Il 20 gennaio 2010 è stato approvato in Senato il disegno di legge sul processo breve, che stabilisce, tra l’altro, i termini entro cui si deve svolgere il processo, pena l’estinzione:
Nonostante le centinaia di firme raccolte, le critiche dell’opposizione, le perplessità manifestate dagli ordini forensi sulle conseguenze dell’applicazione della legge ai processi già in corso e le voci contrarie delle vittime dei reati e dei loro familiari, la maggioranza ha proseguito imperterrita sul suo cammino. La motivazione addotta è che i tempi del processo sono irragionevolmente lunghi e per questo motivo la stessa Unione Europea ci ha più volte ripreso e sanzionato, chiedendo tempi più brevi di definizione dei processi.
Naturalmente le motivazioni sono corrette, ma se si va oltre la superficie si può facilmente comprendere che l’Unione Europea pretende una distribuzione delle risorse tale da permettere una definizione rapida delle cause, e che i processi si protraggono per tempi eterni a causa di problemi del sistema giudiziario. Ciò che ci vorrebbe è una riforma complessiva del sistema:
Questi potrebbero essere dei suggerimenti per rendere più snelli e rapidi i processi.
Ma la gravità della legge non sta nel fatto di stabilire che in un futuro il processo debba svolgersi così come stabilito nel DDL in questione, che come principio è anche condivisibile, visto che nessuno di noi vuole processi che durano 20, 30, 40 anni. La gravità della legge sta nella sua norma transitoria che stabilisce termini di prescrizione per i processi in corso alla data di entrata in vigore della legge relativi a reati commessi fino al 2 maggio 2006. Il che significa che i processi già in corso si estingueranno con l’assoluzione di tutti gli imputati, colpevoli o innocenti che siano.
Fra i processi celebri che potrebbero prescriversi prima di giungere a sentenza, gli esperti del settore annoverano il processo Thyssen Krupp a Torino, il processo Antonveneta a Milano, il processo Parmalat a Parma, il processo contro la clinica di Santa Rita di Milano…In tutti questi processi ci sono decine di persone da sentire e perizie da effettuare: è sufficiente che i giudici accolgano un’ istanza di approfondimento istruttorio o dispongano una perizia ritenuta necessaria, per frenare l’andamento del processo e non riuscire ad arrivare alla sentenza entro 2 anni dalla richiesta di giudizio immediato, che si concluderebbe, quindi, con una dichiarazione di non luogo a procedere, e la conseguente liberazione di tutti gli imputati.
In questo modo coloro che sono stati truffati dalla Parmalat, così come i pazienti che hanno ricevuto pessime cure dai medici della clinica di Santa Rita vedranno girare liberi per strada quelli che hanno loro provocato tanta sofferenza! Oltre al danno la beffa!
Una lista più completa è disponibile su Wikipedia.
A quanto pare più che di processo breve si parla di “ammazzaprocessi”!
Giustizia, purtroppo, non sarà fatta!
Per chi volesse prendere visione del disegno di legge, uno dei siti in cui si può reperire è quello di Altalex.
[...] entrare nel merito della legge, ci sono decine di pagine e di uomini che ne parlano. Noi stessi avevamo già trattato l’argomento su questo blog circa un anno fa. Voglio invece porre delle questioni, diciamo, “etiche”. Il [...]

Abbiamo un altro esempio, forse fra i più ecclatanti, di come questo DDL renderà celere, cioè nulla, la Giustizia
A Torino si è tenuta la seconda udienza del processo Eternit , i famigliari delle vittime temono la mannaia del” processo breve ” e il loro timore non è affatto infondato. Gli imputati: Stephan Ernest Schmidheiny, miliardario svizzero e Jean Marie Louis Ghislain De Cartier De Marchienne, barone belga, sono accusati di disastro doloso e omissione volontaria di cautele per la morte e l’insorgere di malattie connesse alla lavorazione dell’amianto di migliaia di persone. In più di 4mila avevano chiesto di potersi costituire parte civile nel corso dell’ultima udienza, ( 10 dicembre) ma sembra che le difese abbiano intenzione di citare tremila testimoni in tutto.
Per ora, il processo è proseguito focalizzando l’attenzione su due questioni di legittimità costituzionale, e alcune eccezioni di nullità delle citazioni avanzate dai legali delle difese. In particolare la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Unione Europea hanno chiesto di essere esclusi dal processo, nel quale sono stati chiamati in causa in qualità di responsabili civili da alcune persone offese.
In poche parole, se il buongiorno si vede dal mattino, vedremo ” a breve” l’efficacia di questo provvedimento.