Le barriere istituzionalizzate

Il prossimo 15 maggio maggio ripeteremo l’esperienza della “Passeggiata” per osservare la situazione delle barriere architettoniche nella città di Trento e se ci sono stati miglioramenti o peggioramenti rispetto ad un anno fa. Ricordiamo che è sempre attiva anche la nostra petizione che potete leggere e firmare a questo link:  “Barriere architettoniche: la storia infinita e il sistematico menefreghismo delle amministrazioni”

Lo scopo dell’iniziativa è di sensibilizzare i cittadini e l’amministrazione comunale su una situazione che riguarda, purtroppo, senza distinzioni tutto il nostro Paese, come dimostra questa articolo di Dino Sturiale, pubblicato sul sito “Il Carrettino delle idee”, dal titolo molto significativo:

Le barriere istituzionalizzate

I grandi paradossi di una città “metropolitana”, una città che firma contratti per il transito del turismo crocieristico da oltre 10.000 presenze la settimana.

Ogni giorno Messina si confronta con migliaia di turisti, altrettanti lavoratori e studenti provenienti dalla prospiciente Calabria come dalla nostra provincia, ovviamente questo comporta un vissuto quotidiano da parte di una popolazione quanto mai promiscua, in tutto anche nelle proprie esigenze. Per questo si immagina, con facilità, una città accogliente per vocazione, capace di accogliere chi spende nei nostri negozi, consuma nei bar della nostra città e qui pranza, paga l’affitto e quanto altro possa contribuire alla crescita economica. Di conseguenza Messina, nella figura dei suoi amministratori ricambia con affetto; regala pignolate e rose rosse ai turisti.

Ma non basta a renderci ospitali ed accoglienti e nemmeno buoni cittadini.

La città versa in condizioni così tristi da non comprendere a quale titolo la gente venga, cosa li attrae. Forse i siti archeologici offerti alla vista come dei biotipi lacustri; vedi San Giacomo Maggiore, monumenti gestiti in maniera privatistica, a questo aggiungiamo gli atavici problemi che ci attanagliano; marciapiedi del centro storico impraticabili perché le buche vengono transennate in attesa di stabilire di chi è la competenza del ripristino, autofficine ed autolavaggi che occupano i marciapiedi come estensione dei loro locali,  cassonetti privi di copertura e maleodoranti, che fanno da cornice ai nostri palazzi.

Tutto ciò, come se non bastasse, viene surclassato da quello che può definirsi come la ciliegina sulla torta, l’impraticabilità “istituzionalizzata”  per i portatori di handicap….[Continua]

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