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Storie di donne, storie di ordinaria violenza

Di: Marina Benedetti    Pubblicato il:  25 nov 2009  |  14 Commenti



Il mio primo post lo voglio dedicare a un amica che non c’è più………

Non è l’anniversario della sua morte, e nemmeno il suo compleanno. Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. La sua è solo una delle tante, troppe, storie sbagliate.  Ammazzata dall”uomo che aveva amato , dal padre di suo figlio, dalla persona che le aveva giurato di amarla di proteggerla.
Non adoro questo tipo di ricorrenze, anche se solo il fatto che si sia sentito il bisogno di istituirla, la dice lunga riguardo a quanta strada ancora si debba fare. Una strada da percorrere insieme, uomini e donne, una strada lastricata di buone intenzioni, ma anche di cattivi pensieri, di amore e di odio , di comprensione e di rancori, fatta di pregiudizi   e differenze disconosciute.
Lia è morta all’angolo di una strada, l’hanno trovata in un lago di sangue, massacrata perchè aveva deciso di vivere, di lasciarsi alle spalle una non-vita, fatta di ricatti, di minacce , e  di piccole e grandi violenze quotidiane . Una vita alla quale tante donne sopravvivono, loro malgrado.

Succede in continuazione, non solo a donne povere, non solo in paesi del mondo che definiamo arretrati, non solo in culture che diciamo violente. La violenza sulle donne è trasversale a  culture, ceti sociali, etnie o religioni.

Perchè le donne accettano tutto questo? Per paura , ma anche per la vergogna di essere umiliate e di essere incapaci di ribellarsi,  o per timore del giudizio della collettività. Spesso le donne tendono ad annullarsi nella coppia, pericolosamente, vedono nell’essere di qualcuno l’unica ragione di essere, o per timore della solitudine. Spesso non  prestano sufficiente attenzione ai primi segnali. Quando si avverte lo scricchiolio dell’ingiuria , si dovrebbe guardarlo per quello che è , amore no di certo.

E’ impressionante il numero di violenze domestiche,  e di omicidi che riguardano le donne, il cui movente è tragicamente sempre lo stesso; il possesso.

La donna muore perchè si ribella, perchè sceglie un altro uomo, perchè tradisce. “Ero geloso, quindi l’ho uccisa”. Scusante che dovrebbe risultare un ‘aggravante ma che, paradossalmente, porta a uno stato di comprensione per il pover’uomo che ha massacrato, non per la vittima, che diviene solo una rappresentazione macabra fine a se stessa, ma per l’assassino. Ci limitiamo ad ascoltare il caso del giorno, pensando che si tratti, appunto, di un caso , non riflettiamo mai sulla sistematicità ma soprattutto sulla legittimità della cosa.

Le donne vengono maltrattate, picchiate, stuprate e uccise, ma il pensiero comune è che, in fondo, se la siano cercata. Fino a quando non accade a qualcuno che conosciamo bene, e solo a quel punto, ci rendiamo conto dell’impotenza, nostra e sua.

Ma la nostra società ipocrita, al fine di esorcizzare il timore di avere la bestia dentro di se, ha trovato un capro espiatorio. Chi violenta e uccide le donne? Marocchini, Albanesi..rom.. il diverso , l’intruso insomma! Pensiamo alle fiaccolate di Guidonia o di Quartaccio, fiaccolate contro, non a supporto delle vittime. Qual’è il messaggio di queste iniziative? La donna italiana è oggetto di proprietà.

Cosa succede quando invece è un ragazzo di ” buona famiglia” a violentare una ragazza? Innanzitutto è colpa della ragazza….. ” era una poco di buono, di facili costumi,   sicuramente consenziente.”
Il violentatore, per evitare le fiaccolate finalizzate al linciaggio, deve avere un pedigree di pura razza italiana.
Ma se lo stupro fa rabbia solo quando è fatto da «stranieri», diventa simbolo di mancanza di sicurezza, di degrado e di una guerra per il controllo del territorio. Insomma, lo stupro indigna quando si carica di una battaglia più ampia di quella della difesa delle donne, una battaglia in cui le donne si trovano ancora una volta«oggetto», in quanto Proprietà collettiva di un gruppo contro un altro.

Immagine tratta da: Forum pa
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Chiunque condivida le motivazioni e lo spirito di questa difficile   battaglia , chiunque creda che la violenza sulle donne ...



14 Comments

Alessandro I.

Grazie per il post Marina, proprio bello e, ahimé, reale..

cri

bel post Marina, è piaciuto anche a me

nige

D’accordissimo, ma sono anche dell’idea che la donna deve darsi una mossa, non possiamo fare sempre le vittime, non fraintendermi. Abbiamo anche delle responsabilità, molte, troppe!! Dobbiamo cambiare noi per vedere negli altri qualche cambiamento. Personalmente, non condivido questa specie di ricorrenze, futili e volatili, buone per sprecare parole appunto.
Ma questo forse dipende dal fatto che sono sempre stata un maschiaccio …

Mariben

Concordo sulle nostre responsabilità , innanzitutto come educatrici , credo che il tuo atteggiamento dipenda non dal fatto di essere ” un maschiaccio ” ma dal tuo modo , sano , di porti come donna, e consentimi anche dalla tua giovane età, per le donne della mia generazione è ,ed è stato difficile liberarsi di pregiudizi e di un certo retaggio culturale, svestirsi di un abito che ci è stato cucito addosso .

