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Non bruciamoci il futuro

Di: Sara Preghenella    Pubblicato il:  18 apr 2010  |  9 Commenti



Mi capita sempre più spesso di iniziare una discussione su argomenti di attualità e … puntualmente pentirmi di farla!
Sembra proprio che su alcuni temi non ci possano essere punti di incontro se il nostro interlocutore la pensa diversamente, si finisce solo per arrabbiarsi e confondersi maggiormente le idee.
E così ci si convince che tutto è opinabile e si rinuncia a farsi una propria opinione, ritirandosi nel silenzio  o abbracciando le rispettive bandiere.
Chi non ha pensato queste cose trovandosi a parlare dell’inceneritore di Ischia Podetti?

Giovedì 8 aprile, ore 20:30, teatro comunale di Zambana, serata organizzata dal neo nato Coordinamento Trentino Pulito. Invitati: Lorenzo Lorenzoni (medico e assessore Comune di Lavis), Simonetta Gabrielli (Associazione Nimby), Michele Moser (Sindaco di Zambana), Alessandro Andreatta (Sindaco di Trento), Alberto Pacher (Assessore provinciale ai Lavori pubblici, Ambiente e Trasporti) e Tiziano Mellarini (Assessore all’Agricoltura, Foreste, Turismo e Promozione).

La situazione, in breve, è questa: il Comune di Trento ha indetto un bando in data 29/12/2009 per l’affidamento della realizzazione di un inceneritore a privati. Due comuni della Piana Rotaliana (Lavis e Mezzocorona) e il Centro Riciclo di Vedelago, centro che sperimenta una tecnologia di trattamento dei rifiuti alterativa, hanno  presentato ricorso al Tar sostenendo, da più punti di vista, l’illegittimità di questo bando.
Il Coordinamento Trentino Pulito, gruppo di persone contrario al progetto dell’inceneritore, a sua volta sta cercando di mobilitarsi dal basso attraverso l’informazione ai cittadini e una raccolta firme per interrompere il progetto.

Ma quali sono le ragioni di questa contrarietà? Molte, quelle spiegate a Zambana, alcune anche piuttosto tecniche, queste quelle che mi hanno colpita di più:

  • l’inceneritore non è la tecnologia più avanzata e sicura al momento disponibile (come indicato da normativa europea e ricerca scientifica), ma noi la scegliamo non solo per oggi ma per i prossimi 20 anni e la diamo in gestione a privati
  • l’inceneritore non risolve i problemi del residuo: del rifiuto bruciato rimane il 30% in forma di cenere tossica, che non saremo in grado di smaltire in Trentino perché non abbiamo discariche che possano trattare rifiuti pericolosi
  • oltre al rifiuto solido ci sono i fumi della combustione: alcune polveri sottili non sono state ancora raggiunte dalla ricerca scientifica. Il principio di precauzione-prevenzione imporrebbe di fermarsi
  • alternative vantaggiose ci sono: la proposta “Cerani”, ad esempio, presentata da 4 comuni della Rotaliana, basata su differenziata spinta, lavorazione dell’indifferenziato in sabbia per edilizia, con residuo massimo al 5-10% (http://www.ecceterra.org/doc/ladige.piattaforma.lavis.dellai.boccia_07nov09.pdf)
  • un dato da brividi: noi donne saremo comunque più “fortunate”: le scorie nocive derivanti dalla combustione vengono smaltite con gravidanza ed allattamento

Sicuramente è una questione complessa, non ho tutte le informazioni e neanche la competenza per trarre delle conclusioni definitive. Sicuramente questo stesso breve racconto non rende giustizia dei vari interventi competenti che si sono sviluppati durante la serata, del dibattito successivo in cui ci si interrogava sulla rappresentanza politica di queste istanze, del clima grave e interessato tra le persone presenti in sala.
Ed ancor meno della controparte, dell’opinione delle amministrazioni che hanno scelto per noi questa soluzione. Ma questo non per la sintesi del racconto o la poca preparazione di chi scrive, ma semplicemente perché dei nostri rappresentanti provinciali e del Comune di Trento (sostenitori del progetto dell’inceneritore) non c’era nessuno.
A tutti noi il compito di andare a verificare le ragioni dei nostri amministratori.

Immagine tratta da: http://www.ecceterra.org/img/lacava.palarotari.balle_06nov09.jpg

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9 Comments

Marco Garavelli

Quanto è vero e desolante ciò che hai detto sulla incomunicabilità tra persone che la pensano diversamente sulle questioni. Non si è mai disposti a mettersi in discussione, a fermarsi un attimo a ragionare. Sul tema specifico dell’inceneritore c’è gente che rozzamente si limita a dire “in qualche maniera la dovremo fare sparire ‘sta spazzatura, no?!”. Come se l’incenerimento fosse l’unico modo di trattare i rifiuti e, soprattutto, come se questo metodo li facesse davvero “sparire”. Ricordo addirittura di una mia collega di lavoro che mi diceva che “l’inceneritore lo fanno a Trento, cosa ti interessa a te che vivi a Borgo?!” Frase che la dice tutta sul livello di senso civico di una grossa fetta della popolazione e sul grado di informazione in materia di inquinamento da combustioni (cosa sono 30 km in linea d’aria se pensiamo che l’inquinamento del mondo “civilizzato” arriva fino ai ghiacci del Polo Nord?): http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/05_Maggio/12/smogpolo.shtml

