Inceneritore? Si può puntare ad altro

Il 29 dicembre 2009 il Comune di Trento, dopo anni di rinvii, ha pubblicato ilBando di gara per la concessione di lavori per la progettazione definitiva ed esecutiva, la realizzazione e la gestione dell’impianto di combustione o altro trattamento termico con recupero energetico per rifiuti urbani e speciali assimilabili (esclusivamente rifiuti speciali non pericolosi, secondo quanto stabilito in fase autorizzativa), in località Ischia Podetti, nel Comune di Trento” (http://www.comune.trento.it/trento/trento65.nsf/-albopretoriobandi/499081A15372CB4EC12576CE0041FB1A?Opendocument).

Nel febbraio di quest’anno i Comuni di Lavis e Mezzocorona hanno presentato ricorso contro il bando per “la mancata osservanza dell’articolo che impone la sottoscrizione di una convenzione tra i comuni competenti”. A questo si è aggiunto anche il ricorso del Centro Riciclo di Vedelago, insieme a Nimby Trentino, in quanto “ne ostacola la partecipazione visto che, oltre a prevedere un certo fatturato, specifica che le aziende in gara devono avere cinque anni di esperienza nel campo dei termovalorizzatori, non prendendo in considerazione, dunque, alternative alla combustione dei rifiuti residui”.

Intanto qualcosa si muove anche dalla società civile. Da qualche settimana è nato il “Coordinamento Trentino Pulito”, che ha raccolto già 400 adesioni e si propone di: impedire la realizzazione dell’inceneritore in Provincia di Trento; promuovere il quarto aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti; chiedere al Comune di Trento di valutare alternative alla combustione dei rifiuti e promuovere prodotti riciclabili e riutilizzabili.

Il Comitato sta valutando, inoltre, la possibilità di supportare ad adjuvandum il ricorso dei due comuni e nel loro primo incontro pubblico, in programma il prossimo 8 aprile a Zambana, lanceranno una petizione popolare con l’obbiettivo di raccogliere almeno 15 mila firme per dire no all’inceneritore.

L’udienza per la sospensione del bando di gara si terrà, presso il TAR di Trento, il prossimo 25 marzo davanti al giudice Alma Chiettini.

Riporto al riguardo, per stimolare riflessioni e dibattiti, un articolo del giornalista Zenone Sovilla pubblicato il mese scorso sull’Adige:

Mi è capitato un po’ per caso di avvicinarmi alla questione rifiuti domestici cinque anni fa, quando mi fu chiesto di moderare un dibattito promosso per informare la popolazione trentina sulle possibili pratiche “pulite” nella gestione di questa materia, nonché su alcuni spiacevoli “effetti collaterali” dell’incenerimento dei rifiuti prospettato dalla Provincia autonoma affiancata dal Comune di Trento.
Pur occupandomi da tempo di tematiche ambientali, mi ci volle quel dibattito pubblico per afferrare la vastità, la complessità e la portata – concreta e simbolica – della vicenda dei materiali di scarto prodotti dalla nostra società. Fino a quel momento avevo sempre trattato il tema con una certa distanza: non lo trovavo attraente, non ne coglievo appieno i risvolti né sul fronte pratico né sul versante intellettuale.

Per approfondirlo e contribuire alla diffusione di conoscenza “dal basso”, nel 2006 ho messo in cantiere anche un videodocumentario, “Civiltà bruciata. La terra degli inceneritori”, autofinanziato e ora di pubblico dominio nel Web secondo i criteri di una licenza libera Creative Commons….[continua]

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