Matrimonio Gay: bocciato il ricorso dalla Consulta.

Il 3 aprile 2009 i tribunali di Trento e  Venezia sollevano la questione di illegittimità costituzionale di alcune norme del codice civile che vietano il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Il 14 aprile di quest’anno  la Consulta boccia il ricorso.

Tutto era partito dalla richiesta di tre coppie di omosessuali che, essendosi rivolte al comune per ottenere le pubblicazioni di matrimonio, si sono viste respingere la richiesta e si sono rivolte ai tribunali di Trento e Venezia.

L”ordinanza faceva un excursus fra le norme: attualmente, nel nostro ordinamento, non ne esiste una che dica esplicitamente che «è vietato il matrimonio tra persone dello stesso sesso».

Il divieto si desume da una interpretazione storica delle norme, da una prassi consolidata. Alcune di queste norme, che i ricorrenti ritengono incostituzionali, regolano vari aspetti del matrimonio e hanno un denominatore comune, contengono le parole “marito” e “moglie”

In sostanza quindi si chiedeva alla corte di valutarne l’implicita discriminazione, facendo riferimento all‘art. 2 della Costituzione «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità». La famiglia dunque, viene vista come formazione sociale dalla duplice funzione: all’interno, protegge l’individuo  (pensiamo agli obblighi di assistenza materiale e morale) e all’esterno ne permette il riconoscimento sociale tramite i diritti riservati a chi gode dello status di “coniugato”.

La libertà di sposarsi (e non) e di scegliere il coniuge è un diritto individuale che sancisce l’autonomia personale: uno spazio dal quale lo Stato dovrebbe essere escluso. L’unico interesse dello stato in questo affare privato riguarda eventualmente l’adozione di un minore da parte della coppia, nodo presto sciolto, tenendo conto della severa legge italiana che non automatizza di certo l’accesso alle adozioni ma, anzi, prevede uno stretto controllo della coppia di aspiranti genitori : art6. «I coniugi devono essere affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori ». E qui si potrebbe aprire un dibattito infinito sulla questione. La mia personale opinione è che prima di gridare allo scandalo si dovrebbero valutare le conseguenze sui figli in Paesi come gli Usa, la Spagna o  l’Olanda dove l”adozione è permessa anche a coppie dello stesso sesso. La nostra pigrizia, una volta tanto, ci  avvantaggia, riguardo a certi diritti civili, abbiamo sempre qualche pioniere a cui fare le pulci, qualcuno che prima di noi ne ha sperimentato cause ed effetti.

L’argomento decisivo rimane comunque il principio di eguaglianza contenuto nell’art. 3 «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…».

Ma se tutti hanno pari dignità sociale e se  il matrimonio viene visto come un veicolo di realizzazione della personalità viene da chiedersi del perché non tutti possano sposarsi.

L’avvocatura dello stato controargomenta con “ragioni etiche legate alle tradizioni e alla natura”: ragioni piuttosto fragili e opinabili se si pensa quanto il diritto di famiglia sia stato, giustamente, stravolto, negli ultimi decenni dal legislatore. “Tradizioni” come il matrimonio riparatore, il delitto d’onore, la dote, la podestà maritale, l’indissolubilità del matrimonio, i figli “illegittimi” esclusi da diritti e eredità, sono state spazzate via con il rammarico di pochi nostalgici. Chi di noi ricorda la vicenda giudiziaria di Coppi e la dama bianca (caso celebre ma non certo unico all’epoca), fatica a comprendere, ora  in nome di quale etica o tradizione si possa  arrestare e incarcerare una donna per il solo fatto di essere adultera.

Il principio di eguaglianza dovrebbe essere usato per individuare le discriminazioni e eventualmente abbatterle non certo per legittimarle e consacrarle!

L’altra norma costituzionale che è spesso tirata in causa come impedimento costituzionale all’estensione del diritto al matrimonio è l’articolo 29 che recita «La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi»

Qui le interpretazioni lasciano spazio alla fantasia ma non si può negare che il termine “coniugi ” è piuttosto generico, qundi impugnabile e cosa dire del fatto che deve essere fondato sull’uguaglianza dei componenti? ( l’ironia a questo punto è d’obbligo ).

Il primo comma poi, parla di famiglia come “società naturale”,  termine piuttosto vago e neutrale. Decisamente interpretabile a favore dell’omosessualità, a meno che non si sia in grado di dimostrare, scientificamente, che  la stessa  sia frutto di una manipolazione genetica, una sorta di OGM…

In attesa del deposito della sentenza, e di conoscerne i contenuti, si può rilevare che paradossalmente la Costituzione Italiana esprime, usando altre parole, lo stesso concetto che alcune Corti (come alcune americane ma anche europee) hanno utilizzato per legittimare il matrimonio tra persone dello stesso sesso, sancendo così il principio che «non ha senso essere titolari di un diritto di matrimonio se poi non si può scegliere con chi sposarsi».

Per ora in Italia la tutela accordata agli sposi, grazie agli obblighi e ai diritti che ne conseguono, non trova eguali e adeguate possibilità suplettive nell’autonomia di diritto privato e mentre la consulta, organo sempre più spesso deputato a all’inadempienza della  politica (caso Englaro docet ) ha chiuso la porta in faccia a una nuova interpretazione costituzionalmente moderna e attuale e con la passata legislatura, grazie anche all’ingerenza della chiesa cattolica, è ormai tramontata la speranza di un ipotesi  di Pacs, Dico o quant’altro.
Amen.

Immagine tratta da http://www.iconegay.it/

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