« A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare? »

Ricorre oggi il ventiseiesimo anniversario della morte di Giuseppe Fava, giornalista ucciso dalla mafia a Catania la sera del 5 gennaio 1984.

Giuseppe, detto Pippo, è stato uno scrittore, giornalista e drammaturgo siciliano, oltre che saggista e sceneggiatore. Fu direttore responsabile del Giornale del Sud e fondatore de I Siciliani, primo vero giornale antimafia in Sicilia, e fu innanzi tutto un ”giornalista di razza”, di quelli di cui oggi si sente sempre più la mancanza.

Appuntamento con la memoria. Ricordando Pippo Fava

Fava si trovava in via dello Stadio: aveva appena lasciato la redazione del suo giornale, il mensile “I Siciliani” da lui fondato e diretto. A bordo della sua Renault 5 venne freddato da cinque proiettili alla nuca. Inizialmente, l’omicidio venne etichettato come passionale sia dalla stampa che dalla polizia. Un’altra ipotesi era il movente economico, per le difficoltà in cui versava la rivista. Ma le vere ragioni dell’omicidio stavano nelle inchieste antimafia di Fava e della rivista: il 28 dicembre del 1983, pochi giorni prima di morire, Fava rilasciò un’ultima intervista a Enzo Biagi denunciando le collusioni tra mafia e politica, affermando che “non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità, che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante”. Nel 1998 si è concluso a Catania il processo denominato “Orsa Maggiore 3”: per l’omicidio di Giuseppe Fava sono stati condannati all’ergastolo il boss mafioso Nitto Santapaola, ritenuto il mandante, Marcello D’Agata e Francesco Giammuso come organizzatori, Aldo Ercolano come esecutore assieme al reo confesso Maurizio Avola. Nel 2001 le condanne all’ergastolo sono state confermate dalla Corte d’Appello di Catania per Nitto Santapaola e Aldo Ercolano, accusati di essere stati i mandanti dell’omicidio. Assolti invece Marcello D’Agata e Franco Giammuso, condannati in primo grado all’ergastolo come esecutori. L’ultimo processo si è concluso nel 2003 con la sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato Santapaola ed Ercolano all’ergastolo e Avola a sette anni patteggiati.

Da Antimafia Duemila, pubblichiamo l’intervista di Enzo Biagi, tratta dal programma di Rete 4 “Filmstory” trasmesso il 28 dicembre 1983, una settimana prima che Pippo Fava venisse ammazzato.

httpv://www.youtube.com/watch?v=jAogBSvaSyU

Appuntamento con la memoria. Ricordando Pippo Fava

di Pino Finocchiaro

5 gennaio 1984. E’ sera. Una pioggerellina battente moltiplica i riflessi dei lampioni sulla strada e sui cocci di vetro sparsi ovunque. Sono qui con inquirenti e colleghi accanto all’auto con i vetri infranti dai colpi sparati alla testa di Pippo Fava, mio direttore al Giornale del Sud, fondatore dei Siciliani, cronista, maestro di cronisti. Il corpo è stato portato in ospedale per impedire un’accurata perizia balistica coi limitati mezzi del tempo.

Ogni anno avverto lo stesso senso di freddo. Ogni anno le stesse domande senza risposta. Ma Pippo Fava, 26 anni dopo, è vivo in noi e in quei giovani che a quel tempo non erano ancora nati. Perché il 5 gennaio è un appuntamento con la memoria.

Tratto da Articolo21.


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