivamente oltre 7 e 5 miliardi.

Da http://www.icnegrar.org/media/lavori/Nobel/Rubbia/Energia%20Solare.htm estrapolo le parole del premio nobel per la fisica Carlo Rubbia:

‘Costruire uno specchio di Archimede è qualcosa di molto più semplice e meno costoso che fare, ad esempio, una cellula fotovoltaica. I costi, cioè, sono simili a quelli dei combustibili fossili, ma l’energia prodotta sarà pulita’. Il prototipo, che si prevede operativo alla fine del 2007 ed al quale l’Enea ha lavorato per tre anni con circa 100 ricercatori, è unico al mondo nel suo genere. E’ un’idea, ha detto Rubbia, ‘di cui abbiamo la paternità ed anche i brevetti’. Sarà dunque possibile produrre grandissime quantità di energia pulita e a basso costo.

Vale la pena ricordare anche che il Popolo italiano si è espresso in un referendum nel 1987 e da quella consultazione , come tutti ben sappiamo, venne fuori una netta sconfitta del nucleare. Per chi obietta che il referendum fu distorto dall’effetto mediatico del disastro di Chernobyl avvenuto appena un anno e mezzo prima vorrei proporre due sondaggi pubblicati da quotidiano.net/sole 24 ore.

Il primo:

Sei favorevole al nucleare come fonte di energia?

No (50%)
Sì (49%)
Non so (1%)

Da questo risultato si dedurrebbe quindi che c’è una forte divisione tra la gente e che non è così lampante la condanna al nucleare come fu invece nel 1987.

Ma quello che sconcerta e che dimostra incoerenza ed egoismo da parte degli italiani è il confronto con i risultati del secondo sondaggio:

Accetteresti una centrale nucleare nella tua provincia?

No (70%)

Si (29%)
Non so (1%)

Insomma, la solita mentalità stupida e superficiale del “not in my backyard” per cui noi italiani siamo  ben noti.

In ogni caso tutt’ora la maggioranza degli italiani sembrerebbe propendere per una riluttanza al nucleare.

Consiglio caldamente anche questa intervista a Jeremi Rifkin, realizzata dal blog di Beppe Grillo, che sostiene a gran voce l’opportunità di perseguire in Italia la via delle fonti rinnovabili vista la posizione geografica del nostro Paese. Essendo uno degli Stati più a sud dell’UE abbiamo sole in abbondanza; siamo una penisola e quindi abbiamo vento a volontà e mare (potenziale fonte di energia idroelettrica ancora non sfruttata). Va poi aggiunto anche il geotermico.

Nella parte finale del filmato Rifkin esprime molto brevemente ma esaurientemente il perchè del suo no al nucleare.

Infine, il 1° aprile 2009 a Trento, in un piccola aula della facoltà di economia, si è tenuto un dibattito che ha illustrato con dati precisi e analisi obiettive, le ragioni per cui l’energia nucleare non sia il mezzo per risolvere i problemi di approvvigionamento energetico del nostro Paese.

I relatori erano:

– Antonio Zecca (Dip. Fisica, Università di Trento)

– Geremia Gios, (Dip. Economia, Università di Trento)

– Giorgio Zampetti (Comitato Scientifico Legambiente)

L’introduzione è di Maddalena Di Tolla Deflorian (Presidente Legambiente Trento).

Questo è l’opuscolo informativo distribuito in occasione dell’evento e questo è il protocollo di accordo tra Berlusconi e Sarkozy sulla cooperazione nel settore dell’energia nucleare, stipulato il 24 febbraio 2009.

Di seguito potete visionare la registrazione dell’evento da me curata.

Parte 1:

Watch live streaming video from grillitrentini at livestream.com

Parte 2:

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