L’Aquila: nasce la Onlus 6 aprile per la vita

Riportiamo un articolo della giornalista Sabrina Provenzani che abbiamo avuto ospite della nostra associazione lo scorso 29 maggio in occasione dell’incontro “Echi tra montagne e silenzio: l’Aquila chiama Trento”.

Da “Gli italiani”:

Vincenzo Vittorini è un giovane medico aquilano. La notte del 6 aprile 2009, quando è arrivata la scossa delle 3.32, era a casa con la moglie Claudia e la piccola Fabrizia, che sono morte sotto le macerie. Vincenzo è stato estratto ferito dopo alcune ore di buio. Ora vive con l’altro figlio, Federico, che si è salvato perchè in gita scolastica, in un appartamento del progetto C.A.S.E.

Dopo alcuni mesi dal terremoto, con il suo amico e collega Massimo Cinque, che nel sisma ha perso la moglie e i due figli, Vittorini ha scritto questa lettera aperta a Guido Bertolaso ponendogli alcune domande sul mancato allarme da parte della Protezione Civile. Nei quattro mesi di sciame sismico e perfino poche ore prima della scossa più violenta, i vertici della Protezione civile avevano sempre rassicurato la popolazione invitandola a restare in casa, senza mettere a punto nessun piano di evacuazione. Massimo e Vincenzo non hanno ricevuto risposta. Allora hanno insistito con una seconda lettera. Stavolta Bertolaso ha risposto, in forma privata, con undici pagine di spiegazioni tecniche in cui chiariva come prevedere un terremoto non sia possibile.

Perché allora rassicurare la popolazione? Perché, come dice Vittorini in questa intervista ad Annozero, togliere alla gente la paura?

Nel corso dei mesi, e dopo lo stordimento iniziale, i due medici sono diventati esperti di sismica, ordinanze di Protezione civile, gestione di altri terremoti. E, pur restando persone pacate, hanno sentito crescere l’indignazione e la rabbia per l’incompetenza pre terremoto e la successiva mancanza di risposte da parte dei responsabili di quella gestione. Sono due medici coscenziosi, e hanno chiaro il senso dell’assunzione di una responsabilità verso le vite degli altri. Per questo sono fra i firmatari di un esposto contro ignoti per cooperazione in omicidio colposo e lesioni colpose.

E per questo, insieme ad altri familiari di vittime del terremoto, hanno costituito la Fondazione Onlus 6 aprile per la vita.

Queste alcuni dei valori a cui si ispira:

–   Noi vogliamo che il sacrificio dei nostri angeli sia utile a salvare nuove vite negli anni a venire e serva a far si che la nostra società sia più attenta al rispetto delle leggi, delle azioni e delle tecniche di costruzione utili a prevenire lutti.

–   Noi siamo consapevoli del fatto che l’unico obiettivo dovrà essere la salvaguardia e lo stimolo di una comunità viva, proiettata nel futuro e pronta a fronteggiare unita le difficoltà, con la consapevolezza di avere dei concittadini non corrotti, di cui potersi fidare e capaci di assumersi le responsabilità quando commettono degli errori.

–   Noi riteniamo che per tornare a valorizzare il concetto di vita sia necessario cambiare radicalmente metodo e permettere a tutti i cittadini di ritrovare la speranza per il futuro oltre che sognare una vita nella comunità della nostra città.

–   Noi riconosciamo il ruolo nobile della politica ma non quando è fine a se stessa.

Fra le finalità della Onlus l’istituzione, nell’anniversario del terremoto, di una  “giornata per non dimenticare” e l’istituzione di premi e l’attribuzione di borse di studio per finanziare ricerche e tesi sulla prevenzione contro i disastri naturali, la gestione delle emergenze e le best practice della pubblica amministrazione nazionale e internazionale.

Fondazione 6 aprile per la vita Onlus – Sede Legale: Via Aldo Moro 28/D – 67100 L’Aquila c/o Studio Visione Pier Paolo. Tel. 0862 1965991

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