La notizia dell’aumento delle indennità che i sindaci, vice sindaci e assessori che saranno eletti, hanno provocato reazioni di indignazione e discussioni sul palese conflitto di interesse dei nostri amministratori, senza contare che gli aumenti dell’indennità dei sindaci provocheranno aumenti a cascata anche in altri incarichi calcolati in determinate percentuali in base all’indennità percepita dal Sindaco. Quindi il provvedimento è decisamente scandaloso e ritenuto da molti un’offesa gravissima a chi ha perso il posto di lavoro e a chi fatica, e sono sempre di più, ad arrivare fine mese
La distanza fra la politica e cittadini si fa sempre più grande, e c’è chi si chiede da dove provenga la disaffezione nei confronti della democrazia rappresentativa, c’è chi si affanna ad analizzare il calo dell’affluenza ai seggi, chi si gongola nella consolazione di non aver concesso il proprio voto a questo o l’altro politico, e chi è pronto a difendere la propria scelta elettorale con la teoria del ” meno peggio” o del ” tanto son tutti uguali”. La rabbia e l’impotenza diventano inversamente proporzionali alla crisi economica. e pur condividendo l’irritazione e il senso di impotenza, davanti all’ennesimo schiaffo alle difficoltà che in questi momenti quasi tutti viviamo. Credo però che la responsabilità sia da ricercare dentro ognuno di noi.
Perché noi.. siamo quelli che credono che delegare sia l’unica via possibile, noi siamo convinti che la forza di una nazione si misuri ai mondiali di calcio, e ancora… noi pensiamo che “un solo uomo da solo non può far niente”. Siamo per le liberalizzazioni quando siamo clienti, ma come imprenditori siamo per il monopolio, ce la prendiamo con chi evade le tasse, ma noi ci siamo “costretti”. Noi non sopportiamo indulti e condoni, ma poi ci facciamo la legnaia abusiva dietro casa. Ci indignamo davanti alle liste d’attesa della sanità ma, noi abbiamo sempre un amico medico che ci fa un favore, e abbiamo sempre un amico a cui dobbiamo un favore…
Non ci interessiamo di politica , la troviamo disgustosa, come se non ci riguardasse…Non mettiamo mai in discussione le responsabilità della gente, delle persone, la massa, il popolo, gli elettori, la società civile cioè… noi…
Noi che abbiamo lasciato fare, per interesse o disinteresse, per mancanza d’idee, per scarso impegno, per vigliaccheria, per pigrizia, per snobismo, per incapacità…
Anche se è vero che ognuno di noi da solo può fare poco, è altrettanto vero che noi possiamo riprenderci la città, la provincia, la regione, il Paese.
Allora è il caso che tutte queste gocce si uniscano e creino un bello tsunami che spazzi via questa marmaglia di personaggi..
Hai ragione antonio ma purtroppo la partecipazione non si decreta d’urgenza, occorre convincere una goccia dopo l’altra che solo scorrendo accanto si può arrivare al mare…liberi
e quindi informare, discutere, e incominciare a coinvolgere tutti quelli che hanno a cuore il bene comune e ” rieducare” gli altri. Ognuno nel suo piccolo..

Concordo pienamente!
Non dobbiamo rassegnarci! Ognuno di noi è una goccia nel mare..ma tante gocce fanno il mare!