So che sembrerò un noioso predicatore ma non posso astenermi dal dire che dovremmo imparare tutti ad ascoltare diverse campane prima di prendere una posizione sull’ argomento (qualunque esso sia).
Io vorrei consigliarvi una fonte autorevole (per i pochi che non lo conoscono): http://www.stefanomontanari.net/sito/

Sarà grazie alla dott.ssa Antonietta Gatti e a suo marito dott. Stefano Montanari se arriveremo a recepire a livello legislativo i danni causati dalle nanopolveri (pm <0.1) prodotte dalle combustioni, che sono di gran lunga maggiori di quelle più grossolane (pm 10 e pm 2,5 in primis).

Marina Benedetti

Io credo che , si inceneritore no inceneritore a parte, il nocciolo della questione sia l’assoluta mancanza di partecipazione dei cittadini a decisioni come queste. Se ne avessi il potere la decreteri per legge, sopratutto riguardo opere come questa di grande impatto ambientale e economico. Gli strumenti ci sono: Assemblee deliberative, consigli comunali partecipati, che naturalmente dovrebbero essere precedute da una controcampagna informativa autogestita dai cittadini e finanziata dalle istituzioni. ad armi pari insomma!

michela

Hai ragione Marina quello che si dovrebbe fare sulle decisioni importanti per la comunità, con la campagna informativa che dev’essere capillare altrimenti ci ritroviamo con risposte (come ha riporato il sig. Marco Garavelli) …ma che t’ importa abiti da un’ altra parte!

cristiana chiarani

cara sara, grazie x l’ottima sintesi della serata, condividerò il tuo testo sulla mia pagina Fb, quella delle Mamme BioNike e quella del coordinamento Trentino Pulito, se non hai nulla in contrario.
se volessi farlo tu stessa, sarebbe ancora meglio: queste cose sono contagiose: come dice Wangari Maathai, leader di un movimento eco-femminile in kenia, quando le persone cominciano a vedere che in tanti camminano in un’altra direzione rispetto a quella dell’autobus che hanno preso, cominciano a chiedersi il perchè e ad accodarsi…
Più siamo e ci facciamo vedere, più la gente capirà. Pensavamo ad un cerchio del silenzio in piazza duomo, se qualcuno fosse interessato, mi contatti via Fb personalmente o sul gruppo Mamme (http://www.facebook.com/cristiana.chiarani?v=app_2347471856&ref=profile#!/group.php?gid=44002047768&ref=ts)
Purtroppo – è verissimo – ci si scontra con un grande pressapochismo (“ma i rifiuti ‘ndo i metente?”), anche da parte di politici che si pretenderebbero più informati…

cristiana chiarani

scusate, il link del grupopo mamme è questo!

cristiana chiarani

http://www.facebook.com/cristiana.chiarani?v=app_2347471856&ref=profile#!/group.php?gid=44002047768&ref=ts

sara preghenella

Grazie del commento cristina, condividi pure tu liberamente. verrò volentieri a trovarvi su facebook, le mamme hanno sempre una marcia in più!
sante parole sul discorso del far rete, anche per evitare che con i tanti “autobus” e capannelli che ci sono in giro la gente non resti ferma, perchè non sa più come orientarsi.
possiamo davvero dare prova ai nostri amministratori delle grandi risorse della nostra comunità trentina: sul tema inceneritore sono rimasta davvero ammirata dall’intelligenza,preparazione, forza, coraggio e schiettezza dimostrate da chi si sta mobilitando per il no.

daniele

Marco,credo tu abbi centrato il problema,la logica che prevale è proprio quella del dire:lo fanno la,cosa te ne frega a te che abiti qua?Epurtroppo questo non lo pensa solo la gente ma,anche le amministrazioni ad esempio la TAV,alcuni comuni della vallagarina non essendo interessati dalla cosa,hanno detto ok senza preoccuparsi minimamente del disagio che ne riceveranno altri che in vece ne sono interessati inoltre,per la realizzazione dell’opera,sono previsti tre percorsi ,e anche li ogni amministrazione ha scelto il proprio,non curante del disagio che quel percorso può creare alle altre.tutto questo per dire che:è tempo ed ore che aministrazioni e cittadini anzichè imporre le proprie idee arrivino a dialogare fra loro per arrivare ad un progetto unico e condiviso da proporee poi alla regione e all’europa,che ormai normative su normative sta stressando le palle a tutti.Questo a mio giudizio vale per tutto non c’è la volontà di ragionare e di dialogare ma solo l’imporre la propria idea perchè è quella la più giusta.Daltro canto in questo TVdocet e anche le trasmissioni sportive.

Inceneritore: la storia infinita

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