Rosa

Bellissimo il tuo post!
Purtoppo vero!
Le donne dovrebbero cominciare a ribellarsi, e soprattutto a solidarizzare! Spesso sento anche da parte di donne commenti come:”bè, se l’è cercata!”. Poi è vero che alcune volte se le cercano, come quando si torna a casa con qualcuno appena conosciuto, però questa non giustifica violenze di nessun tipo! Certo un po’ di sano buon senso ci vorrebbe, ma ciò che è più importante è sensibilzzare le persone sul tema ed unirsi contro le violenze! Tutte le violenze..non solo quelle commesse da stranieri!

Che dire…diamoci una mossa donne!

Mariben

Il nocciolo della questione è un’altro, a parer mio,
percentualmente parlando è più facile essere picchiata , stuprata e uccisa dal marito, dal fidanzato che dal belloccio abbordato in un bar.
o dallo straniero in un vicolo.
Per cui tutto sommato dobbiamo imparare a difenderci innanzitutto da noi stesse, dalle nostre scelte sbagliate ,”dalla sindrome della crocerossina” che affligge una parte della popolazione femminile , vittime designate e in qualche maniera consenzienti.

Rosa

Sono perfettamente d’accordo! Quello che intendevo dire è che bisogna avere un po’ di prudenza nel fare le scelte…avere un minimo di responsabilità per evitare i pericoli..tanto i guai ti capitano già senza che te li vai a cercare!! Evitiamo almeno ciò che possiamo evitare!!
Poi so benissimo che la maggior parte delle violenze sono all’interno della famiglia, e concordo pienamente con te sul fatto che dobbiamo difenderci dalle scelte sbagliate ed evitare la “sindrome da crocerossina”!!! Purtroppo conosco qualche caso anche io..non di violenze di questo tipo, ma di donne che subiscono situazioni pocco piacevoli da anni e stanno ancora lì a subire sì! Essere trattati male non è essere amati!!

Rosa

Dimenticavo: ho parlato di prudenza nelle scelte che ci permettono di evitare almeno alcuni pericoli all’esterno perchè in questi casi la donna che subisce violenza non è più la vittima, ma quella che se la cerca.
Con mia indignazione somma, e seguente discussione accesa, ho sentito anche discorsi del tipo: se una donna all’inizio ci sta e poi non vuole più, è ovvio che l’uomo ti violenta..c’ha anche ragione…EHEHEHEH!!!!!!!!!!!!!Ma siamo impazziti!!!!! NO è NO e basta!!!
Ecco..forse è il caso di agire in modo che chi sente la notizia non possa permettersi di fare discorsi del genere..la vittima di violenza deve essere considerata VITTIMA!! Non ci possono essere giustificazioni per chi commette violenza!! Non so se sono riuscita a spiegarmi..

daniele

anche quì,tuttavia mi piace scrivere sui/nei blog perchè è un ottimo posto dove confrontare le proprie idee e opinioni.
riguardo il tuo post,è vero e purtroppo molto di quanto sopra succede anche nei luoghi di lavoro,tuttavia permettimi:non possiamo far finta di niente quando vediamo certe immagini,anche quelle dell’asilo “cip e ciop”erano,sono donne

Marina

Ovviamente, Daniele, la violenza non è una preorogativa maschile, la cronaca spesso riporta casi più o meno efferati, ma la violenza sulle donne
è definita ” violenza di genere” e non a caso, perchè è un fenomeno in crescita allarmante e che tocca tutte le società, dalle democrazia più evolute, a quelle più retrograde.Una violenza che ha come soggetto le donne in quanto tali , una violenza che ricalca un copione tristemente , tragicamente identico.
Insomma la violenza fa parte , haimè, dell’animo umano, ma ciò non toglie che ci si debba interrogare sul dilagare di questo specifico fenomeno.

daniele

è assolutamente così!!

Li chiamano ” delitti passionali” !

[...] ho fatto, per quanto può valere, lo devo alla mia coscenza, alla memoria di tutte le vittime e a una cara amica,  che ha  pagato a caro prezzo la sua determinazione a voler [...]

Ondina

un post che non invecchia, questo…
se siete su fb vi invito a questa pagina..:
http://www.facebook.com/pages/Donne-ultraviolette/135455783154971?ref=mf

Eppure anche questa è violenza

[...] sulle donne è un’argomento al quale sono ” affezionata” di cui spesso ho parlato anch’io, del quale mi sono,   molto modestamente, occupata, un amico mi ha chiesto di [...]



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