Mario Malossini: Presidente della “Commissione dei Dodici”

Il 5 novembre 2009 è stato nominato il Presidente della “Commissione dei Dodici”, dopo quasi due anni, durante i quali le attività sono rimaste bloccate. Si mormora che le cause di questo stallo fossero da ricercare in beghe interne al Pdl, in particolare con la componente di An, sul nome del candidato. Resta fermo, il fatto che la notizia non è apparsa sui maggiori quotidiani nazionali, si è visto solo qualche timido lancio d’agenzia, mentre l’ha raccontata e analizzata il quotidiano locale L’Adige. Eppure è interessante saperne qualcosa di più, non fosse altro per quell’ostinato senso d’indignazione che ancora colpisce alcuni italiani, pochi.

Proviamo a riassumere partendo dalla Commissione. L’art. 107 dello Statuto di autonomia del Trentino Alto Adige prevede l’istituzione della cosiddetta “Commissione dei Dodici”, organo paritetico composto da 6 membri in rappresentanza dello Stato, due del Consiglio Regionale, due del Consiglio Provinciale di Trento e altrettanti di quello di Bolzano, che ha il compito di elaborare e proporre le norme di attuazione dello stesso Statuto, esprimendo pareri vincolanti. Fra le priorità una serie di tematiche legate al trasferimento di competenze fra Roma e Trento, prima fra tutte quella in materia di federalismo fiscale. Altri temi probabili sono l’Agenzia delle Entrate, nonché il personale amministrativo in capo allo Stato, si pensi a quello giudiziario, oppure a ciò che riguarda le strade, oggi in delega alla Provincia.

Raccontiamo chi è l’uomo eletto, su proposta del Ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, e con la sola astensione dei due rappresentanti del Pd di Trento e Bolzano. Si tratta di Mario Malossini, non proprio uno sconosciuto alle cronache, ha 62 anni, all’inizio della carriera è stato autista e segretario di Flaminio Piccoli, eletto per la prima volta nel 1978 consigliere provinciale, poi assessore. Dal 1989 al 1992 è stato presidente della giunta della Provincia autonoma di Trento. Nel 1992 ha dato le dimissioni insieme ai suoi assessori e nel 1993, nel periodo dell’inchiesta di Mani pulite è stato indagato dal tribunale di Rovereto e poi arrestato da quello di Trento. Condannato in via definitiva per ricettazione, nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti dell’Autobrennero. In passato, colleziona anche due prescrizioni: quella della villa di Torbole e quella degli alberghi Centrale e Portici di Riva del Garda, grazie alla derubricazione del reato di concussione in quello di corruzione. E’ stato Presidente della Compagnia delle Opere trentina dal 2000 al 2003. Rientrato poi in politica nello stesso anno, candidandosi alle provinciali per Forza Italia, si è presentato alle elezioni politiche dell’anno scorso, risultando, nella circoscrizione Trentino Alto Adige, il primo dei non eletti alla Camera dei Deputati per il Pdl. Stupefacente la dichiarazione nel 2003, alla vigilia delle elezioni provinciali, della Signora Malossini in un’intervista: “se Mario avesse parlato, non sarebbe stata sufficiente una caserma per contenerli tutti”, riferendosi probabilmente, ma è solo un’ipotesi, alla “copertura di tantissimi altri che, nel silenzio, continuarono indisturbati nella pratica del malaffare”. (cit. Trentino Libero, 03.09.09)

Succede poi, come se non bastassero le ombre del passato a insinuare dubbi sul suo operato, che a metà ottobre 2009, il neopresidente dei 12, viene rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta “Giano Bifronte”, che ha coinvolto, in tema di appalti, le alte stanze del potere trentino. Insomma, il lupo sembra perdere il pelo ma non il vizio. Infatti le accuse, alle quali Malossini dovrà ora rispondere in tribunale, sono quelle di finanziamento illecito ai partiti e ricettazione. Secondo il pm Pasquale Profiti della Procura di Trento, sono da riferirsi alla campagna elettorale del 2008, le donazioni fatte dall’amico e imprenditore Fabrizio Collini (15-18 mila euro, somme di provenienza illecita in quanto costituita da fondi neri della Collini Spa e in particolare, dalla restituzione dell’imponibile di fatture per operazioni inesistenti). Il giudice per l’udienza preliminare, Carlo Ancona, ha già fissato la data dell’udienza al 10 dicembre.

Naturalmente queste sono accuse che dovranno essere provate davanti al giudice, superare le varie fasi di giudizio e sopravvivere alla prescrizione. Ciò nonostante, sono in tanti quelli che si domandano se fosse comunque il caso di eleggere presidente della Commissione, ed ancor prima proporre per tale ruolo (come ha fatto Fitto), un personaggio tanto discusso e discutibile, un politico che ha ampiamente dimostrato un comportamento, quantomeno disinvolto, nel rapporto fra affari e politica. Domanda che evidentemente non si è posto il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai (PD), accogliendo con favore suddetta nomina e dichiarando: “Ci auguriamo un rapporto di collaborazione. Malossini conosce bene i meccanismi della nostra autonomia.”

Da: http://www.gliitaliani.it/

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