La rivoluzione dell’acqua

Il teatro S. Marco è gremito, nemmeno gli organizzatori si aspettavano un’affluenza del genere, anche se l’argomento, il tema, è scottante e mai come ora attuale, dopo l’approvazione della legge (art.15 del Dl 135) che dà il via alla privatizzazione dell’acqua.

L’occasione è la presentazione del libro “La rivoluzione dell’ acqua” ma i relatori Oscar Olivera, (Bolivia) Raquel Gutierrez (Messico), John Holloway (Irlanda) e il nostro conterraneo Padre Alex Zanotelli, introdotti da Francesca Caprini (Ass. Yaku ), entrano subito nel vivo del tema.

Testimonianze di lotta, confronti sul valore rivoluzionario del bene comune acqua calamitano l’attenzione dei presenti. Si affronta il problema dell’acqua a 360°, non solo dal punto di vista delle ricadute economiche della legge approvata ponendo il voto di fiducia, che di fatto mette sul mercato un bene inalienabile ed essenziale per la vita. Nell’Aprile del 2000 nasce in Bolivia il primo conflitto in nome dell’Oro blu, dopo che un popolo viene ridotto alla sete in nome del profitto, a cui viene proibito persino di raccogliere l’acqua piovana o di abbeverare le bestie nei corsi d’acqua. Una multinazionale statunitense (Bechtel) ha privatizzato la rete idrica della città di Cochabamba. Il costo dell’acqua diventa insostenibile per una popolazione già povera ma la società civile si ribella e si organizza. Nasce un movimento che dopo mesi di lotta, anche cruenta, si riappropria dell’acqua. Ora in Bolivia a furor di popolo è stato inserito nella costituzione l”acqua come diritto inalienabile. Una lezione di democrazia e coesione che uno dei popoli più poveri al mondo ci dà e che schiaffeggia la nostra indolenza e passività. E noi?
Padre Alex è piuttosto chiaro e duro nel suo intervento, ci esorta ad organizzarci a resistere contro questa barbarie, a mettere in discussione le nostre certezze e sicurezze date da un’abbondanza che la natura ci ha riservato, ci fa riflettere sulla dimensione del rapporto fra la natura, i suoi beni e l’avidità dell’uomo, ma non solo, parla degli scenari che una guerra per l’oro blu scatenerà a livello mondiale, delle multinazionali a cui governi come il nostro stanno consegnando le chiavi della nostra stessa vita, di come siamo stati raggirati, indotti ad accettare l’inaccettabile. Fra i presenti il fermento cresce, gli interventi si susseguono: proteste, rimostranze, ma anche idee, iniziative, di cittadini comuni, rappresentanti di istituzioni e associazioni. Si propongono assemblee, manifestazioni, incontri per definire un fronte di lotta comune, ci si scambiano indirizzi, numeri di telefono. Ci si dà un appuntamento per il 22, in quel teatro, fuori, in piazza, non importa, quel che conta è la consapevolezza che ORA, adesso, bisogna muoversi, essere uniti, coesi contro l’assurdità, l’irragionevolezza di questa decisione calata dall’alto sulle nostre teste.

Noi come Associazione faremo la nostra parte, saremo in via Oss Mazzurana il 20 dicembre con un banchetto di raccolta firme per una petizione affinché il Comune e la Provincia di Trento inseriscano nei loro Statuti il concetto di Acqua “bene comune”, non mercificabile e diritto inalienabile di tutti.

A breve  pubblicheremo la registrazione  video della serata

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