L’immoralità trasversale nella politica

E’ una forte critica al sistema politico italiano quella di Bruno Tinti, invitato da noi per presentare il suo ultimo libro “La questione immorale”. Ci si può riconoscere in un programma di destra o di sinistra, ma non si può tollerare che l’illegalità si diffonda e si radichi sempre di più nella nostra classe dirigente e che poi la stessa usi il proprio potere legislativo ed esecutivo per garantirsi l’impunità.

In Italia un processo dura in media 8 anni ma la maggioranza di governo porta i termini di prescrizione a 7 anni e 1/2 per il 93% dei processi. Collegata a questa scelta ci si aspetterebbe una riforma della Giustizia che miri a renderla più celere ed efficiente, ma andiamo a vedere quali sono i provvedimenti finora pianificati:

  1. La separazione delle carriere
  2. La sottrazione della Polizia Giudiziaria al Pubblico Ministero
  3. La non obbligatorietà dell’azione penale
  4. Il blocco delle intercettazioni
  5. Una revisione della responsabilità dei Magistrati per i danni cagionati
  6. Il lodo Alfano
  7. Il “processo breve”
  8. Il legittimo impedimento
  9. Il possibile ripristino dell’immunità parlamentare

Quali di queste atti “riformativi” porterebbe effettivamente ad una maggiore efficienza della Magistratura? Se si esclude il “processo breve” (giustamente ribattezzato “processo morto”) che non fà altro che interrompere prima della loro naturale conclusione il 93% dei procedimenti, di fatto vanificandone la loro celebrazione, nessun altro punto sortirebbe l’effetto auspicabile di accorciare la durata dei processi, se non in maniera collaterale (e deprecabile) come effetto della diminuzione del numero di procedimenti causata dai punti 2, 3 e 4: se si fanno meno processi i magistrati avranno più tempo…

Le conclusioni che Tinti ne trae è che questo impianto di pseudo-riforme ha come unico effetto quello di garantire l’impunità ad una classe dirigente trasversalmente permeata di malaffare. Il processo penale in Italia non funziona perché è costruito per non funzionare: questa è in sintesi “La questione immorale” di cui dobbiamo prendere atto e alla quale dovremmo opporci, a prescindere dalla nostra appartenenza politica.


Fotografie di Denise Fasanelli

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