Acciaierie di Borgo e “operazione fumo negli occhi”

Riconosco al sindaco Dalledonne il merito di promuovere un percorso di trasparenza tra l’amministrazione comunale e i cittadini sulla questione accaieria, anche se dall’incontro che ha tenuto ieri sera mi pare si sia capito che il suo unico ruolo al momento può essere solo quello di insistere con la provincia perchè vengano stanziati i fondi e si adoperi fattivamente per la riconversione dell’impianto e la bonifica del territorio (di competenza, appunto, provinciale).

Ma la cosa credo più importante della serata è stata la grande partecipazione dei cittadini e la discussione che ne è nata, seppure a volte degenerata in scontro sterile e controproducente tra gli operai presenti e la maggioranza del pubblico. Credo che occorra sicuramente prendere le misure necessarie per tutelare gli operai dell’acciaieria e le loro famiglie; e il buon senso direbbe che è meglio ripiegare su ammortizzatori sociali (in attesa di reimpiego nella stessa struttura riconvertita in un’attività non inquinante) piuttosto che continuare a deteriorare la salute dei cittadini e degli stessi operai in primis.

A chi propone di vedere se i recenti lavori all’interno dell’acciaieria siano approdati ad una emissione di inquinanti entro i parametri di legge voglio far presente che la legislazione in materia è, a parere del dott. Stefano Montanari (www.stefanomontanari.net), piuttosto inadeguata, visto che non tiene in considerazione le PM 2,5 e le PM 1  (nanopolveri) ma solo le PM 10: le prime, come stanno dimostrando Montanari e Gatti con la loro ricerca, sono le principali cause di malattie gravissime che non si fermano al cancro e alle bronchiti, ma che diventano anche malformazioni fetali, tumori infantili, malattie allergiche, infiammatorie e neurologiche.

Inoltre , sempre nella legislazione in materia di emissioni, si pone un limite alla diossina sempre e comunque inadeguato; poco importa infatti se esce poca diossina dall’impianto e quel poco è nei limiti di legge: la diossina ha la caratteristica di avere tempi lunghissimi di estromissione dal nostro organismo, per cui anche quel poco viene accumulata costantemente fino ad arrivare a livelli estremente tossici. E’ solo questione di prorogare in avanti un effetto che comunque verrà a manifestarsi.

Questo è semplicemente quello che ho provato a riassumere, ma invito tutti a leggere questo documento: http://www.stefanomontanari.net/images/pdf/tesina_niente_si_crea_niente_si_distrugge_andrea_de_santi.pdfNonostante si parli di inceneritori, infatti, ciò che viene riportato può essere in grandissima parte equiparato alle acciaierie (o per meglio dire fonderie, visto che non è solo acciaio che viene trattato).

Interessante approfondire anche sul sito Nanodiagnostics di Montanari/Gatti: http://www.nanodiagnostics.it/Nanopatologie.aspx, inerente appunto alla ricerca sulle nanopatologie in parte finanziata dalla comunità europea.

Ricordo che Montanari e ancor di più sua moglie, la dottoressa Gatti, sono considerati tra i più competenti in materia a livello mondiale; hanno collaborato anche con gli Stati Uniti per dimostrare come le nanopolveri causate dal crollo delle torri gemelle a New York (11 settembre 2001) siano state la causa del’insorgenza di numerose malattie tra la cittadinanza.

Come sempre non basta aspettare che l’inchiesta aperta dalla procura di Trento arrivi a conclusione per poter vedere il problema acciaieria di Borgo Valsugana definitivamente risolto: occorre innanzitutto la mobilitazione dei cittadini che devono far sentire la propria voce e far capire alle amministrazioni che non accetteranno condotte poco trasparenti da parte di chi li rappresenta nelle istituzioni locali. Giuste quindi le esortazioni di tanti a scendere in piazza a manifestare: la solita e oramai, purtroppo, desueta politica dal basso che dovrebbe caratterizzare qualsiasi popolo che abbia a cuore il proprio territorio.

* Foto tratta da http://www.cittadinirovereto.it/diario/wp-content/uploads/2008/12/acciaierie.jpg

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