Valsugana – I medici ISDE prendono le distanze dalle analisi dell’ APPA

Dott. Massimo Cecconi

Solo pochi giorni fa Pacher rassicurava i cittadini della Valsugana diffondendo la notizia che gli ultimi risultati dell’Appa davano i valori di diossine e furani sotto i limiti di legge. Ma i Medici per l’Ambiente avanzano con forza le loro critiche e perplessità sul metodo di campionamento usato. Questo il loro comunicato:

“Prendiamo le distanze dal giudizio sulla situazione ambientale attuale in Valsugana basato sui dati relativi alla concentrazione di diossine e metalli nel suolo recentemente resi noti dalla PAT.
Sorprende che a quest’ultimo campionamento, riguardante esclusivamente i terreni e che si sovrappone ad altri già eseguiti da Appa e corpo forestale, venga attribuito un significato decisivo portando così in secondo piano tutti i precedenti che configuravano una situazione alquanto diversa. In primo luogo la rilevazione della diossina nel terreno non può essere presa come dato emergente sulle altre rilevazioni ( acqua, aria, filiera agro-alimentare, matrici vegetali), in quanto essa non è un indicatore sufficiente del grado di contaminazione.
La ricerca delle diossine nei terreni è piuttosto complessa, in quanto le diossine tendono ad adsorbirsi nelle matrici organiche, dove appunto vanno ricercate per la maggiore. I terreni infatti non sono degli indicatori dirimenti della contaminazione da diossine nell’ambiente: lo dimostrano gli studi eseguiti a Taranto,dove esiste un impianto molto inquinante (l’ilva ), il cui impatto ambientale ha determinato indubbie massicce contaminazioni di prodotti agroalimentari ( mozzarelle, bestie che per questo sono state abbattute); analogamente questo fenomeno è stato riscontrato nei terreni circostanti l’inceneritore A2A ( ex ASM) e l’Alfa Acciai a Brescia. In queste situazioni la diossina ritrovata nel suolo era entro i limiti tabellari.
Questo fenomeno è noto agli studiosi come “magnificazione “ delle diossine, che può arrivare a centinaia di volte nei vegetali rispetto ai suoli ed aumentare ulteriormente nel latte materno.
Le diossine sono state trovate oltre i limiti di legge durante i campionamenti dell’Appa eseguite alla presenza di periti e corpo forestale soprattutto sulle polveri che si sono ritrovate all’interno e all’esterno del piazzale dello stabilimento Acciaierie Valsugana, oltre che sul parabrezza di un’auto da anni in sosta in zona residenziale, ampiamente oltre i limiti tabellari. Perchè anche in occasione di questo secondo campionamento si è rinunciato a cercare la diossina là dove era stata trovata?
In primis non si possono considerare questi dati senza tenere conto di alcuni campionamenti eseguiti nel 2001 dal laboratorio Chelab per conto del

Prof. Piergiorgio Iobstraibizer

comune di Roncegno e Borgo, dai quali risultava ( nei medesimi punti di prelievo ) un valore di diossina tre volte più basso; questo a significare che vi è in atto un fenomeno di accumulo di tale inquinante. Lo stesso fenomeno è rilevabile nei punti di campionamento lungo la Rosta Fredda, dove il valore della diossina rilevato da APPA un anno fa era 1,86ng mentre negli stessi punti ora è 2,11 cioè il 10% in più in un solo anno..
Alcune riflessioni si impongono per quanto riguarda le zone dove la diossina risulta più abbondante rispetto agli altri siti, ovvero Borgo, Olle e Villagnedo. Se si osservano i punti trigonometrici del prelievo si può capire come questi uniti traccino una linea che esprime un particolare orientamento dei venti e quindi della deposizione delle polveri dell’acciaieria. In un rapporto Appa pubblicato in occasione di un’ interrogazione comunale a Borgo, l’ing. Maurizio Tava, funzionario APPA, nel 2001 affermava “ il normale regime anemologico sospinge l’aeriforme polveroso verso Est interessando il comune di Villagnedo…”; è proprio a Villagnedo che si rileva il valore massimo di 4,009 ng.
Un altro appunto va mosso alla tecnica di campionamento: si è usata infatti la tecnica dell”analisi delle terre e rocce da scavo, non adatta all’analisi della contaminazione dei terreni in quanto i risultati rischiano di essere non rappresentativi. Inoltre i punti di prelievo dei campioni risultano in buona parte in prossimità di strade, e pertanto non ottimali.
Circa i contenuti dei metalli pesanti , è problematico discriminare l’apporto di eventuali contaminanti rispetto ai valori originari del terreno, soprattutto nei terreni a Nord e a Ovest dello stabilimento variamente interessati dal contributo delle mineralizzazioni a monte del conoide di Roncegno, portatore di metalli. . Detti metalli d’altra parte sono scarsi o rari per natura nei terreni calcarei; interessantemente proprio in quei terreni calcarei dove è stato campionato si sono ritrovati i massimi valori di zinco, piombo , cromo, e berillio.
Ci sembra fondamentale mettere in relazione le concentrazioni elevate di zinco con quelle rilevate nelle emissioni dell’impianto, in particolare nelle polveri di abbattimento fumi , nelle acque e nelle PM10 di Borgo Valsugana e Roncegno.
Rimaniamo perplessi nell’ apprendere che nel giudizio sulla qualità dell’ambiente si sia tenuto conto esclusivamente di questi dati parziali e criticabili sotto il profilo metodologico e nessun rilievo sia stato attribuito ai dati precedenti, molto significativi a parere degli scriventi, tantopiù che assunti come prova giudiziaria.
Una considerazione finale va fatta sul punto di prelievo n.8 sul comune di Borgo Valsugana (IV Boale, a poche centinaia di metri dall’impianto), dove il valore di diossina ritrovato è di 18,8 ng: di questo campione non si è tenuto conto perchè “si suppone che quello sia terreno riportato da vivai”; tuttavia la dimostrazione di questo assunto andava fatta eseguendo prelievi supplementari concentricamente rispetto al suddetto, così da poter valutare se si trattasse di un caso isolato e circoscritto oppure di un fenomeno esteso, senza contare che la provenienza della terra da vivaio non giustifica la presenza di diossine. Lo stesso campione è stato ritenuto valido però per i metalli pesanti( !?).
Nel rapporto consegnato ai Sindaci non compaiono i risultati dei campionamenti effettuati sulla matrice agro-alimentare per la ricerca delle diossine che in precedenza erano stati riportati dall’Assessore all’Ambiente Pacher, ai quali era stato attribuito un valore fondamentale per rassicurare la popolazione sull’integrità dei prodotti. Devono essere riconsiderati?”

Gruppo medico scientifico ISDE

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