Non bruciamoci il futuro

Mi capita sempre più spesso di iniziare una discussione su argomenti di attualità e … puntualmente pentirmi di farla!
Sembra proprio che su alcuni temi non ci possano essere punti di incontro se il nostro interlocutore la pensa diversamente, si finisce solo per arrabbiarsi e confondersi maggiormente le idee.
E così ci si convince che tutto è opinabile e si rinuncia a farsi una propria opinione, ritirandosi nel silenzio  o abbracciando le rispettive bandiere.
Chi non ha pensato queste cose trovandosi a parlare dell’inceneritore di Ischia Podetti?

Giovedì 8 aprile, ore 20:30, teatro comunale di Zambana, serata organizzata dal neo nato Coordinamento Trentino Pulito. Invitati: Lorenzo Lorenzoni (medico e assessore Comune di Lavis), Simonetta Gabrielli (Associazione Nimby), Michele Moser (Sindaco di Zambana), Alessandro Andreatta (Sindaco di Trento), Alberto Pacher (Assessore provinciale ai Lavori pubblici, Ambiente e Trasporti) e Tiziano Mellarini (Assessore all’Agricoltura, Foreste, Turismo e Promozione).

La situazione, in breve, è questa: il Comune di Trento ha indetto un bando in data 29/12/2009 per l’affidamento della realizzazione di un inceneritore a privati. Due comuni della Piana Rotaliana (Lavis e Mezzocorona) e il Centro Riciclo di Vedelago, centro che sperimenta una tecnologia di trattamento dei rifiuti alterativa, hanno  presentato ricorso al Tar sostenendo, da più punti di vista, l’illegittimità di questo bando.
Il Coordinamento Trentino Pulito, gruppo di persone contrario al progetto dell’inceneritore, a sua volta sta cercando di mobilitarsi dal basso attraverso l’informazione ai cittadini e una raccolta firme per interrompere il progetto.

Ma quali sono le ragioni di questa contrarietà? Molte, quelle spiegate a Zambana, alcune anche piuttosto tecniche, queste quelle che mi hanno colpita di più:

  • l’inceneritore non è la tecnologia più avanzata e sicura al momento disponibile (come indicato da normativa europea e ricerca scientifica), ma noi la scegliamo non solo per oggi ma per i prossimi 20 anni e la diamo in gestione a privati
  • l’inceneritore non risolve i problemi del residuo: del rifiuto bruciato rimane il 30% in forma di cenere tossica, che non saremo in grado di smaltire in Trentino perché non abbiamo discariche che possano trattare rifiuti pericolosi
  • oltre al rifiuto solido ci sono i fumi della combustione: alcune polveri sottili non sono state ancora raggiunte dalla ricerca scientifica. Il principio di precauzione-prevenzione imporrebbe di fermarsi
  • un dato da brividi: noi donne saremo comunque più “fortunate”: le scorie nocive derivanti dalla combustione vengono smaltite con gravidanza ed allattamento

Sicuramente è una questione complessa, non ho tutte le informazioni e neanche la competenza per trarre delle conclusioni definitive. Sicuramente questo stesso breve racconto non rende giustizia dei vari interventi competenti che si sono sviluppati durante la serata, del dibattito successivo in cui ci si interrogava sulla rappresentanza politica di queste istanze, del clima grave e interessato tra le persone presenti in sala.
Ed ancor meno della controparte, dell’opinione delle amministrazioni che hanno scelto per noi questa soluzione. Ma questo non per la sintesi del racconto o la poca preparazione di chi scrive, ma semplicemente perché dei nostri rappresentanti provinciali e del Comune di Trento (sostenitori del progetto dell’inceneritore) non c’era nessuno.
A tutti noi il compito di andare a verificare le ragioni dei nostri amministratori.

Immagine tratta da: http://www.ecceterra.org/img/lacava.palarotari.balle_06nov09.jpg

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