A.A.A. Cercasi studente per condividere appartamento. Ps: preferibilmente non albanese

di Jessica Ceotto

“Pronto?”
“Salve, la chiamo per l’annuncio della stanza doppia per studenti. E’ ancora libera?”
“Si ma tu di dove sei?”
“Sono di Durazzo, Albania…”
“A, ho capito…mi dispiace ma la stanza è già stata assegnata…scusa“.

E’ questa la struttura con la quale vengono impostate il più delle volte le conversazioni telefoniche di un amico  di Trentoblog: un ragazzo albanese di 22 anni, in Italia regolarmente da sette anni, per sua sfortuna, si ritrova a dover cambiare casa a Trento.

Dico per sfortuna perchè la ricerca, già faticosa per uno studente italiano, sembra essere ancor più complicata per chi viene “tradito” da un accento straniero.

Drilon ci racconta di alcune disavventure con le quali ha dovuto confrontarsi prima di poter finalmente avere un tetto sopra la testa.

“Il più delle volte il filtro avviene già nella prima conversazione telefonica quando per l’appunto, intuiscono la mia provenienza e quindi si inventano le scuse più varie per non farmi andare a vedere l’appartamento. Sono sicuro che spesso si tratti di scuse perchè l’annuncio rimane visibile ancora per settimane o addirittura rimesso.

Solo poche persone hanno il coraggio di dire la verità. Una volta un propietrario mi ha espressamente detto che non voleva ragazzi o ragazze albanesi perchè voleva stare fuori dai guai o quanto meno non avere complicazioni.

A volte però succede che non si accorgono della mia provenienza fino a quando non mi vedono sull’uscio di casa. E’ in quei momenti che mi sento particolarmente frustrato perchè come a nessuno, credo, non mi piace andare fino al luogo dell’incontro per poi dover ascoltare le scuse più assurde. Una volta, per esempio, un vecchio propietrario dopo avermi chiesto di dove ero, mi ha detto  che gli dispiaceva molto ma che…che…che…che una sua nipote lo aveva appena contattato per chiedergli se aveva un posto libero nella casa di Trento, che era un’urgenza e che gli serviva subito.

Tutto questo ovviamente era accaduto un secondo prima del mio arrivo e soprattutto…quello era un appartamento per soli maschi.

Ciò che più mi dispiace non è tanto la preoccupazione – ovviamente a mio parere immotivata – che dimostrano i proprietari di casa, ma quella degli stessi studenti, dei giovani con i quali condivido le aule della facoltà, le Universiadi [n.d.r. le facultiadi sono dei giochi sportivi a scopo di divertimento in analogia alle olimpiadi, in cui a competere sono gli studenti suddivisi per facoltà di appartenenza], gli aperitivi ai bar….Mi sembra infatti impossibile che dei giovani che non hanno direttamente vissuto le immigrazioni albanesi più problematiche degli anni ‘90 e che conoscono da vicino molti immigrati abbiano comunque questa sorta di reticenza. Non so cosa pensino, che tipo di probelmi credino siano correlati al mio essere albanese; io sono uno studente tranquillissimo, vivo in Italia regolarmente da anni, non ho mai avuto probelmi con la giustizia ed anzi, non ho nemmeno mai conosciuto ness’un altro Albanese con probelmi del genere. Non mi porto dietro una quindicina di famigliari in cerca di lavoro, sono solo, voglio solo studiare e pago tutto come tutti, puntualmente e senza problemi.

Anche alcune mie amiche hanno vissuto esperienze del genere: anche loro, sebbene donne, hanno sentito scuse su scuse e quindi solo con difficoltà sono riuscite a trovare casa.

Un problema che gli allocatori sembrano vivere con particolare preoccupazione è infatti l’aspetto burocratico. Una volta, quando già mi trovavo a firmare il contratto d’affitto, il proprietario mi ha chiesto di vedere i documenti ed appurato che tutto era in regola, ha iniziato ad insinuare che potessero essere falsi e quindi, tra una giustificazione e l’altra non mi ha più permesso di concludere il tutto. Questo dopo una settimana e mezza durante la quale pianificavamo la mia entrata in quella casa; questo, un giorno prima che mi scaddesse il contratto d’affito con la casa dello studente”.

Da: http://www.gliitaliani.it

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